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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

Attualità

INFORMAZIONE imbavagliata? Si aspettano smentite 

Antonia Geninazza 

Sabato 14 settembre, sfoglio il giornale, Repubblica,  e vedo il viso imbronciato dell'onorevole Mancuso, che non ho mai amato molto ritenendolo di parte, naturalmente quella del Cavaliere. Titolo sotto la fotografia: "Non punto la pistola al Cavaliere, ma so perché ha perso l'onore". C'è di che sobbalzare, anche se si sa che l'onorevole Filippo Mancuso non è più pane e ciccia con Berlusconi da quando non ha avuto quello che gli era stato promesso. Guardo entrambe le pagine e apprendo che Filippo Mancuso, illustre giurista, venerdì 13 settembre ha chiuso il suo intervento demolitorio sulla legge Cirami che il governo vuole fare approvare, dichiarando: "Rispetto al vero destinatario e beneficiario di questa norma, l'onorevole Previti, il presidente Berlusconi non è psicologicamente e moralmente libero. Questo è il dramma del paese", e sfida Berlusconi a smentirlo, a dimostrare che non è prigioniero dell'avvocato-amico. Ribadisce che è un uomo, Berlusconi, che erra troppo, soprattutto nella scelta di quelli che gli fanno corona, che dica, sempre Berlusconi, se lui, Mancuso, sta mentendo quando dice che non è libero davanti a Previti, che non è libero nel Parlamento. Lo dica, e se lo dirà corra l'alea di essere smentito. C'è di che allibire, se ancora ne avessi voglia. Ma il peggio è nell'intervista "Senza Rete" il cui titolo aveva attratto la mia attenzione. Pur ammettendo che sarà considerato un deluso dalle mancate promesse, nell'intervista ci dà dentro a ribadire il condizionamento di Berlusconi, descrivendolo come un "superficiale, narciso, con un'inguaribile predisposizione alla menzogna, ma comunque molto migliore di quello che è costretto ad essere per colpa di Previti". Accusa, Filippo Mancuso, affermando di dire cose di cui è "a conoscenza diretta, non sono parole o giudizi abbaiati. Parlo perché so", ma che cosa sa, non dice.
Bene, questa è la prima cosa che mi fa uscire dai gangheri. Questo signore, illustre giurista, titilla i dubbi che sono di molti italiani, ma non vuota il sacco. A casa mia si è sempre detto che è ladro chi ruba, ma anche chi fa il palo. Se ciò che sa è così grave, è il dramma del paese a suo dire, a mio avviso dovrebbe essere suo dovere d'italiano non gettare solo un po' di benzina sul fuoco, ma scoperchiare il verminaio. Ma cosa avrà mai da dire Filippo Mancuso di così nuovo? Alla sua età non ha ancora capito che can che abbaia non morde, che se non dà fatti concreti che, poi, sono il segreto di Pulcinella non fa un piacere alla Patria?
La seconda cosa che mi ha mandata in puzza è che ieri sera e questa mattina  mi sono sorbita la mia dose di Gr e Tg, quelli Rai, e le notizie di Canale 5, ma dell'intervento e delle dichiarazioni di Filippo  Mancuso non ho trovato ombra. Ho visto e sentito il Cavaliere nel suo intervento in inglese, sottolineato dallo speaker come se i telespettatori fossero sordi, e non mi sono commossa per lo sforzo perché la pronuncia era pessima e vedevo gli altri sempre con le cuffie per la traduzione. Con una punta di malignità mi sono detta che le tenevano per farsi tradurre in inglese l'inglese del signor Berlusconi. Informazione radio-televisiva libera? Se qualcuno ha ascoltato su qualche canale dei sei ormai sotto controllo, o delle tre reti radiofoniche ex Rai pubblica non dimentichiamole, questa notizia me lo faccia sapere. Quando ho torto, so anche riconoscerlo.