prima paginaPrima pagina
editorialeEditoriale
attualita'Attualità
culturaCultura
costumeCostume
spettacoloSpettacolo
personaggiPersonaggi
turismoTurismo
medicinaSalute
sportSport
agendaAgenda
oroscopoOroscopo
curiosita'Curiosità
consulenteConsulente
giardinaggioGiardinaggio
cucina
Cucina
dentino avvelenatoDentino avvelenato

linkI nostri link
e-mailE-mail


Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Attualità

 

BERLUSCONI e le sue misure per aumentare il potere d’acquisto 

Antonia Bonomi 

Rallegriamoci, il bello addormentato si è svegliato, meno pimpante del solito e in cerca di parole, ha finalmente capito che qualcosa non va nell’economia, è apparso in televisione  ed ha enunciato alla nazione dagli esausti portafogli quanto hanno partorito lui e i suoi cervelloni per far riguadagnare il potere di acquisto ai salari promettendo, già promettendo come il solito, che nel 2005 e bla e bla e bla bla.
Il succo è questo: sui prodotti che portano il marchio della ditta, la grande distribuzione bloccherà i prezzi fino a fine anno, addirittura una cooperativa li abbasserà del 2 %. Lodevolissima iniziativa, ma al solito c’è un ma. Per la serie “siamo cani che si mordono la coda”, ecco che a rimetterci saranno i piccoli commercianti e se fossi uno di questi m’incazzerei quanto un picchio. Che con l’avvento dell’euro molti, moltissimi ci abbiano marciato raddoppiando i prezzi è un fatto, ma è altrettanto vero che sono stati puniti con il calo dei clienti, sono tra questi, a tutto favore dei super e iper mercati, dei discount che non mi vergogno di frequentare anche se in famiglia siamo rimasti in due. Con questa campagna, a mio avviso, si favoriscono ulteriormente le grandi compagnie, le multinazionali, i già ricchi e potenti a svantaggio dei commercianti che non hanno speculato, o l’hanno fatto in misura ridotta, e che pagano anch’essi le tasse soprattutto con minori possibilità rispetto ai grossi di trovare cavilli per minimizzarle. Poiché i super mercati hanno sempre avuto prodotti con il proprio marchio a minor prezzo, e mentre io sceglievo quello accanto a me c’era sempre qualcuno che sceglieva l’altro reclamizzato in Tv, un’idea per non danneggiare ulteriormente il piccolo commerciante onesto, o ridurlo a più miti consigli se fa parte della serie furbastri, poteva essere per le grandi marche l’imporre all’origine i prezzi sulla confezione, l’obbligo di esporre il listino in modo visibile e un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine fra quanto il dettagliante ha pagato un prodotto non di marca stranota e quanto lo rivende. Da consumatrice e da ex bambina-ragazza che stava dietro il banco di un negozio, la mia idea mi sembra più equa che portare acqua ad un mulino, quello della grande distribuzione, che macina già bene. La trovata del dott. Berlusconi & C. mi sembra inutile, fumo negli occhi paternalistico alla gente ma che lascia le cose come stanno e che, tutt’al più, può provocare un danno ai dettaglianti sottraendo loro anche quell’unico cliente che non aveva capito quanto fosse conveniente andare ad acquistare nei super mercati.