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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Attualità
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IL
CAVALIER BLA BLA BLA alla ricerca di un'identità
Antonia
Bonomi
Il
Cavaliere una volta era Napoleone, immagine che gli fu attribuita già nel 1994
quando voleva riformare di tutto e di più, oltre a creare un milione di posti
di lavoro. Poi sappiamo come è andata a finire e fino alla campagna elettorale
del 2001 non ci sono stati nuovi modelli cui riferirsi. Nella campagna
elettorale dello scorso anno il Cavaliere dalla bocca larga, accidenti quanto
parla, tirò in ballo Giustiniano e nell'editoriale della quindicesima
settimana, inizio aprile, gli feci notare che: " Giustiniano fu un
governante attivo e infaticabile, religioso e versato nella teologia, ambiva
alla grandezza e alla gloria. Nella sua attività fu assecondato dalla moglie
Teodora, che gli seppe spesso imporre le proprie decisioni (ahi, ahi, questo il
Cavaliere lo sa?). Andiamo avanti: voleva ripristinare la grandezza dell'Impero
romano, estirpando le eresie e conducendolo verso una completa ortodossia
cattolica. Le sue guerre furono, dunque, sia crociate sia conquiste. Il suo
ideale politico si confondeva con quello religioso (deve forse incominciare a
tremare anche il papa e non per il morbo di Parkinson?). Nel 532 riuscì a
domare la sedizione di Nika, nata per complessi motivi politici, ma (occhio
Cavaliere perché nessuno è perfetto!) Giustiniano voleva darsela a gambe per
la paura, fu Teodora che lo costrinse, non convinse, a restare. Una volta
tornato in sella grazie al generale Belisario, fece fuori, fisicamente,
l'opposizione con una repressione durissima. Legiferò,
legiferò come un matto, promosse una migliore riscossione delle tasse ma,
attenzione, la pressione fiscale diventò altissima generando scontento. Fece
combattere molto, costrinse i pagani a farsi cristiani a forza, per mezzo di
Belisario sloggiò papa Silverio facendolo sostituire dal diacono Vigilio che,
comunque, non avallò le sue condanne religiose se non dopo essere stato
ammansito. Leggendo la storia di questo imperatore, ci si imbatte in un
passaggio che fa riflettere: "Mandò Belisario in Italia contro gli
Ostrogoti ed iniziò una lunga e sanguinosa guerra gotica che per l'Italia ebbe
conseguenze funeste: i successi militari di Giustiniano furono sempre piuttosto
effimeri, la popolazione soffrì prima mentre cacciavano i barbari e soffrì
maggiormente dopo, quando Totila divenne re e gli Ostrogoti riconquistarono
quasi tutta l'Italia". Battagliò molto, sempre per interposto generale,
vinse e perse ma: "Nel 546 fu costretto ad una dura pace, riconquistò
qualche zona, ma fu costretto ad una tregua e ad una nuova onerosa pace che gravò
sulle spalle dei cittadini, come sulle spalle dei cittadini gravavano le
concessioni di denaro che Giustiniano faceva ai capi barbari per assicurarsi i
loro favori". Conclusione del critico storico: "Se l'opera politica di
Giustiniano fu effimera, se la sua età rappresentò, almeno per l'Occidente,
non l'inizio di una nuova era, ma la conclusione di un'epoca in declino, meritò
il nome di Grande per quello che seppe realizzare in campo giuridico…", a
questo punto non resta che dire tremate giudici. Al Cavaliere forse i
suggeritori non hanno detto che, tutto sommato, non fu un granché soprattutto
come coraggio personale, che fu manovrato dalla moglie, ma hanno detto quello
che gli interessava sentire: rifece le leggi. Concludevo chiedendo: Cavaliere,
ma non le va proprio di essere solo se stesso?
Poi è arrivato un nuovo modello: la signora Thatcher,
e su questo batte e ribatte, è il suo chiodo fisso, recentemente, quando ha
parlato di "coalizione infrangibile", ha scippato a Martin
Luther King il "sogno", senza peraltro citare la fonte, ora si
presenta alla riunione di Confindustria citando addirittura Machiavelli, il suo
modello Thatcher e, senti senti, anche il povero Ronald Reagan che, a quanto mi
risulta, non fu una cima di presidente, solo un tipo molto fortunato per essere
incappato in un momento favorevole. Ora stava per afferrare quello che a
Napoleone, ma anche ai tedeschi e agli italiani, era sfuggito: conquistare la
Russia. Non conquistare nel senso vero e proprio, ma allargare l'Unione Europea.
E il Cavalier bla bla il sabato annuncia raggiante che "La Russia è
partner della Nato" grazie a lui, poi leggi i giornali e scopri che
l'iniziativa è stata di Bush nel giugno 2001, rilanciata da Tony
Blair dopo l'11 settembre, portata avanti per l'Italia da Ruggiero il ministro
degli Esteri defenestrato. Ma, tant'è, Berlusconi fa la ruota come i pavoni,
tutto è sempre merito suo, ora vuole fare di Unione europea e Russia "una formidabile potenza politico-militare" (si
illude che gli americani gliela lascino fare?), e intanto confonde l'Estonia con
l'inesistente Estuania. Parla, parla il Cavaliere, sicuro di stordire con le
chiacchiere, tutto il suo intervento è ripreso dal Tg1, ma ecco Prodi a dire
che la Russia è troppo vasta e popolata, che la sua entrata nell'Unione ne
snaturerebbe il sistema, ma tant'è, Berlusconi ha dalla sua i cari amici Bush e
Putin e non può non sbandierarli. Quale peso avrà l'entrata della Russia nella
Nato? Un contentino, poiché non ha diritto di veto, però serve a dare
l'impressione che non sia solo l'America il cane da guardia del mondo. Come andrà?
Vedremo, una firma a qualcosa che serve a poco non si nega a nessuno e il
Cavaliere sarà felice primo perché è accanto ad un "grande" anche
se di un paese allo sfascio, secondo perché può evitare di far alzare la sua
pedana, perché Putin ha più o meno la sua statura. Tira in ballo personaggi,
cita passi, ma la sua eloquenza è terra terra, come quando dice che lui non sarà
ricordato, perché tra vent'anni "sarà ancora qui a farsi il mazzo"!
Complimenti Cavaliere, come dice quel vecchio proverbio milanese: "fiori
minga, finessa tanta!". Mi consenta, Cavaliere, ma non lo sembra di essere
un pochino sovraesposto? Più parla, purtroppo per lei, più si nota lo scarso
spessore culturale, l'aria gradassa e un certo che di parvenu che non le fanno
fare bella figura. Lei avrà anche bisogno di convincere se stesso, perché nel
suo intimo sono sicura che neppure lei crede completamente a tanta fortuna e
sulla sua durata, ma se insiste nel convincere gli altri, potrebbe finire con il
far aprire loro gli occhi. Quanto ai suoi "amici" capi di stato, è
sicuro che non la mollerebero come una patata bollente se dovesse tirare troppo
la corda? Intanto, Schroeder non la vuole nella Tv privata tedesca. Faccia pure
le corna, Cavaliere, ma non dimentichi un pizzico di sana riservatezza.
Eventuali scivoloni potrebbero essere meno dolorosi.
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