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Anno
10
Numero
5

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Attualità

LE FRECCE TRICOLORI…

Rachele de Rosa

Essere lì, anche  sotto la pioggia, seguirli in tutte le loro acrobazie, il cuore in gola mentre il solista sfreccia impavido all’interno della bomba, manovra che identifica in maniera stemma delle Frecce Tricoloriunivoca, il volo delle frecce tricolori. Una formazione di velivoli compatta che si divide in angoli ben definiti, ben precisi, che si dividono in 360° meno 120° ossia l’angolo di rispetto che si usa verso il pubblico. I velivoli volano verso giù con un esplosione di fiumi e si aprono in direzioni diverse. La massima precisione di questi velivoli incastrati apparentemente sembrano posti lì casualmente mentre tutto si basa su uno studio attento e rigoroso dei minimi dettagli. Infatti in questa manovra è fondamentale il rispetto dei parametri di volo e del percorso che il pilota segue per fornire a tutto il team una guida precisa al fine di raggiungere puntuali l’incrocio. Si tratta di un evento di volo molto significativo dal punto di vista tecnologico, con assetti molto impegnativi. Ma è a bassa velocità che l’MB339 esprime, ancor di più, le sueMB 339 eccezionali doti di volo, infatti, variando repentinamente l’assetto e la quota dell’aeroplano i fiumi bianchi dipingono in cielo una “firma” invidiata  da molti: il Volo Folle del solista! Poi uno sguardo a destra, un occhio a sinistra, ed ecco nell’incrocio “Aquila” quasi si sfiorano, esprimendo il connubio tra uomo e macchina, tra mente e tecnica. Sfidando le leggi della natura, della fisica, la nostra Pattuglia Acrobatica esprime pienamente l’essenza delle loro performance, lungi dal costituire mera esibizione fine a se stessa, rappresenta la prima ragion d’essere della realtà professionale di ogni pilota da caccia. Indossando il velivolo come una seconda pelle lo conducono con tutti loro stessi, attenti, serrati, si preparano per la ribalta che è lì pronta per accogliere la loro poesiaPronti per l’apertura…Via…Il solista disegna il “Cardiode”, la prima manovra di separazione in due sezioni, volando nella massima sincronia e simmetria insieme al capo formazione per ottenere delle figure armoniche, incroci precisi e ricongiungimenti delle due sezioni sempre in vista del pubblico. Ed ancora vediamo i dieci velivoli schierati in formazione, regalare fantastiche evoluzioni alle migliaia di persone che con gli occhi rivolti al cielo li guardano affascinati.…Decollo, ricongiungimento e Schneider… Formazione Looping  triangolone…. Tonneaux rovescio diritto rovescio e di nuovo… Formazione: Ventaglio ed Apollo 313! Si susseguono così le figure fino alla diciottesima…Formazione: Alona con carrello estratto/ Solista: Incrocio. Grazie allo speaker che da terra illustra la spettacolarità e le difficoltà delle manovre, quei venticinque minuti di esibizione trascinano lo spettatore in una nuova dimensione, la mente rapita da tali emozioni si pone così virtualmente nell’abitacolo accanto al pilota! L’atmosfera tra gli spettatori è indescrivibile, legati fin all’ultima sequenza a quelle ali che esprimono l’altissima manovrabilità del veicolo e la rigorosa abilità dei piloti a trionfo dei valori saldi e preziosi dell’Aeronautica Militare.
“Accumulo di concentrazione, attenzione emotiva, sforzo fisico, nell’abbinare la precisione del volo e il mantenimento dei parametri” questi, ci spiega il Ten.pil. Dario Paoli, Pony 3 il suo identificativo nelle Frecce, “sono gli ingredienti che rendono così spettacolare l’esibizione della Nostra Pattuglia”. Si, nostra, di coloro che con passione e affetto sostengono questi  dieci cavalieri del cielo dandogli forza di raggiungere e superare, tutti i traguardi che gli vengono posti quotidianamente.
Pony 3  Ten. Pil. Dario Paoli“Ad ogni posizione è associato un numero ed un relativo specifico addestramento diretto ad una determinata funzione. Compongono la formazione il leader (Pony 1), che è responsabile del volo della PAN, conduce il programma acrobatico nel rispetto di determinati parametri e cura l’estetica; tre gregari di destra (i Pony 3, 5, 8), tre di sinistra (i Pony 2, 4, 7), due fanalini (Pony 6, 9),  in particolare il primo, insieme al capo formazione gestisce  tutte le traiettorie, separazioni, incroci e successivi ricongiungimenti, infine il solista (Pony10), i cui tratti distintivi sono sicurezza, tempismo, tecnica precisione e dinamismo. Al comandante del 313° gruppo, spetta invece la gestione della formazione, del suo addestramento e del suo impiego durante l’air show. Inoltre si occupa di coordinare l’attività di interfaccia con gli altri Enti dell’A.M., di seguire gli aspetti relativi al settore manutenzione dei velivoli, ed infine cura i rapporti con le personalità con le quali il Gruppo entra in contatto e le pubbliche relazioni in generale. Comunque fattore comune che aleggia nei sentimenti”. Prosegue così, il pilota della PAN, svelandoci inoltre come quella distanza tra un aereo e l’altro, quasi impercettibile da noi a terra, rispecchia invece i requisiti di sicurezza ben definiti. In gergo si chiama “Gradino”, la distanza tra le estremità alari, sia in linea verticale che orizzontale. Varia e nel momento di maggiore vicinanza dei velivoli è di un metro e mezzo. Comunque esiste per la sicurezza del pubblico, una normativa standard, che vale per tutti gli Air Show mondiali, stabilita ed utilizzata dagli organizzatori.
Durante la stagione invernale vi sono nuovi ingressi. I neoassegnati, unitamente ai piloti titolari, iniziano l’addestramento acrobatico, sotto la supervisione dei piloti più anziani. Il loro iter comincia ad ottobre con l’apprendimento delle tecniche della struttura base composta da due velivoli e prosegue gradualmente fino a quando il “Pony” è in grado di volare nella formazione completa, a fine aprile.
Si tratta quindi di un lavoro intenso e programmato nei minimi dettagli che vede, per i primi di maggio, le “Frecce Tricolori” pronte a presentare il loro esclusivo programma acrobatico. Nota peculiare di tale attività intensa e programmata è di non produrre riserve: “da Pony 9 ora sono Pony 3, l’unico con un carico di responsabilità notevole, specialmente riguardo la cura della mia persona, al fine di rispettare gli impegni presi nei riguardi della PAN”, conclude il Ten. Paoli., a tal proposito, rendendoci poi partecipe di come con grande volontà ed impegno nel lavoro, ha inseguito il suo sogno, fino al concretarsi ai massimi livelli. Sottolineando inoltre come la fiducia nel team costituisca la forza che anima l’intera pattuglia!
“Volando insieme ciascuno dimostra le proprie capacità e la propria essenza accettando di condividerla con tutti i colleghi”. Orgoglio, onore, sogno, sfida, sono la ragione di vita che ha suscitato in tali animi il desiderio di far parte di un tale team così prestigioso. Tali emozioni sono ricambiate dagli sguardi affascinati degli spettatori, assorbiti completamente dalle evoluzioni, come pensieri immersi in una poesia!
Certo gestire il loro stato d’animo durante le fasi precedenti il decollo non è semplice! Eppure “quelle tute azzurre” mentre si avvicinano ai loro aerei trasmettono al pubblico una sensazione di calma e rilassamento, sviluppatasi inconsciamente ognuno con personale tecnica  diretta a raggiungere migliori condizioni psico-fisiche in volo. Infatti è proprio lì in alto che aleggia concentrazione, tensione nervosa, grinta, adrenalina, unite ad intense accelerazioni di gravità!
Non dimentichiamo il duro iter di addestramento che devono sostenere e che abbiamo citato precedentemente, ma che tra l’altro include missioni a bassissima quota in formazione tattica, attacchi simulati su presunte postazioni nemiche, nonché manovre di scampo da minacce aeree e terrestri.  Alla fine, dopo il conseguimento delle qualifiche nel tiro aria–suolo con munizionamento da esercitazione, tutti i piloti della PAN conseguono la qualifica di “pronto al combattimento”.
L’addestramento operativo è complementare a quello acrobatico. Gli aspiranti sono selezionati tra i volontari con meno di 30 anni di età, in possesso di un esperienza minima di circa 1.000 ore di volo presso i reparti da combattimento dell’A.m., che dimostrino non solo abilità di volo, ma anche carattere, equilibrio e, soprattutto, capacità di lavorare in gruppo.
Alla fine dell’iter addestrativi acrobatico, presso il 313° Gruppo il pilota acquisisce il ruolo di titolare della formazione nel cui ambito andrà a coprire inizialmente la posizione di secondo fanalino  o di terzo gregario, destro o sinistro. In seguito potrà anche svolgere il ruolo di capo formazione oppure solista. Il training specifico di ciascun ruolo richiede circa 200 ore di volo. In media la permanenza dei piloti neoassegnati presso la Pattuglia Acrobatica Nazionale è di 4-5 anni.
Allo stato dell’arte “le F.T.” hanno regalato le loro le loro performance nei cieli dell’Europa, nel Nord Africa, nel Medio Oriente,in Canada, negli Stati Uniti e nelle nazioni dell’ Est europeo, ponendosi come esempio di grande capacità organizzativa e tecnico–logistica.
Di enorme aiuto a tal fine risulta pienamente rispondente la struttura organica del 313°. E’composta dall’ufficio relazioni esterne, il cui responsabile è anche la “voce” che nella lingua originale del pubblico ospitante, mostra  le figure disegnate dalla PA., facendo comprendere l’aspetto spettacolare e difficoltà della dinamica del volo; dall’ufficio comando, “cervello” dell’organizzazione, che pianifica e controlla i dettagli di ogni missione. Infine il servizio tecnico che ha in forza gli specialisti che curano la manutenzione programmata ed ordinaria dei “Macchini” e dei relativi equipaggiamenti di dotazione e ne garantiscono il supporto tecnico durante i rischieramenti necessari per la partecipazione delle “Frecce” alle diverse manifestazioni aeree. La   preparazione del personale è altamente qualificata. Unitamente alla grande professionalità ed impegno che spiccano in condizioni ambientali e logistiche tra le più difficili, lavorando dietro le quinte, la loro efficienza permette agli aeroplani di essere sempre pronti per garantire la missione assegnata
colonnello Rino Corso FougierCosì nel solco di coloro, che per più di quarant’anni, hanno cresciuto il Gruppo, fino a portarlo all’attuale livello di capacità, viene tramandato un programma acrobatico che unendo in un insuperabile compromesso, doti di spettacolarità e tecnica di volo, è portavoce del reale significato del cielo in cui si muove l’Aeronautica militare: libertà e progresso. E sono le Frecce Tricolori, emblema dell’Italia, a porsi, in qualsiasi scenario, come ambasciatrice di pace, amicizia, fratellanza, tra i popoli :obiettivo del genere umano!
In realtà l’acrobazia aerea militare nasce verso la fine degli anni 20, presso l’Aeroporto di Campoformido, sede del 1° Stormo Caccia, quando nel novembre 1929 i sergenti Citi e Brizzolati, a bordo del CR2O, effettuarono alcuni passaggi a bassa quota sull’aeroporto, realizzando così una serie di looping a distanza a loro proibita ala contro ala. Il Comandante, Colonnello Rino Corso Fougier, pioniere ed iniziatore del volo acrobatico collettivo in Italia convinse lo Stato Maggiore dell’allora Regia Aeronautica che il pilota militare perfetto avrebbe potuto utilizzare l’aeroplano con la massima efficacia nell’impiego bellico solo dopo aver acquisito sicurezza, padronanza, sensibilità e coordinazione in qualsiasi assetto di volo.
Nacque in tal modo la stagione epica del volo acrobatico militare. Pattuglia Acrobatica 1° Stormo su CR20
Da allora si formarono, nei vari reparti da caccia, numerose pattuglie, con compiti sia addestrativi che dimostrativi, pronte ad esibirsi nelle più importanti manifestazioni aeree italiane ed estere.
Alla pattuglia del primo seguì nel ‘36 la formazione del 4°-6°-53°esimo stormo, suscitando positivi apprezzamenti in Italia e all’estero. Dopo la 2° Guerra Mondiale in perfetta concordanza con la rinascita dell’A.M., le manifestazioni nazionali ed internazionali divennero lo sfondo delle leggendarie compagini alate, l’acrobazia collettiva riprese dunque rapidamente quota. Negli anni ’50, l’Italia veniva rappresentata dalla pattuglia del Cavallino Rampante della 4° aerobrigata equipaggiata dal De Havilland DH 100 Vampire; dai Getti Tonanti della 5° aer.bri. dotata di Repubblic F84G Thunderjet; dalle Tigri Bianche della 51° aer.bri. con gli stessi  velivoli, dal Cavallino Rampante 4° aer.bri. con North America F86E Sabre; dai Diavoli Rossi della 6° aer.bri. Republic F86E Thunderstreak ; dai Lancieri Neri 2°a aer.brig. con i velivoli Sabre.
Gli innumerevoli impegni della nostra pattuglia rendevano sempre più difficile l’alternanza nei vari teatri operativi, quindi si rendeva sempre più necessaria una pattuglia dedicata.  In tale clima lo Stato Maggiore diede vita alla più numerosa compagine acrobatica del mondo, nell’ambito del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico “Frecce Tricolori”, con base a Rivolto, in Friuli Venezia Giulia, composto dai piloti provenienti da tutti i reparti dell’A.M. La prima macchina in dotazione fu la versione canadese del caccia statunitense F86E Sabre. Ma il precursore dell’attuale Aermarchi acquisito in dotazione nel 1982, è il velivolo G91 PAN. I rombi sulla fusoliera vennero sostituiti da tre frecce stilizzate con i colori nazionali e la deriva contraddistinta da numeri individuali di colore giallo.
Comunque oltre a rappresentare le forze armate, l’Italia e l’A.M. nelle manifestazioni aeree, giocano un ruolo importante in caso di emergenza nazionale, concorrendo alle operazioni di supporto aereo offensivo, con missioni di appoggio tattico alle forze terrestri.
Il gruppo è dotato di velivoli MB339 A/PAN che possono svolgere, oltre alla normale attività acrobatica, anche missioni operative nel ruolo di cacciabombardieri leggeri.
Attualmente non c’è nessun’altra pattuglia che vola con dieci velivoli, che offre la possibilità agli spettatori, di seguire sempre lo stesso numero di aeroplani dall’istante in cui decollano a quello in cui atterrano! Uno spettacolo mozzafiato!