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Anno
10
Numero
35

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Attualità

 

DELITTO DI GARLASCO, vanità, tarocchi e patacche 

Antonia Geninazza 

Dopo Cogne non sono stata l’unica a pensare che le vittime degli omicidi finiscono per essere dimenticate, eventualmente sono un aggettivo e qualche volta un nome utili per portare in primo piano gli assassini quando si conoscono, i presunti assassini e i loro difensori, personaggi che vengono proposti e riproposti in tutte le possibili salse fino allo sfinimento, finché la poltiglia è un disgustoso blob. Personalmente seguo solo per dovere professionale i dibattiti televisivi, e neppure tutti, leggo e conservo le notizie che riguardano la vicenda e la maggior parte delle volte tengo per me le sgradevoli sensazioni, il fastidio fisico che mi procurano certi soggetti. Mi limito a tracciare il profilo dei personaggi se sono reperibili i dati di nascita, e aspetto gli sviluppi giudiziari evitando di esternare le mie impressioni. È chiaro che non sono d’accordo con il cancan mediatico che si scatena prima di una incriminazione certa, che farei ingoiare il microfono all’intervistatore che prima o durante i funerali della vittima chiede al congiunto dell’ucciso cosa prova, se perdona l’assassino, abolirei le interviste fatte a conoscenti e compaesani e dalle quali esce lo spaccato di un’Italia analfabeta vera più che analfabeta di ritorno. Quando si pensa di avere toccato il fondo, e si spera che alla ripresa autunnale non si sentirà più parlare di Cogne, per la serie “peggio non è mai morto” arriva un nuovo delitto efferato che porta con sé due novità. A Garlasco, Chiara Poggi di 26 anni viene assassinata nella sua casa la mattina di lunedì 13 agosto, non passano tre giorni, e non bisogna dimenticare che di mezzo c’è Ferragosto, ed ecco la prima novità: le due gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine ventiduenni di Chiara, sono in posa per il fotografo mentre assicurano al cancello della casa dell’orrore un mazzo di fiori e una fotografia che ritrae loro due e Chiara di rosso vestite, sprizzanti gioia. La cugina Paola rilascia interviste parlando del loro rapporto con la vittima come di “sorellanza”. Proseguendo sulla scia che “al peggio non c’è mai fine”, ecco che subito si sparge la notizia che la fotografia è un fotomontaggio, lo ammette la fotografa che lo ha realizzato, in paese arriva Fabrizio Corona, dice di avere avuto rapporti con le gemelle, o una delle gemelle, un mese prima, si dice che le due abbiano fatto provini per Mediaset, tre secondo il sito di Sorrisi e Canzoni, sul web si scatenano i siti satirici che sbeffeggiano le due “sciacalle”, ma il risvolto più sconcertante, seconda novità, è il “memoriale esclusivo” pubblicato da Oggi sul numero 35 e uscito in edicola nel fine settimana del 26 agosto, firmato da Paola Cappa e che ritrae questo povero esserino macilento, le ossa esibite, mentre guarda teneramente la fotografia incorniciata che ritrae loro tre e che ormai si sa essere un tarocco. Ma lo stravolgimento psicologico lo si ha leggendo il testo scritto e firmato da questa Paola Cappa e nel quale la ragazza descrive con abbondanza di particolari quando è stata scattata “quella fotografia”, esattamente cinque anni prima a Loano mentre erano in vacanza, loro diciassettenni e Chiara ventunenne.  “È il ricordo bello e puro di una notte in cui ne abbiamo combinate di tutti i colori, Chiara ci trascinò in giro tutta la notte… siamo state in tutti i locali di Alassio… Ecco, credo che quella notte tra noi sia nato qualcosa di speciale”. E via parlando della “sorellanza”, dell’essere acqua e sapone della cugina che “con la sua semplicità ha sempre superato ogni ostacolo e con il sorriso sulle labbra ha sempre ottenuto quello che voleva”. Se la fotografia è una patacca, i ricordi della ragazza cosa sono? Perché Oggi, un settimanale serio nella massa, ha pubblicato il memoriale quando ormai da una decina di giorni si sapeva che la fotografia era falsa, perché raccogliere una testimonianza in meno di una settimana dalla morte di Chiara e perché a una sola voce, quella di Paola senza la gemella Stefania che, pure, avrebbe dovuto essere complice della notte brava mai vissuta e sicuramente lo è stata nell’affiggere il fotomontaggio? Perché nessuno della famiglia ha fermato la fantasiosa, verbosa ragazza? Non tiro conclusioni, voglio solo pregare i genitori della figliola di non mandarla in giro sola, di metterle la museruola, di farla curare. Ci sono esseri fragili che vanno tutelati perché non si facciano troppo male, e chi è in grado di raccontare tante frottole, mettendosi in primo piano in un fatto di sangue sconvolgente, non dimostra di possedere un equilibrio saldo, anoressia a parte.