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Anno 8
Numero 23
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Attualità
MASSAIE E CASALINGHE d’Italia unitevi e
rivendicate il diritto di essere chiamate consumatrici
Antonia Bonomi
Il termine massaia non si
sentiva più da qualche decennio, per lo meno con la frequenza ossessiva di
questi ultimi tempi, sostituito dal più moderno casalinghe tant’è che è
stata creata la federazione delle casalinghe, che si è istituita la polizza
assicurativa per le casalinghe e non la federazione delle massaie, la polizza
assicurativa per le massaie. Ci ha pensato l’attuale presidente del Consiglio
a riportare in auge il termine
massaia riferendosi alle donne di casa, e questa mattina, 16 febbraio 2004,
anche radio e televisione parlavano di pannelli che saranno affissi negli uffici
postali con i prezzi dei negozi dei rioni “perché le massaie possano
confrontarli” e fare una spesa intelligente. Già l’idea del cartello mi fa
l’effetto di una gogna, ma lascio perdere sperando che ci pensi chi di dovere
a reclamare, è sul termine massaia che mi viene l’orticaria. Perché? Perché
massaia è il femminile di massaio, voce derivata e non primaria. In alcune
enciclopedie, al termine “massaia” c’è solo l’indicazione “vedi
massaio”.
“Massaio, voce dotta del tardo latino, derivata da “massariu (m)”, a sua
volta derivato da “massa (m)” che significa ammasso, mucchio nel senso di
podere, tenuta. Massaio è il conduttore di un podere, di cui presiede ai lavori
e cura il bestiame”. Nel 1865, il Codice Civile lo inserisce
in una legge indicando che è “colui che coltiva un fondo col patto di
dividere i frutti col locatore, geograficamente si chiama anche mezzaiuolo,
mezzadro, massaro, colono”. Con il termine massaio, anticamente erano
indicati, nelle varie regioni, anche custodi, esattori, tesorieri,
amministratori delle pubbliche entrate o di rendite private, economi e
contabili. Proprio per queste professioni, era diventato sinonimo di persona
economa, avveduta, buona amministratrice dei propri beni.
In seguito, solo in seguito, si è avuta la “massaia” come donna che
tiene il governo e l’amministrazione della propria casa. Massaio lo ritroviamo
nei Promessi sposi, dove il Manzoni ci dice che, dopo aver messo gli occhi su
Lucia, Renzo era diventato massaio, prima di lui Boccaccio ci racconta che un
tale “in letizia con lei (la sua donna), miglior massaio fatto terminò gli
anni suoi”, Machiavelli scrive “Che io non fussi buon massaio delle vostre
lettere”, insomma erano tutti massai al maschile, accorti amministratori di
qualcosa, la massaia è arrivata dopo, una seconda scelta.
Ma non è che vada meglio con casalinga. Anche qui, all’inizio fu
l’aggettivo casalingo ad indicare qualcosa che si riferisce alla casa,
domestico… semplice come si può fare in casa, modesto, e l’uomo casalingo
era uno degli attributi del buon padre di famiglia. E la casalinga? Eccola:
donna che non svolge attività lavorativa fuori della propria casa, attendendo
alle occupazioni domestiche. E qui è andata bene, ma sentite un po’ che cosa
ci dice il dizionario etimologico della lingua italiana: oltre all’indicazione
di cui sopra, riporta “casalinga, voce usata a Milano per indicare la
condizione sociale della donna che non ha né mestiere né arte e non è
agiata”, trovata in un dizionario del 1905. Tanto per mettere sale sulle
ferite, Pavese scrive di una poveraccia “Nonostante la pelliccia, aveva
un’aria casalinga”. Ma che avrà
voluto dire?
Torniamo all’orrendo massaia: non mi piace perché mi fa ricordare una donna
“tirata insieme” in qualche modo e non un’accorta amministratrice,
casalinga abbiamo visto che è vagamente dispregiativo se si riferisce ad una
donna, poiché ai nostri giorni non sono solo le donne a fare la spesa, ammesso
che lo siano mai state, non si possono evitare questi due termini e parlare
semplicemente di consumatori? Poi, che una s’iscriva all’associazione delle
casalinghe, che si faccia la pensione o l’assicurazione da casalinga, che
faccia quello che le pare, ma quando si parla di spesa, che ci si consideri
consumatori, non massaie o casalinghe.
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