|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopi
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 8
Numero 52
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

Attualità
Progetto LORENZO un modo concreto per aiutare i bambini dello Zaire
|
Istituto Suore delle Poverelle
Missioni ONLUS Beneficenza
Via San Bernardino, 56
24122 Bergamo |
 |
Soeurs
des Pauvres de Bergame - Province d’Afrique
Kinshasa
(RDC)
progetto
LORENZO
La Repubblica Democratica del Congo
La Repubblica Democratica del Congo (RDC), più conosciuta con la precedente
denominazione di Zaire, è uno dei più grandi stati africani. Essa si trova al
centro dell’africa e nel suo territorio, grande circa otto volte l’Italia
passa la linea dell’equatore. Un grande paese devastato da una sotterranea e
continua guerra legata a molteplici fattori.
La storia e l’attualità del paese è ben conosciuta. Facciamone solo una
piccola memoria.
Si usa dire in Congo che la più grande povertà del paese è proprio la
ricchezza del sottosuolo. Una ricchezza che ha richiamato da decenni i grandi
interessi capitalisti occidentali interessati a sfruttare le potenzialità del
paese impoverendolo in continuazione.
Le tre guerre degli anni novanta unitamente alle molte epidemie, tra cui
ricordiamo per il sangue offerto dalle suore della Congregazione quella del
virus Ebola, hanno ridotto il paese in prostrazione e a tutt’oggi si fatica a
vedere una via di uscita.
Oggi nel nord e nell’est del paese continuano a realizzarsi massacri con
conseguente fuga della popolazione verso il sud ed in particolare verso i
quartieri di periferia della
capitale.
Attualmente il paese è retto da un governo transitorio sotto l’egida nelle
nazioni Unite, in attesa di poter effettuare elezioni democratiche.
Gli abitanti del Congo vivono la loro quotidianità con grande fatica.
La maggior parte dei lavoratori non sono pagati regolarmente o, in alcuni
servizi non sono pagati affatto.
L’inesistenza di uno stato di sicurezza sociale non garantisce alcun servizio
alla popolazione che quindi debbono pagare ogni cosa: scuola, cure sanitarie,
documenti, accertamenti.
La difficile situazione del paese si riversa in particolar modo sulla capitale
della RDC, Kinshasa.
La fuga delle masse di popolazione dalle zone di guerra ha portato – e porta
continuamente – la città verso un massivo e disordinato inurbamento con
crescita di periferie disordinate e senza alcun servizio essenziale. Proprio per
questo arrivo continuo di gente la vita a Kinshasa costa cara. Sono esosi gli
affitti, i generi alimentari, i trasporti (tutti privati). Kinshasa è
costituita da 24 comuni.
La capitale, secondo le statistiche, conta otto milioni di abitanti. In realtà
nessuno sa dire con precisione quanta gente continui ad aggiungersi nei nuovi
pseudoquartieri che continuamente vanno formandosi. Kinshasa è probabilmente la
seconda città d’Africa per abitanti.
Uno dei quartieri periferici della città è Kingasani 2, nel comune di
Kimbanseke. Una periferia popolarissima e povera verso l’aereoporto
internazionale.
Qui le Suore delle Poverelle hanno un ospedale, una maternità, un centro per
malnutriti, un ricovero per anziani, le scuole.
Il Centro ospedaliero di Kingasani
E’ difficile spiegare a parole, per chi non ha visto con i propri occhi,
un ospedale congolese. E’ una piccola struttura in cui si può vivere con
altre persone nel medesimo letto
o condividendo la medesima coperta tesa sul pavimento o nella tettoia fuori
dalla stanza.
Lo stato, come già detto, non
garantisce nulla ed i malati debbono comprare ogni cosa dai farmaci alle
siringhe.
Oggi il Centro ospedaliero di Kingasani è uno dei più frequentati ospedali di
Kinshasa e dell’intera regione. La popolazione si rivolge con fiducia per la
qualità del servizio sanitario e per il contenimento dei prezzi.
Nella maternità di Kingasani sono nati in undici anni, dal 1990 al 2000,
132.817 bambini con una media annua tra i diecimila e i dodicimila. Nell’anno
2003 sono nati 8.920 bambini, quasi 25 al giorno. Di questi nati ne sono
sopravvissuti al parto 8.601, un vero record per l’africa. Sempre nell’anno
2003 sono nati 740 bambini prematuri accuditi poi nell’apposito centro che
accoglie bambini provenienti da altri ospedali.
Nel solo ospedale di Kingasani sono nati in un anno più bambini che in tutti
gli ospedali della provincia di Bergamo.
Il dispensario ospedaliero ha preso in carico, nell’anno 2003, 32.393 nuovi
casi di cui 20.031 bambini tra i 0 e i quattro anni.
Per quanto riguarda l’interesse di questo progetto, sono state effettuate,
sempre nell’anno 2003, ben 10.253 trasfusioni, circa 29 trasfusioni al giorno,
nella quasi totalità dei casi a bambini.
La necessità di sangue
La motivazione patologica principale che sostiene la necessità continua di
sangue, in Congo sono le gravi anemie e la malaria.
La
malaria non rappresenta, in Congo una condizione di malattia. E’ una
condizione di vita. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è così
diffusa che non serve fare diagnosi ma si deve dare a tutti coloro che si
rivolgono ai centri sanitari, la terapia specifica.
La malaria colpisce in particolare i globuli rossi portandoli a rottura.
Essa è quindi particolarmente pericolosa per i bambini e soprattutto per i
bambini piccoli.
Il Centro ospedaliero di Kingasani è noto per la sua attività trasfusionale
poiché la gente si è accorta, con l’esperienza, che il sangue trasfuso viene
controllato ed esaminato e che non conduce ai problemi di incompatibilità o
addirittura di morte. Purtroppo non in tutti i centri è così.
Il centro trasfusionale dell’ospedale è aperto 24 ore su 24 e soprattutto nei
mesi di massimo caldo – che provoca massive emolisi – è preso di assalto.
Il sangue da trasfondere ai bambini viene tolto ai genitori (di solito la madre)
anch’essi certamente anemici.
La sacca di sangue raccolto viene poi portata al laboratorio e viene testata e
scartata se positiva all’AIDS o all’Epatite.
Il 76 % delle trasfusioni
effettuate nel 2003, sono state
effettuate a bambini con meno di 4 anni.
Alla malaria si associa una malattia del sangue molto presente nei bambini
congolesi: l’anemia falciforme o drepanocitosi.
E’ una malattia genetica caratterizzata da anemia cronica e prende il
nome dalla forma assunta dai globuli rossi (a falce). I globuli rossi che
contengono emoglobina S vengono distrutti molto prima. Mentre la vita media di
un globulo rosso normale è di circa 120 giorni, quella dei globuli rossi
falciformi non supera in genere i 20 giorni. Questo provoca pallore, fiato
corto, fatica.
L’anemia falciforme (AF) provoca numerose infezioni nonché dolori e
tumefazioni del dorso delle mani e dei piedi. Questo è il primo sintomo nei
bambini, soprattutto piccoli, che piangono senza sosta senza poter spiegare
perché.
L’occlusione dei capillari, per la rottura dei globuli rossi, può avvenire in
modo imprevedibile in qualunque momento bloccando l’afflusso di sangue agli
organi colpiti. Un bambino ha la possibilità di avere anche 15 episodi di
blocco degli arti in un anno. Il dolore può durare poche ore o può richiedere
un ricovero ospedaliero.
Altri problemi a cui porta questa malattia sono la sindrome polmonare acuta e
gli ictus.
Non esiste una terapia risolutiva all’AF. Le terapie sperimentali non arrivano
certo in africa.
Si usano farmaci antidolorifici e, soprattutto, regolari trasfusioni di sangue.
Le trasfusioni in Congo, nella maggior parte dei casi, provocano altre malattie
per il non accurato controllo del sangue.
Sarebbe poi necessaria, per i bambini affetti di AF, una nutrizione adeguata, il
riposo e una vita sana.
Progetto Lorenzo
Il centro di Kingansani segue piu’ di 200 bambini e
giovani adulti affetti da AF, tutti hanno bisogno di frequenti trasfusioni. Ogni
mese vengono visitati in ambulatorio e vengono seguiti in tutti i loro aspetti.
Naturalmente hanno bisogno di molti esami ematochimici del sangue. In tutto
l’anno 2003 sono stati seguiti 872 casi. Sei di loro sono morti.
Il costo annuo per
la cura di ogni bambino si riferisce a:
q
4 trasfusioni per anno (12 euro ciascuna)
48 euro
q
farmaci ( acido folico, extencillina, clorochina,
AAS, vermifugo ogni tre mesi) 5 euro al mese
60 euro
L’adozione della cura di un bambino affetto da AF per un anno è pari
a 108 euro.
In questo modo le famiglie possono utilizzare le loro risorse
economiche per la corretta nutrizione e per l’educazione del bambino.
Per migliorare la capacità di diagnosi e di cura dei bambini affetti da
drepanocitosi ci sarebbe bisogno di un “GENERATORE DI TENSIONE PER
L’ELETTROFORESI DELL’EMOGLOBINA” piu’ gli accessori (nello specifico:
bac de migration, applicateur 8 dents, membranes, tampon pour èlectrophoreuse
p.h.alcalin, ponceau).
Questa apparecchiatura oltre che per la diagnosi precoce servirebbe per lo
screening dei nuovi nati in maternità (in media 30 bambini al giorno) e per la
diagnosi prenatale di giovani coppie.
STRUMENTARIO PER DIAGNOSI DI DREPANOCITOSI O ANEMIA FALCIFORME
- Camera umida per Hydragel € 552
- Sistema di applicazione per Hydragel con camera
umida € 306.72
- Incubatore Essiccatore per Hydragel
€ 1394,00
- Kit vaschette di lavoro per Hydragel
€ 465,6
Lo strumentario in totale verrebbe a costare € 2.718,32
REAGENTI
- Hydragel
Emoglobine K20. kit da 10 gel per 70 test € 209,52
Ogni test verrebbe a costare € 2,99
La
responsabile di tutto il progetto è Suor Clelia Sudiro
Soeurs des Pauvres de Bergame
oeuvres sociales
Aereo-Ndjili B.P.153 KIN/24
KINSHASA/ KIMBANSEKE
(RDC)
TEL.00243 8803099
|