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Anno
10
Numero
50

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

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Il Consulente

 
RISPOSTE… NEL CONDOMINIO

M. M. G.

Nel rispondere alle vostre domande, in redazione ci siamo accorti che c’è molta confusione sulla suddivisione delle spese nel condominio. Infatti, nell’ultima tornata quasi tutti si sono visti dividere le spese di manutenzione, ordinaria o straordinaria, in parti uguali, Ma allora che cosa ci stanno a fare le tabelle millesimali?  Di seguito troverete una tabella che serve per fare un po’ di chiarezza. In bocca al lupo a tutti!

Salve, potrei porgerLe una piccola domanda... avrei bisogno del suo aiuto e consiglio se è possibile. Premetto che mi chiamo Luciano e ho trovato il Suo indirizzo via internet. Il punto è il seguente. Se abitando in un condominio decido di realizzare un secondo bagno nel mio appartamento e decido di allacciare i relativi scarichi alla fecale condominiale, sono obbligato a chiedere l'autorizzazione del condominio (premesso che faccio una regolare D.I.A. al Comune)? Oppure non è un obbligo e magari a titolo di cortesia è sufficiente una semplice comunicazione all'amministratore? Grazie e cordiali saluti
Considerato che tutti gli scarichi sono legati alla fecale condominiale, lei non deve chiedere il permesso al condominio. È ovvio che se nel corso dei lavori dovesse arrecare un qualsiasi danno alla stessa sarebbe a suo carico. Magari, un avviso è cortesia.

Sono proprietario di 1 di 4 appartamenti di un condominio. Gli altri 3 sono di uno stesso proprietario che possiede anche un ampio cortile di accesso agli appartamenti, che alla sera viene chiuso con un cancello. Dall'anno di costruzione 1960 ho sempre parcheggiato la mia auto in un posto del cortile con la scritta "Posto riservato al Sig....." con accordi solo verbali.  Ora, dopo quasi 50 anni, il proprietario, senza alcun motivo, non vuole più che io parcheggi la mia auto nel cortile, per il quale io ho contribuito nelle spese di asfaltatura, sia nel recente che nel passato. Vorrei gentilmente sapere se ho qualche diritto per non farlo. 
Come ha detto lei avevate solo accordi verbali, niente di scritto e considerato che lei ha scritto che il cortile è di proprietà altrui… a che diritto possiamo appigliarci? Può solo cercare cortesemente di riavere “il suo” parcheggio, parlando con il signore e chiedendo spiegazioni. Altrimenti, deve provvedere in altro modo. 

Buongiorno, le spiego brevemente il mio problema sperando in una vs. gentile risposta. Io sono proprietario di un appartamento su 2 piani di ca 50 mq (terra e primo) in una palazzina in contesto storico abitato da un altro condomino che occupa il piano sopra il mio e infine un sottotetto ad uso esclusivo per accesso al tetto. Il problema è il seguente: bisogna rifare il tetto (e fin qui nulla da eccepire) il problema è che l’inquilino vuole alzarsi e costruire un piano in più (gia tutto approvato in comune ma manca la mia approvazione) e rifare del tutto il tetto. La domanda è la seguente: devo partecipare anch’io alle spese per costruire il tetto nuovo e quindi anche a quelle per il compenso del direttore dei lavori? O mi spettano solo quelle previste per l’eventuale rifacimento di quello gia esistente? Grazie in anticipo MAURO
Bè, è assurdo che lei debba pagare le spese per il rifacimento del tetto nuovo solo perché un condomino vuole alzarsi con la metratura. Lei non deve contribuire ai suoi cambiamenti. Lei contribuirà solo per la spesa che avrebbe affrontato se ci fosse stato solo il rifacimento.
 

Salve, Sono una studentessa di Scienze giuridiche, premetto avrei voluto trovare la risposta alla mia domanda nei miei libri e cercando in Internet ho pensato che la cosa migliore fosse chiedere a Lei. Da alcuni giorni nel mio condominio è arrivato un nuovo inquilino, il quale dopo giorni di ristrutturazione ha terminato i suoi lavori scegliendo come colore per la sua porta sul pianerottolo il colore rosso fuoco. Tutti gli altri, me compresa, abbiamo una porta marrone. Il quesito è: lui è libero di scegliere oppure deve adeguarsi all’estetica interna del condominio? Grazie mille VALENTINA
Valentina, certamente la risposta al suo quesito non si trova nei libri… ahimè! Ha ragione a dire che il signore dovrebbe guardare all’estetica del condominio (il classico marrone, tra cui possiamo comunque trovare diverse tonalità!). Il condominio, nella persona dell’amministratore, dovrebbe dirgli qualcosa, supportato magari dal regolamento di condominio che dovrebbe dire qualcosa in merito. Voi singoli condomini o inquilini rischiate solamente, andando a dire qualcosa singolarmente, di intaccare eventuali rapporti di buon vicinato.

Gentile consulente, mi chiamo Massimiliano e scrivo perchè il vicino del piano superiore utilizza per cucinare un barbecue portatile, quello da pic-nic per intenderci, nel proprio balcone. Vorrei sapere se può utilizzarlo. Grazie
Bè in teoria non ci sarebbero problemi però bisogna dire che se cucina sempre e solo con il barbecue sul balcone…potreste con le buone dirgli qualche cosa.
 

… A questo punto mi sono rivolta ai vigili che purtroppo non possono fare nulla nemmeno loro (solo nel caso in cui la musica fosse stata nelle prime ore del pomeriggio dalle 14 in poi e di notte sarebbero intervenuti) cosi non essendo competente in materia legislativa mi chiedo: possibile che nessuno tuteli il
lavoratore che fa i turni, mi sento veramente indignata e incompresa. Sapete propormi una soluzione? Grazie mille. un'infermiera esausta

Gentile signora la capisco ma purtroppo, a parte la maleducazione di alcune persone da lei interpellate, queste ultime hanno ragione. Non può fare assolutamente nulla se non sperare che la signorina in questione la smetta e lei… può solo ricorrere ai tappi per le orecchie
 

Buongiorno, vivo in un condominio di 40 unità immobiliari. Vorrei sapere se, nel caso in cui uno di questi appartamenti dovesse cambiare destinazione d'uso (per es. affittato per studio di ingegneri), le relative spese condominiali rimangono uguali a quelle del normale uso abitativo. GRAZIE, Vincenzo (Siracusa).
Certamente.
 

Vorrei sapere se esiste una distanza minima dal garage al posto auto disposto davanti allo stesso. Il mio problema è che il mio vicino di garage parcheggia sempre male, costringendomi ad effettuare manovre inutili. Grazie Carmine
Lo spazio di manovra è quello necessario per una macchina di media grandezza. Se il vicino esce fuori dalle strisce disegnate…lo faccia notare!
 

Vorrei sapere se esiste una legge che mi obbliga a tenere il mio giardino curato. Mi spiego meglio: ho da poco comprato casa in un condominio, date le spese affrontate non ho ancora la possibilità economica di aggiustare il giardino. Ho da poco saputo che qualcuno si è lamentato con l'amministratore circa le condizioni del giardino. Ora, mi chiedo se esistono le leggi riguardanti il mio problema. Grazie 
I regolamenti comunali non sono tutti uguali, anche se nei principi generali si assomigliano, i giardini devono essere per lo meno curati nel senso che non devono essere un accumulo di immondizie, mobili o una giungla!
 

Salve, mi chiamo Luigi, abito al quarto piano di un condominio, e da cinque anni trovo ogni mattina la cenere sul balcone, grazie al mancato rispetto dei miei vicini dei piani superiori (5° e 6°). Cosa mi consiglia di fare? Ho già provato tante volte a parlare con loro ma senza risultato. Grazie.
E l’amministratore? Provi a mandare una raccomandata sia a loro che all’amministratore segnalando il fatto.
 

Gentile Dottoressa, abito in un piccolo condominio di quattro famiglie, due al pianterreno e due al primo piano. Quando gli aspetta, una delle famiglie del pianterreno si rifiuta di pulire la rampa di scale che porta al primo (dieci minuti di lavoro) spazio comune. Dicono che dato che loro non salgono mai...
Vorrei sapere dove trovo la norma che regola queste questioni. Inoltre vorrei sapere come possiamo fare a farci rimborsare da queste persone (fanno fatica a sborsare il dovuto dicendo che non hanno i soldi) le spese di condominio senza dover ricorrere ad un avvocato. Grazie

Nel momento in cui il turno di pulizie è stato così diviso ed è stato accettato da tutti, non dovrebbero tirarsi indietro. Quanto alle spese, rivolgetevi ad un avvocato prendendo in considerazione la spesa alla quale andreste incontro.

Vorrei apportare una modifica esterna ad un appartamento sito al secondo piano di cui sono proprietario: vorrei fare un balcone al posto di una finestra, già esistente. Ho bisogno del consenso degli altri condomini?
Il permesso dei condomini è solo la punta dell'iceberg: non creda che sia così facile fare quello che dice lei, perché lei, costruendo dal nulla un balcone verrebbe a modificare una facciata e, questo, richiede l'autorizzazione edilizia; infatti, la normativa urbanistica, nel suo come in altri casi, richiede questa autorizzazione nel momento in cui con date opere si vengano a modificare le volumetrie degli stabili. Poi deve stare attento che l'opera non danneggi la stabilità dell'intero edificio e, quindi, nel momento in cui decide veramente di procedere, interpelli un ingegnere o un architetto che verifichi la reale fattibilità del balcone. Comunque, anche i condomini devono essere d'accordo, perché a loro viene cambiata la visione dell'edificio.

Sottopongo una situazione che si è creata nel condominio in cui abito e chiedo consiglio. Per 25 anni il cortile interno del condominio, area di transito per accedere ai box, è stata utilizzata come parcheggio. L'utilizzo è nato spontaneo, senza nessuna regolamentazione scritta. Circa un paio di mesi fa, nel corso di una assemblea, ho evidenziato che il parcheggio delle auto nel cortile doveva terminare per due motivi:
-il cortile è definito nel regolamento condominiale come una parte comune e non come area destinata al parcheggio;
-il cortile non può soddisfare equamente le esigenze di parcheggio, poiché gli appartamenti sono 12 e le macchine parcheggiabili senza intralcio sono solo 6.
Al termine della riunione non hanno più parcheggiato le auto nel cortile 10 condomini, mentre due continuano a farlo, nonostante un incontro consiliare, una riunione straordinaria e lettere da parte dell'amministratore. Preciso che nel regolamento non vi è alcun articolo che destini il cortile a parcheggio e non sono mai esistite aree delimitate da strisce per eventuali posti auto. Ogni appartamento ha un box a disposizione. Tutti e 12 gli inquilini sono anche proprietari.

Secondo la magistratura un cortile, interno che sia, non destinato abitualmente a parcheggio, serve a dare luce e aria agli appartamenti. Così nel momento in cui si vogliano parcheggiare le auto bisogna indire una riunione in cui si voti in tal senso, in quanto si parla di una innovazione nel condominio, che deve essere approvata con la maggioranza dei partecipanti al condominio e i 2\3 dei millesimi di voti favorevoli. Per il fatto che non sono parcheggiabili tutte le macchine nel cortile contemporaneamente, sarà necessario stabilire turni con un regolamento ad hoc, in modo da garantire a tutti l'utilizzo di un posto auto per un uguale periodo di tempo. Ma, essendoci 12 box e 12 appartamenti: in quel condominio avete tutti più di una macchina? Non per farvi i conti in tasca, però in questo caso, tutti dovreste mettere sicuramente una delle auto (e nel caso che questo sia grande anche l'altra) nel vostro box e decidere per quelle che rimangono fuori.

Con tanti sacrifici sono riuscito a comprare una villetta a schiera. Esiste un regolamento anche per queste situazioni?
Per le villette a schiera vanno seguite solo le regole del buon vicinato, sperando che tutti siano educati.

Vorrei sapere gli orari in cui è possibile fare lavori di ristrutturazione in un condominio.
Si deve aver riguardo alle regole del buon vicinato e della quiete pubblica, che prevedono degli orari, non rigidi, ma riportati alla normale attività lavorativa. Quindi se incominciano a lavorare alle 6 del mattino e alle 14 trapanano...ci si può certamente lamentare. Magari non minacciando denunce. Insomma, dovrebbe fare la media: hanno disturbato poco oggi, magari un po' più domani ma meno l'altro ieri…ha la mia comprensione, ma non è una situazione facile e chi fa lavori, tende a fare orecchie da mercante.

Ho un problema con l'inquilino del piano di sopra. Lui sostiene di poter sbattere tappeti, innaffiare vasi, ecc. facendo cadere tutto di sotto, perché esiste un orario della giornata che gli consente tutto ciò. E' veramente così?
Assolutamente NO! Il suo vicino è un incivile! Esiste una legge, quella della quiete pubblica, che permette di provocare rumori molesti nell'arco della giornata, basta che siano tollerabili e non esagerati; ma una legge che permetta di imbrattare la proprietà altrui, anche comune che sia, non esiste. Anzi. Sempre la legge sulla quiete pubblica considera moleste anche le immissioni di gas e le immondizie di vario genere. Finché succedono una tantum sono considerate normali, però se si verificano con regolarità, la pazienza viene messa a dura prova. Quindi può provare con le buone a farlo smettere (anche se penso che lei ci abbia provato già, e neanche una volta soltanto); quindi potrebbe ricorrere all'autorità giudiziaria in modo che venga adottato un provvedimento che imponga la cessazione dell'attività di disturbo. Tenga conto, però, che la stessa legge mette un limite alla normale tollerabilità: non si deve trattare di pignoleria pura e semplice. In caso di denuncia, le conviene conservare "reperti"!

Abito al secondo piano di una palazzina costituita da 4 appartamenti. Ultimamente mi sono lamentata con l'inquilino del primo piano per il troppo rumore, esempio: cammina con le scarpe con il tacco, il televisore acceso oltre le 11 di sera, la serranda tirata su alle 6,15 di mattina. Ho torto o ragione nel lamentarmi? Grazie di cuore M.B.
Forse per la serranda tirata su a mattina presto sì, per il resto bisogna vedere se lei è particolarmente sensibile o se veramente l’inquilino esagera.
 

Vi scrivo per porvi questo quesito. Sono proprietario di un appartamento in un condominio di 16 appartamenti e per la ricorrenza del Natale si è deciso di addobbare l'androne del palazzo con un albero di Natale ed una natività. Vorrei sapere come va ripartita la spesa. Grazie ERNESTO
Mi rendo conto che rispondo un po’ in ritardo, comunque, le spese andrebbero divise secondo i millesimi, anche se, generalmente, il condominio dovrebbe avere dei fondi per questo tipo di spese.   

Possiedo un alloggio in un condominio di montagna. Il condominio è costituito da 4 piani più il piano terra e un piano intermedio segnato come T 1/2. Io possiedo 91.5 millesimi di comproprietà. Alla voce ascensore però mi trovo segnati 222.7 millesimi. Il mio alloggio si trova al 5° piano ed è unico, mentre in tutti gli altri piani vi sono 2 alloggi. Le sembra congrua la quota millesimale assegnatami? Grazie DIEGO
Tutte le spese che riguardano l’ascensore devono essere divise in base ai millesimi di ascensore che ogni condomino ha. Tali millesimi di ascensore si calcolano come i millesimi delle scale, cioè considerando per metà l’altezza del piano e per metà l’estensione della superficie di ogni singolo appartamento esistente sul piano. Nel caso in cui nel condominio non esistesse una tabella del genere, ma solo una tabella di gestione o di proprietà, la suddivisione delle spese andrebbe ripartita semplicemente per i millesimi di proprietà. Data la spesa che deve affrontare, penso che nel suo condominio viga una tabella per l’ascensore ben dettagliata. 

Sono proprietaria di un piccolo studio commercialista posizionato al terzo piano di un edificio di quattro piani. Attualmente la situazione è questa: al pianterreno la porta dell'ascensore è munita di serratura, negli altri piani no. I miei clienti, spesso, prendono l'ascensore al primo piano. Per impedire questo, gli altri condomini vogliono mettere una chiave diversa per ogni piano. Volevo sapere se questo è lecito. Inoltre vorrei sapere quale percentuale si applica solitamente come maggiorazione per il riparto delle spese, tenendo conto che lo studio è aperto solo 7 ore al giorno e solo per 210 gg l'anno. Se do la mia disponibilità a pagare una maggiorazione, tale maggiorazione a quali tipo di spese si applica? A breve dobbiamo cambiare l'ascensore con uno nuovo... Grazie ELISA
Sul tema dell’installazione di serrature all’ascensore per limitarne l’uso ai soli condomini c’è una discussione in ballo. Per ora si ritiene che ciò sia possibile solo se viene deliberato all’unanimità dall’assemblea condominiale. Anche riguardo la maggiorazione alle spese per l’ascensore occorre che tale maggiorazione sia decisa dall’assemblea con l’unanimità, a meno che il regolamento condominiale non preveda già una maggiorazione delle spese relative all’uso dell’ascensore da parte di condomini che abbiano adibito la propria proprietà ad uso diverso da abitazione. 

Buongiorno, avrei bisogno di chiarimenti per i parcheggi condominiali. Sono in possesso di una villetta (facente parte di una cooperativa) che ha a disposizione un'area dedicata per parcheggi, la stessa area è antistante la strada (interna alla recinzione della cooperativa) che dà accesso a tutte le villette. Dopo varie sedute ed assemblee non si è trovato l'accordo per l'assegnazione dei parcheggi, si sta delineando pertanto la possibilità di libero parcheggio. In ogni caso se un altro parcheggia sulla strada antistante il mio ingresso, io non ho possibilità di uscire dal garage, cosi anche gli altri (però non tutti hanno il parcheggio disponibile all'interno dell'area). Cosa dice la legge in materia? Grazie SESTO
La legge in materia non dice nulla riguardo l’organizzazione dei parcheggi esistenti. Nel caso in cui nell’area adibita a parcheggio non ci sia posto per tutti coloro che hanno diritto a parcheggiare, la cosa migliore è fare una turnazione, in modo che tutti possano usufruire del parcheggio per lo stesso periodo di tempo. Se invece si opta per la sosta selvaggia in un qualsiasi punto dell’area, si rischia che chi ha parcheggiato in un garage, come lei, non possa uscire o entrare nella propria proprietà: per ovviare a questo inconveniente, non di poco rilievo, si possono approntare strisce o spazi appositi dove sia legittimo il parcheggio senza recar disturbo a nessuno. Il libero parcheggio ve lo sconsiglio caldamente, perché in quel caso i problemi non finiscono mai. 

Chiedo assistenza per risolvere il problema innescato dal mio vicino, con tanto di invio di Polizia Municipale per verbale di Contravvenzione e Ammenda pari a € 516,00 poiché ho realizzato una piccola struttura in legno per deposito attrezzi da giardino, delle dim.240x140x200h media, poggiata direttamente su terreno e il  lato di Fondo poggiato sul Muro di confine Comune, dell'altezza di ml. 2.50. un lato. Vorrei sapere come posso contrastare tale vicenda e come cautelarmi da tale situazione. Certo della vostra preziosa collaborazione, Cordiali Saluti CLAUDIO
Se la struttura non è ancorata a terra…non è illegittima. Altrimenti sì.
 

Il mio problema riguarda un muro di confine fra due cortili su cui il vicino dalla sua parte ha posato delle piastrelle in pietra. Da quel momento dalla mia parte si sono prodotte grandi macchie di umidità e quando piove infiltrazioni d'acqua. Ho provato a parlargli e chiedere di verificare il lavoro o di rimuovere le pietre. La risposta è stata: "Da me è tutto a posto e non ho alcuna infiltrazione d'acqua". Cosa mi suggerisce di fare? La ringrazio per la sua disponibilità e chiarezza nelle risposte lette sul sito. MERY
La ringrazio per i complimenti, comunque lei faccia venire un esperto per risolvere le infiltrazioni dalla sua parte e nel momento in cui questi confermerà le sue ipotesi (di cui sinceramente sono certa anche io: il muro non respira più!), lei farà una raccomandata al suo vicino dicendo che se non provvede subito al ripristino della situazione precedente, lei seguirà vie legali (giudice di pace).
 

Salve. Le scrivo per chiedere un consiglio su un problema che mi affligge da parecchio tempo. Con la mia famiglia vivo in un complesso di villette a schiera composto da quattro unità abitative. La mia abitazione ha anche un giardino che regolarmente il sottoscritto cura. Due mie vicine da un anno e più hanno dei gatti (attualmente 6) che, non volendo tenerli a casa perché forse troppo scomodo pulire, li lasciano liberi nello spazio comune. Detti gatti regolarmente vanno nel mio giardino scambiandolo per un wc pubblico, vietando a mia figlia di giocare sul prato perché invaso da escrementi. A questo si aggiunge il fatto che continuamente per andare a dormire nella loro cuccia situata nel balcone della mia confinante, salgono sul mio balcone camminando sulla biancheria stesa, senza contare il fatto che una vaso di gerani è regolarmente pulito da me, viene sempre riempito dai loro escrementi. A fare traboccare il vaso si aggiunge un'altra goccia. Ho più volte lamentato questo problema, anche perché mia moglie soffre di asma allergico, e con i gatti che gironzolano sulla biancheria potrebbe passare qualche brutto momento. Non so più cosa fare per fare capire ai miei vicini che i gatti devono tenerseli a casa, per non dare fastidio agli altri. Secondo lei è più importante la salute dei gatti o quella della mia famiglia? E poi è giusto che questi gatti gironzolino nella mia proprietà sporcando e rovinando tutto quello che incontrano? Le chiedo cortesemente una risposta per risolvere questo problema. Grazie GIUSEPPE
Pur piacendomi i gatti, convengo che la situazione da lei descritta è insostenibile. E’ anche vero che in giardini e cortili i gatti “randagi” potrebbero sempre circolare ma la questione sarebbe più facilmente risolvibile. Poiché con le buone non ha ottenuto risultati, eviti per favore di far del male ai quadrupedi pelosi e minacci severamente le signore di far intervenire l’ufficio di igiene. 

Gentile Avvocato, sono  proprietario di un appartamento in uno stabile di 5 appartamenti. Sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione dello stesso, ma siamo dovuti ricorrere all'avvocato in quanto l'impresa aveva sospeso i lavori per vari motivi. Ora sotto la pressione del nostro avvocato, la ditta ha ripreso i lavori. La mia domanda è: come vanno ripartite le spese per la parcella dell'avvocato? Secondo le quote millesimali o in parti uguali? La prego una risposta urgente se possibile. Grazie GIUSEPPE
Secondo parti uguali, poiché non si tratta di lavori, ma di un qualcosa che serviva a tutti nell’identico modo.

Gentile avvocato sono la proprietaria di un appartamento al pian terreno in provincia di Pistoia in una riunione condominiale è stato decisa la posa in opera di cancelli automatizzati per l'accesso ai garage nel seminterrato del palazzo (premetto che ogni appartamento ha un garage) e la posa in opera di pompe sommerse in aggiunta a quelle già esistenti perché non sufficienti. Vorrei sapere che tipo di ripartizione deve essere attuata per queste spese. Un ultima domanda il compenso dell'Amminisratore deve essere ripartito in parti uguali tra i condomini o per millesimi. La ringrazio e la prego di rispondermi al più presto STEFANIA
Poiché ogni appartamento ha un garage e, quindi, ognuno godrà del cancello, la ripartizione deve essere in parti uguali, come quella per le pompe sommerse.
 

Gentile Sig. Maria Maddalena Regno,
le scrivo per sottoporle i seguenti quesiti: A) ho costruito, sul muro di confine in mia proprietà, una luce (conforme a quanto prescritto dal art. 901 del c.c.) dimensioni circa cm. 60 x cm. 40, con serramento apribile a Vasistas e vetro opaco; B) nello stesso muro poco più sotto ho realizzato anche due fori per areazione, diametro cm. 10 circa con griglia esterna, uno per il prelievo dell'aria che deve andare alla caldaia (n.b. i fumi vengono incanalati con altra tubatura direttamente sul tetto), l'altro per il ricambio meccanico/forzato dell'aria all'interno del locale (bagno). Tutte queste opere mi sono state autorizzate dall'ufficio Edilizia Privata del Comune, ma non ho richiesto alcun consenso al confinante, perché non mi veniva richiesto dall'ente; ora il confinante sta rivendicando i suoi diritti e chiede il ripristino dalla situazione antecedente, chiede di chiudere la finestrella e di tappare i buchi per i due condotti. Può avanzare tali pretese? Preciso che la mia costruzione è costruita in aderenza al confine e la proprietà confinante è un cortile di pertinenza ad un edificio ben distante dal mio. Cordialmente saluto e ringrazio per la disponibilità. ALEX

Non mi sembra che le sue modifiche al muro siano tali da chiedere un ripristino. Anche perché il comune le ha approvate.

Gent.ma, è legale che lamministratore dei ns. 4 condomini abbia chiesto di decidere relativamente allistallazione di una sbarra x limitare laccesso al parcheggio interno, non mediante delibera assembleare, ma solo affiggendo un foglio sulle rispettive bacheche e chiedendo ai condomini di votare per il SI o per il NO. In casi del genere si può procedere ottenendo la maggioranza delle adesioni oppure ci deve essere la totalità dei voti. Aggiungo che la richiesta di questa installazione è dovuta ad alcuni condomini che lamentano la difficoltà di parcheggio (circa 30 posti auto) durante le ore di entrata/uscita dalla vicina scuola. Grazie ROBERTO
La sbarra non è un’innovazione e quindi va bene anche la maggioranza semplice dei condomini. Poi la sbarra stessa è una cosa “mobile” toglibile senza troppi problemi, quindi anche il modo in cui è stata richiesta può andare bene.

Gentile Dottoressa, innanzitutto la ringrazio della disponibilità del servizio offerto. Avrei un problema da sottoporle. Amministro un condominio di 18 unità immobiliari, di cui 2 sono locali commerciali in fallimento e 1 è un circolo privato con annessa sala bar e biliardi (locale posto al secondo piano sotto strada). Durante l'ultima assemblea i condomini mi hanno dato mandato di far intervenire i vigili del fuoco per verificare lo stato di sicurezza del circolo privato. Inoltre hanno duramente contestato il fatto che questo locale è accatastato come magazzino e invece svolgono una funzione commerciale, di conseguenza dandomi ulteriore mandato di denunciare ciò all'ufficio del tesoro. Inoltre, durante la redazione delle tabelle millesimali, hanno altresì contestato il geometra poiché il valore che ha attribuito al circolo è quello di un magazzino e non come locale commerciale.Volevo chiedervi gentilmente se: 
-         tra le mansioni di mio dovere rientra anche il dover applicare la delibera secondo cui devo mandare i vigili del fuoco nel circolo privato;
-         se le tabelle millesimali devono essere redatte tenendo presente questo locale come attività commerciale o come magazzino (secondo accatastamento).
La ringrazio sentitamente della disponibilità offerta. ENRICO V

Be, se non lo fa lei di chiamare i vigili e succede qualcosa… i condomini possono rivalersi. Lei lo farebbe non a titolo personale ma a titolo di tutto il condominio. Per quanto riguarda la tabella millesimale, la legge parla esplicitamente di "valore" proporzionale di ciascuna proprietà esclusiva quindi la base di calcolo della tabella millesimale è il valore di mercato di ciascuna proprietà esclusiva rapportato al valore dell'intero edificio. 

Gent.le Dott.ssa, ho in fitto un appartamento sito in un parco composto da 60 appartamenti, vorrei sapere se i costi relativi alla potatura degli alberi ed al taglio dell'erba siti nel parco, spettano a me o al proprietario. Grazie ENRICO
Essendo spese di ordinaria amministrazione, competono all’inquilino.

Gentile Consulente, abito in un condominio di 20 alloggi. Io e altri tre condomini abitiamo agli ultimi piani. I balconi di questi ultimi hanno parapetti in muratura e non hanno nessuna protezione atmosferica soprastante, per cui, dopo dieci anni dalla costruzione dell'edificio, alcune infiltrazioni si sono manifestate ai piani inferiori e si sono evidenziate crepe nei parapetti dei balconi. Vorremmo installare delle tettoie in materiale leggero a protezione dei balconi di proprietà e anche delle superfici dei balconi sottostanti. Desidererei sapere se le spese da sostenere per l'acquisto, collocazione e messa in opera delle tettoie sono a totale carico nostro o se la divisione dev'essere fatta a tutti i condomini in quote millesimali. Altresì desidero sapere se vi sono sentenze inerenti passate in giudicato.Grazie COLETTA 
Le  spese di riparazione del sottobalcone e, quindi, anche quelle tettoie di protezione (se il condominio ve le fa installare) sono a totale carico vostro.  

Da 5 mesi ho acquistato all’asta un appartamento posto all’ultimo piano (sotto il lastrico solare) in una palazzina  di due piani con tre appartamenti che attualmente sto ristrutturando. Non esiste un amministratore ne una tabella millesimale. In una camera ho una infiltrazione di acqua dal lastrico di proprietà di persona non proprietaria di alcun appartamento. La costruzione risale a circa 47 anni fa e sia il lastrico solare che la facciata non hanno mai avuto nessuna manutenzione. Ho rappresentato la questione alle due persone anziane proprietarie dei due appartamenti sottostanti (uno dei quali dato in affitto). Era mia intenzione, con il loro accordo, di far fare l’intera facciata e il lastrico solare che sono molto malandati. Ci siamo accordati, dopo tante discussioni, per fare solo la facciata anteriore e il lastrico solare per non disturbare la signora del piano terra che per motivi di salute non voleva, per ora, che il ponteggio fosse posto nel suo cortile. Improvvisamente entrambi si consultano e decidono che la facciata non venga più ristrutturata e del lastrico solare far riparare solo la parte in corrispondenza dell’infiltrazione sottostante. Rappresento che la guaina catramata è per l’80% tutta screpolata con grosse spaccature, scollata dal parapetto e a bolle. Per cui penso siano spese inutili quelle che propongono. Non vogliono aderire alle spese da me sostenute per la bolla formatasi nel soffitto e per il trattamento e isolamento dei tondini in ferro pieni di ruggine delle quattro pignate staccatesi per metà e per il riempimento del vuoto. Domanda:
-         
come si può fare, in mancanza di un amministratore, a far eseguire questi lavori e richiedere le spese dei danni subiti?
-          Come si possono costringere queste persone a far realizzare la tabella millesimale delle proprietà?
-          Come debbo fare nel caso specifico a far domanda per il recupero edilizio del 36% sulle spese (così come ho fatto per l’appartamento) dal momento che non esiste un amministratore ne la tabella millesimale?
Ringrazio per la cortese attenzione PIETRO
Facendo due conti voi siete quindi in 4 condomini, il minimo richiesto dalla legge per chiedere di avere un amministratore di condominio. Quindi potreste pensarci. Per risolvere adesso i problemi da lei lamentati, purtroppo mica può costringere gli altri proprietari se non vogliono fare delle ristrutturazioni a meno che non ci sia pericolo per voi o per terzi. Al massimo può inviare ai signori una lettera raccomandata con a/r in cui dice che dopo l’esecuzione da parte sua dei lavori, se ci dovessero essere ulteriori problemi dovuti al fatto che i lavori proposti (di rifacimento della facciata, etc) non sono stati eseguiti, lei riterrà responsabili i signori. Comunque, questo lastrico solare sarà di proprietà di qualcuno: le spese per le riparazioni sono per un terzo a carico del suo proprietario anche se non fa parte del vostro condominio e non è proprietaria di alcun appartamento: ma quindi non è di proprietà esclusiva ma fa parte di un altro condominio?) e per due terzi a carico suo. 

Egregio, ho un contenzioso aperto con il mio amministratore poichè circa un anno fa ha messo in dubbio che io fossi proprietario del mio appartamento e quindi condomino a tutti gli effetti, la sua convinzione nasceva dal fatto che l'appartamento era intestato a mia moglie. 
Tengo a precisare che l'appartamento è stato comprato con i risparmi di entrambi  nel 1980, circa 4 anni dopo aver contratto matrimonio e quindi in regime di comunione legale dei beni. Nonostante il sottoscritto abbia più volte verbalmente ribadito al Sig. amministratore ciò, questi per ben due volte mi contestava mediante raccomandata il diritto di protestare e quindi di partecipare alle assemblee senza la esibizione di alcuna delega. 
Con questo suo comportamento al sottoscritto veniva preclusa la possibilità di partecipare alle assemblee se non con delega della moglie ed inoltre precludendomi la possibilità di altre due deleghe ( fino a quel momento secondo l'amministratore dovendo portare la delega di mia moglie potevo portarne ancora e solo una).
Solo dopo avergli fatto pervenire una lettera legale di diffida, documento con il quale inoltre si spiegava all'amministratore cosa significava  la comunione legale dei beni e solo dopo averlo minacciato di querela questi ha iniziato ad accettare la mia presenza alle riunioni o eventualmente  quella di mia moglie, senza necessità di delega e quindi il pieno diritto di protestare per tutti gli abusi e illegalità da questi commessi. Tanto per citarne una "il 29 Aprile 2005 si è proclamato amministratore con solo 430 millesimi di proprietà e non con il 50% del valore del complesso", tengo ancora a precisare che l'assemblea in questione non consentiva la discussione sulla nomina dell'amministratore perché solo 430 millesimi di proprietà erano presenti in seconda convocazione.
Toccato nella persona dopo 25 anni di pacifica convivenza, solo per impedirmi qualsiasi azione di disturbo,  con modi arroganti e da ignorante ha tentato di escludermi. Nella lettera di diffida mi sono trovato costretto ad allegare un certificato di matrimonio e copia dell'atto d'acquisto. Contestualmente dal mio legale facevo richiedere al signore amministratore di accertare, cosi come aveva fatto con il sottoscritto, la effettiva  proprietà di tutti i condomini, suo sacrosanto dovere dopo tutto ciò che aveva combinato, e secondo il sottoscritto cosi come un buon amministratore dovrebbe fare nel momento in cui assume l'incarico. Attualmente è pendente un giudizio per quanto riguarda la sua nomina ad amministratore e a tutt'oggi non ha fatto alcuna azione per verificare quanto da me richiesto, posso a suo parere pretendere ciò? Se si come devo comportarmi?
I restanti condomini non essendo stati toccati nella persona, cosi come lo sono stato io, non hanno fatto nulla per chiudere la vicenda, ma anzi, sono stati sottoposti a lavaggio del cervello da parte dell'amministratore e suoi amici, in effetti questi ultimi non spiegano cosa è successo e perché, ma continuano a ripetere a tutti gli altri che il sottoscritto si comporta così perché non vuole un amministratore interno ma uno esterno. Fiducioso di una sollecita risposta porgo distinti saluti MARIO

Per quanto riguarda gli abusi da lei subiti, non posso dire niente di più di quello che lei ha fatto. Sicuramente può inficiare la nomina per la mancanza di maggioranza e intanto cercare, in pendenza di giudizio, di sospendere la sua nomina e nominare un amministrazione in sua sostituzione, fino alla fine del giudizio.
 

Scrivo per avere informazioni a chi rivolgermi. Ho comprato un appartamento in condominio, al piano terra con giardino, ho una bella visuale su un meleto e vista aperta. Ho scelto questo perché abitando diversi mesi in Africa sentivo anche qui, a Bolzano, bisogno di spazio. Da un paio di giorni il mio vicino di giardino ha eretto una rete verde e fitta, nella sua proprietà, ma a un centimetro dal mio giardino, togliendomi sole ed è anche antiestetico. Alle mie rimostranze, ha risposto che ha l'autorizzazione dell'amministratore. Non credo che l'amministratore possa dare un tale permesso, danneggiando personalmente me e anche l'estetica del condominio ne risente dal momento che ha circondato tutto il giardino di una rete alta 210 cm. La ringrazio se vorra' rispondermi. LUCYA
Con la rete lei quindi non vede più il meleto? Mi spiace, ma anche per soli motivi di privacy il suo vicino può farlo. 

Salve, possiedo un appartamento in condominio con un’uscita al secondo piano ed una al terzo piano della stessa scala. Mi hanno computato due volte l'immobile, nella tabella spese scala, una per la porta al terzo ed una per la porta al secondo.
Ritengo sia errato il conteggio, perché la ratio della legge si basa sull'uso della scala, e non è ipotizzabile che per salire a casa io possa usare due volte la stessa scala. Basterebbe addebitarmi l'appartamento con l'uscita al piano più alto, il terzo e questo include ovviamente anche l'uso fino al secondo (a meno di volare!). Sbaglio? grazie GERMANO

Che dire: ha ragione!

Desidererei sapere se per svolgere l'attività di amministratore nel mio condominio o in uno esterno è necessaria l'iscrizione all'albo, partita IVA, dichiarazione sul 740, tenendo presente che si percepisce un rimborso spese di gestione e non un "compenso" per tale attività.
Gli amministratori devono iscriversi all'albo che li riguarda, altrimenti non posso essere nominati tali. Un compenso lo ricevono, anche se solo rimborsi per le spese di gestione, ma si tratta sempre di guadagni che devono essere portati davanti al fisco, altrimenti sarebbe una frode.

Vorrei apportare una modifica esterna ad un appartamento sito al secondo piano di cui sono proprietario: vorrei fare un balcone al posto di una finestra, già esistente. Ho bisogno del consenso degli altri condomini?
Il permesso dei condomini è solo la punta dell'iceberg: non creda che sia così facile fare quello che dice lei, perché lei, costruendo dal nulla un balcone verrebbe a modificare una facciata e, questo, richiede l'autorizzazione edilizia; infatti, la normativa urbanistica, nel suo come in altri casi, richiede questa autorizzazione nel momento in cui con date opere si vengano a modificare le volumetrie degli stabili. Poi deve stare attento che l'opera non danneggi la stabilità dell'intero edificio e, quindi, nel momento in cui decide veramente di procedere, interpelli un ingegnere o un architetto che verifichi la reale fattibilità del balcone. Comunque, anche i condomini devono essere d'accordo, perché a loro viene cambiata la visione dell'edificio.

Sottopongo una situazione che si è creata nel condominio in cui abito e chiedo consiglio. Per 25 anni il cortile interno del condominio, area di transito per accedere ai box, è stata utilizzata come parcheggio. L'utilizzo è nato spontaneo, senza nessuna regolamentazione scritta. Circa un paio di mesi fa, nel corso di una assemblea, ho evidenziato che il parcheggio delle auto nel cortile doveva terminare per due motivi:
-il cortile è definito nel regolamento condominiale come una parte comune e non come area destinata al parcheggio;
-il cortile non può soddisfare equamente le esigenze di parcheggio, poiché gli appartamenti sono 12 e le macchine parcheggiabili senza intralcio sono solo 6.
Al termine della riunione non hanno più parcheggiato le auto nel cortile 10 condomini, mentre due continuano a farlo, nonostante un incontro consiliare, una riunione straordinaria e lettere da parte dell'amministratore. Preciso che nel regolamento non vi è alcun articolo che destini il cortile a parcheggio e non sono mai esistite aree delimitate da strisce per eventuali posti auto. Ogni appartamento ha un box a disposizione. Tutti e 12 gli inquilini sono anche proprietari.

Secondo la magistratura un cortile, interno che sia, non destinato abitualmente a parcheggio, serve a dare luce e aria agli appartamenti. Così nel momento in cui si vogliano parcheggiare le auto bisogna indire una riunione in cui si voti in tal senso, in quanto si parla di una innovazione nel condominio, che deve essere approvata con la maggioranza dei partecipanti al condominio e i 2\3 dei millesimi di voti favorevoli. Per il fatto che non sono parcheggiabili tutte le macchine nel cortile contemporaneamente, sarà necessario stabilire turni con un regolamento ad hoc, in modo da garantire a tutti l'utilizzo di un posto auto per un uguale periodo di tempo. Ma, essendoci 12 box e 12 appartamenti: in quel condominio avete tutti più di una macchina? Non per farvi i conti in tasca, però in questo caso, tutti dovreste mettere sicuramente una delle auto (e nel caso che questo sia grande anche l'altra) nel vostro box e decidere per quelle che rimangono fuori.

Con tanti sacrifici sono riuscito a comprare una villetta a schiera. Esiste un regolamento anche per queste situazioni?
Per le villette a schiera vanno seguite solo le regole del buon vicinato, sperando che tutti siano educati.

Vorrei sapere gli orari in cui è possibile fare lavori di ristrutturazione in un condominio.
Si deve aver riguardo alle regole del buon vicinato e della quiete pubblica, che prevedono degli orari, non rigidi, ma riportati alla normale attività lavorativa. Quindi se incominciano a lavorare alle 6 del mattino e alle 14 trapanano...ci si può certamente lamentare. Magari non minacciando denunce. Insomma, dovrebbe fare la media: hanno disturbato poco oggi, magari un po' più domani ma meno l'altro ieri…ha la mia comprensione, ma non è una situazione facile e chi fa lavori, tende a fare orecchie da mercante.

Ho un problema con l'inquilino del piano di sopra. Lui sostiene di poter sbattere tappeti, innaffiare vasi, ecc. facendo cadere tutto di sotto, perché esiste un orario della giornata che gli consente tutto ciò. E' veramente così?
Assolutamente NO! Il suo vicino è un incivile! Esiste una legge, quella della quiete pubblica, che permette di provocare rumori molesti nell'arco della giornata, basta che siano tollerabili e non esagerati; ma una legge che permetta di imbrattare la proprietà altrui, anche comune che sia, non esiste. Anzi. Sempre la legge sulla quiete pubblica considera moleste anche le immissioni di gas e le immondizie di vario genere. Finché succedono una tantum sono considerate normali, però se si verificano con regolarità, la pazienza viene messa a dura prova. Quindi può provare con le buone a farlo smettere (anche se penso che lei ci abbia provato già, e neanche una volta soltanto); quindi potrebbe ricorrere all'autorità giudiziaria in modo che venga adottato un provvedimento che imponga la cessazione dell'attività di disturbo. Tenga conto, però, che la stessa legge mette un limite alla normale tollerabilità: non si deve trattare di pignoleria pura e semplice. In caso di denuncia, le conviene conservare "reperti"!

In un condominio da me amministrato, il vialetto d'accesso fa da tetto ad alcune cantine e ad un magazzino. Poiché si stanno verificando considerevoli infiltrazioni d'acqua in tali locali provenienti dal vialetto sovrastante, dovendo sostenere lavori di manutenzione per fermare dette infiltrazioni, come andranno ripartite le spese fra i vari condomini? E' giusto ripartirle per il 50% fra tutti i condomini (in base alle tabelle millesimali) ed il 50% in parti uguali fra i proprietari dei locali sottostanti? (in tal caso il proprietario del magazzino, molto più grande delle cantine, ci guadagnerebbe). Grazie LAMBERTO
Abbia pazienza, ma se le infiltrazioni sono dovute al vialetto, perché i proprietari delle cantine e magazzino dovrebbero pagare anche come proprietari? 

Scrivo per avere, almeno da voi, una risposta in merito al mio problema (ma ho capito che è quasi di tutti) relativo al disturbo del cane della vicina di casa. Abito in una villetta popolare e ho come vicina di casa (distanza 5 o 6 metri) una famiglia estremamente maleducata e incivile. Da 3 anni hanno un cane volpino che, abbaiando in continuazione e in maniera stridula, mi sta facendo sprofondare nell'ansia e nella depressione. Pur avendo tutti gli infissi chiusi è come se lo avessi dentro casa. Ho provato di tutto e sempre con le buone maniere, ma senza ottenere quasi nulla. Non ho il coraggio di andare dai carabinieri o dai vigili perché le maniere forti mi creano disagio. Lavoro la mattina e  il pomeriggio vorrei stare tranquilla in casa ma sono costretta ugualmente ad uscire per non sentire l'abbaiare del cane. Si è oramai instaurato in me un circolo vizioso e anche se non abbaia sto sempre in ansia in attesa che cominci col risultato che ho la tachicardia, crisi di panico e di pianto. Potete darmi un consiglio? Ho pensato di comperare un antiabbaio ad ultrasuoni. E legale? Ma funzionerà? Aspetto con ansia la vostra risposta con la speranza di riacquistare un po’ di serenità. Grazie. BARBARA
Cara Barbara, non so se l’antiabbaio ad ultrasuoni funzioni. Purtroppo l’unica cosa che può fare è andare dai vigili urbani di zona ed esporre la situazione. Non la deve considerare come una maniera forte, ma solo un modo, l’unico se poi avrà dei risvolti positivi, con cui può cercare di rimediare alla situazione. 

Buongiorno, abitiamo in due villette a schiera con muro in comune. Il mio vicino di casa ha costruito una canna fumaria celata ed abusiva che parte, suppongo, dalla cantina e che scorre all'interno fino a fermarsi sotto al balcone del piano terra situato sul retro della proprietà  e a pochi metri dalla mia. Il problema è che sotto al suo balcone ha costruito un impianto contenente tubazioni del metano, della corrente elettrica e dell'acqua e la canna fumaria va ad innestarsi con questo groviglio di tubi. Vorrei sapere se le sue azioni sono lecite e, in caso, a chi dovrei rivolgermi per effettuare eventualmente dei rilevamenti. PIERA
Basta chiamare i vigili urbani. 

Gentile Consulente, ogni notte siamo svegliati dai rumori fisiologici e dall'uso dello sciacquone provenienti dal bagno vicino alla camera da letto dell'appartamento al piano superiore. Ho pregato i proprietari di utilizzare (almeno la notte) l'altro bagno, situato a sette metri di distanza, senza alcun riscontro. Si aggiunga che rumori insopportabili di ogni tipo, senza tregua, sono la nostra colonna sonora che ci accompagnano quotidianamente (ho un figlio che studia ed una madre ultraottantenne). Inutile dire che ho supplicato i "signori" ad un comportamento piu' civile senza alcun risultato. Come potrei dimostrare in un eventuale giudizio le mie ragioni? Grazie per l'attenzione prestatami, La saluto cordialmente PASQUALE
E’ difficilissimo, anzi impossibile, che possa dimostrare le sue ragioni.
 

Scrivo per richiedere un parere in merito ad una situazione venutasi a creare nel condomino ove risiedo. Da circa due anni, nel cortile di tale condominio, si trova parcheggiata una vettura in condizioni fatiscenti. Tale vettura risulta intestata ad un extracomunitario che pare non risiedere nemmeno più in Italia. Il condominio ha incaricato l'amministratore di far rimuovere l'auto. Quale procedura è necessario attivare? Qual è l'autorità che può intervenire?Grazie SILVIA
Chiamate i vigili urbani. 

Gentile consulente, innanzitutto buongiorno e grazie per la disponibilità del servizio.
Avrei un problema da sottoporle. Sono  in possesso di un piccolo appartamento e l'ho affittato ammobiliato dal 1999 con regolare contratto.
Sino ad oggi non ho avuto nessun problema con i precedenti inquilini, ma dal novembre del 2004, da quando l'ho affittato ad una famiglia bulgara sono cominciati i grattacapi.
- l'inquilino disturbava parecchie notti, cantando e gridando con amici tanto da far chiamare i carabinieri (chiamati dai vicini)
- attualmente l'inquilino si è recato dal mio amministratore (dove abitualmente paga le spese) denunciando il cattivo stato della casa.
Ci siamo recati nell'appartamento ed abbiamo avuto una bruttissima sorpresa; l'appartamento e completamente umido, le pareti ed  alcune parti dei soffitti sono piene di macchie, gli infissi delle finestre stanno marcendo, la lavatrice posta in bagno e tutta arrugginita dall'umidità.
- ho chiamato un geometra per far controllare  la casa, lo stesso mi conferma che lo stato attuale della casa è dovuto alla poca aerazione della stessa, dalle zanzariere fisse poste sulle finestre (applicate senza il mio permesso), la casa è anche abbastanza sporca.
Tengo a precisare che la casa non ha un riscaldamento centrale, ma una stufa a gas metano a norma posta  in anticamera che riscalda il piccolo appartamento; quando l'inquilino aveva visto la casa prima di firmare il contratto non aveva fatto obiezione per il riscaldamento, inoltre l'appartamento era pulito, imbiancato e senza umidità. 
L'inquilino mi accusa di vivere in una casa malsana, mi chiede di trovargli un altro appartamento, altrimenti sarà costretto a sporgermi una denuncia perché vive con in una casa umida con una bimba piccola. E' un tipo molto prepotente, avrei bisogno di un consiglio, che debbo fare? Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti. ANTONIA
Lei si è già attivata chiamando il geometra. Basta che questo metta nero su bianco quello che le ha detto e in tribunale il suo affittuario non potrà fare nulla. Intanto, gli mandi una raccomandata a/r, in copia anche all’amministratore che è stato messo in mezzo, dicendo che se non provvede immediatamente a risistemare la casa nelle condizioni in cui l’ha presa, i provvedimenti li prenderà lei con lo sfratto. 

Gent.le Dr.ssa, Nel farLe i più sinceri complimenti per la Sua rubrica Le espongo il mio quesito. Nel mio condominio è installato un cancello carraio a comando elettrico tramite telecomando. Essendo nuovo ed essendo provvisto di garanzia, vorrei sapere se esiste un obbligo di legge che impone una manutenzione ordinaria e un responsabile per lo stesso, come per gli ascensori. Sperando di essere stato sufficientemente chiaro La ringrazio anticipatamente. Con i migliori saluti SERGIO
Dipende se chi si è interessato dell’installazione, quindi l’amministratore, ha preso contatti o con la stessa ditta che l’ha installato (come di solito succede).  

Egregi signori, nel 2002 sono diventato proprietario di un appartamento in condominio. Questo condominio da molti anni vive nella morosità di alcuni condomini. Ora vogliono la ripartizione debiti inesigibili dei condomini morosi e contestuale restituzione somme vantate dai condomini creditori al 31.12.2004. Io ho l'obbligo di pagare, visto che le morosità sono vecchie? Grazie della risposta. ROBERTO
Si.
 

Gentilissimo consulente, mi chiamo Enrico e abito in un condominio composto da 6 appartamenti (3 al secondo piano e 3 al primo) + un intero piano terra adibito a supermercato. Al momento della costruzione dell'edificio, è stato deciso dal costruttore che lo spazio circostante restava ad uso comune dei condomini. E' successo che il proprietario del negozio nell'ultima riunione di condominio per dei lavori di ristrutturazione della facciata e del tetto, ha ottenuto la maggioranza per regolamentare meglio i posti auto del condominio. Ognuno dei 6 condomini ha un garage, mentre il negozio no.
Volevo chiedere:  
- esiste il diritto per ogni condomino di avere dei posti macchina?  
- questi devono essere o possono essere esclusivi? 
- quanti possono essere?
- il negozio può pretendere di adibire il piazzale antistante al condominio (appartenente al condominio), che non si trova di fronte ai garage, ad uso parcheggio per i clienti, essendosi questo lamentato più volte per la sosta delle auto dei condomini nel piazzale anche durante le ore di apertura del negozio?
- fatto salvo naturalmente l'obbligo per i clienti di lasciare libero il passaggio ai garage, i clienti del negozio hanno gli stessi diritti di parcheggio dei condomini nelle aree comuni attorno al condominio, visto che il negozio fa parte del condominio stesso? Se si, vale solo nelle ore di apertura del negozio? Ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità. Cordiali saluti. ENRICO
Assolutamente i clienti del supermercato non hanno diritto di parcheggio a meno che voi condomini all’unanimità non decidiate di voler dare in utilizzo al supermercato quella parte comune del condominio. Altrimenti neanche il supermercato ha diritto di utilizzo, anche se fosse solo per il proprietario. A meno che non decidiate di adibire lo stesso cortile a parcheggio delle autovetture, di proprietà dei condomini (e inquilini, ovviamente). In questo caso vi converrebbe regolamentare anche tra di voi la sosta con dei turni, se non ci fosse la possibilità contemporaneamente per tutti di parcheggiare. 

Spett.le raccolgo ringraziandoVi, l'invito a scriverVi per sapere se esistono regolamenti, sentenze, o altro materiale per poter far desistere l'inquilino sotto di me all'utilizzo del barbecue nel giardino di sua proprietà, che inevitabilmente finisce per affumicare anche me. Ringrazio se vorrete rispondermi. MAURIZIO
Gentile signore, come abbiamo avuto modo di dire più volte, l’immissione di fumi come nel caso di un barbecue, è disciplinato più che altro da un rapporto di vicinato. Quindi esistono giusto le regole suggerite dal buon senso da parte di entrambe le parti.  

Buongiorno. Io abito da un mese in un nuovo condominio di 26 appartamenti, 12 dei quali affacciati dalla mia stessa parte. Purtroppo il costruttore non ha provveduto a stilare un regolamento e adesso mi sto facendo in quattro per convocare un'assemblea e finalmente mettere qualche regola. Nel frattempo...
Il mio vicino, confinante per circa tre metri, tiene nel giardino di circa 20 mq, proprio in vicinanza del mio soggiorno e cucina, due cani boxer che scavano buche a tutto spiano, fanno i loro bisogni proprio in mia vista, talvolta abbaiano ecc. Il giardino dei miei vicini è un disastro e in più loro escono la mattina alle otto e rientrano la sera per cui eventuali escrementi restano alla mia vista tutto il giorno, anche sotto il sole cocente. Inoltre detengono in una casa di 55 mq, cosa che a me poco importa ma per farvi capire il genere, dieci gatti e due pitoni. Posso fare qualcosa? Qual'è la strada più corretta da seguire? Grazie, VERONICA
Ma è sicuro di abitare in un condominio e non in uno zoo? Mentre leggevo la sua lettera, ammetto che pensavo fosse un po’ troppo “pignolo”, ma arrivata ai dieci gatti e soprattutto ai pitoni (ma non  mangiano i gatti?), mi sono ricreduta. Mi scusi! Be, ovviamente, vi dovreste riunire soprattutto per il fatto che essendo 26 appartamenti dovete avere un amministratore. Quindi, cercate di nominarlo e subito dopo gli sottoponga il problema… igienico! 

Gent.le Dr.ssa, navigando in Internet alla ricerca di una soluzione per il mio problema sono arrivata a voi. Le espongo il mio problema sperando di poter avere una risposta al più preso in quanto prossimamente si terrà l'assemblea condominiale. Da circa quattro anni abito, con la mia famiglia,  in una palazzina composta da sette famiglie;  un anno fa (febbraio 2004) ho installato nella mia terrazza una unità esterna per il condizionamento di due stanze. I tubi di collegamento tra l'unità esterna e quelle interne sono stati coperti da una canaletta posizionata in modo che fosse il meno evidente possibile. Successivamente mio marito ha ridipinto la facciata della terrazza con tintura identica al resto del palazzo ed è stata contestualmente verniciata anche la canaletta in modo da mimetizzarla il più possibile anche perché la terrazza guarda la strada. Addirittura pensavo di mettere un traliccio con un pianta rampicante per coprire totalmente la canaletta. A distanza di un anno, in occasione della convocazione dell'assemblea per l'approvazione del conto consuntivo, viene iscritto all'ordine del giorno che un condomino si lamenta delle opere fatte sulla mia terrazza. Premetto che il condominio è attualmente gestito in modo "familiare" (non abbiamo amministratore) e che non è provvisto di regolamento condominiale (ognuno purtroppo fa un po’ quello che vuole). Vorrei spere, se possibile, se mi trovo in difetto per i lavori che ho fatto eseguire da una ditta specializzata e se il condomino può impormi di rifare i lavori cioè di nascondere i tubi dentro il muro. La ringrazio anticipatamente per la sua gentile collaborazione e le porgo distinti saluti. ANNA
Il vicino ha impiegato un po’ a ricordarsi del suo condizionatore, complimenti. Comunque non si deve preoccupare più di tanto perché, da quanto ha esposto, mi sembra che lei abbia fatto il necessario per “nascondere” il tutto. Non doveva chiedere il permesso a nessuno. 

Abito in una casa di due appartamenti: Sia il padre che il figlio dell'altro appartamento hanno trasformato la cantina in laboratorio personale dove svolgono lavori di hobbistica e meccanica con la conseguenza di invadere il seminterrato e il vano scale ( quando apro la porta dell'appartamento mi entra la puzza in casa)di odore molto forte di vernice ,colla, stucchi e altro (tengono le porte aperte per non intossicarsi)TRA L'ALTRO FUMANO ANCHE TANTISSIMO. Inoltre nel seminterrato c'è la lavanderia e quindi gli indumenti poi puzzano di solventi ecc. Ho chiesto che tolgano i vetri della bocca di lupo  che c'è all'interno della loro cantina sostituendoli con delle griglie (danno sulla strada ) ma non vogliono perché dicono che entra polvere e smog. ESSENDO QUESTE SOSTANZE ANCHE TOSSICHE (HO DUE BAMBINI DI 11 E 9 ANNI CHE GIA HANNO PROBLEMI DI ALLERGIE AGLI ACARI E QUINDI SONO MOLTO SENSIBILI ALLE SOSTANZE INQUINANTI CHE POSSONO RESPIRARE) CHE POSSONO ESSERE NOCIVE PER LA SALUTE POSSO FARE QUALCHE COSA PER FARE IN MODO CHE I LORO HOBBI NON LEDANO I MIEI DIRITTI A RESPIRARE ARIA SANA? POSSO IN QUALCHE MANIERA OBBLIGARLI A METTERE UN ASPIRATORE IN MODO CHE GLI ODORI RIMANGANO ALL'INTERNO DEL LORO LOCALE GRAZIE PER LA RISPOSTA CHE VORRETE DARMI. FRANCESCO
Certo, anche perché tali lavori non posso essere fatti in cantina, in quanto cambio di destinazione. I due signori devono fare tutto quello che è possibile per non ledere lei e la sua famiglia, altrimenti chiami i Vigili Urbani, e una bella multina non gliela toglie nessuno. 

La ringrazio in anticipo per l'attenzione che dedichera' al quesito. sono proprietario di una casetta confinante con altro proprietario. le due proprietà sono divise da un muro costruito sul confine dal mio vicino più di 20 anni fa. Non avendo provveduto ai tempi a intonacare il muro verso la mia proprietà lasciandolo a muro a vista ( decisamente brutto ), si provvedette a piantare l'edera adiacente al muro a nostre spese. negli anni l'edera è cresciuta attaccandosi al muro e coprendolo per tutta la sua totalità. Ora il vicino mi chiede di togliere l'edera a mie spese perché essendo attaccata non fa traspirare il muro e dalla sua parte si stacca l'intonaco. può chiedermi questo? se si le spese sono a carico di chi? nel caso sia nel torto, il vicino deve provvedere a intonacarmi il muro per renderlo più gradevole? attendo fiducioso una sua gentile risposta. FRANCO
Purtroppo non sono molto ferrata in materia edile, però mi sembra strano che a un muro esterno si stacchi l’intonaco perché dall’altra parte c’è dell’edera…se così fosse, fate almeno a metà della spesa. 

Sono arrivata a consultare il vostro sito in quanto ho un problema con l'inquilino del piano di sopra che sta ristrutturando ed apportando modifiche edilizie al suo appartamento (pavimenti, archi, etc.) dove tornerà ad abitare nel 2006.Sicuramente per motivi di risparmio ha ingaggiato '"amici" operai che lavorano nei giorni festivi e sinceramente il sabato e la domenica essere svegliato alle 9.00 dalle martellate sul suo pavimento (mio soffitto) mi sembra un'ingiustizia nei miei confronti così come dover pranzare dopo le 13.00 (quando anche loro mangiano) per riuscire a capire cosa stanno dicendo le persone sedute al mio tavolo; se poi si volesse fare un sonnellino dopo pranzo non è possibile perché alle 14.00 la musica ricomincia. Ho sempre pensato che la libertà di ognuno termini dove comincia quella altrui ma ovviamente il proprietario dell'appartamento al piano di sopra non ha questo tipo di educazione visto che mi sono lamentata con lui ma continua a fare i suoi comodi. La situazione non è affatto piacevole ve lo assicuro.  Ho visto che un'altra persona Vi ha già esposto un problema analogo e francamente mi ha deluso leggere che il sunto della Vostra risposta è stato cercare di sopportare in nome del buon vicinato e mi sento di domandare a voi che razza di consulenza Vi si possa chiedere visto che oltretutto Vi sono stati chiesti gli orari in cui si possono svolgere lavori di ristrutturazione all'interno di abitazioni private facenti parte di condomini e non sono stati indicati. Io ho trovato questo Vi consiglio vivamente di volerne prendere visione... Art.38 comma 4,5, del Regolamento di Polizia Urbana SMITH12 
Gentilissima Signora…, o Smith12 come preferisce, mi domando come mai prima di esprimere i suoi commenti sulla nostra rubrica di consulenza GRATUITA, mi esponga così dettagliatamente il suo problema. Che risposta pensa le possa dare? Non so quale regolamento di Polizia Urbana, di quale comune o provincia, lei abbia consultato, poiché non essendo una legge di stato non è uguale per tutti i comuni. Se fa un giro in Internet troverà vari regolamenti di Polizia Urbana che dicono, più o meno, tutti le stesse cose, in articoli differenti, e che si rifanno, più o meno, al buon senso e agli orari canonici (anche le 7.00 del mattino nei giorni feriali!). Vuole una risposta che non la lasci perplessa? Si rivolga ad un sito di consulenza a pagamento per essere soddisfatta. E mi faccia sapere come è andata! Cordialmente, Maria Maddalena Regno  

Gentile consulente, ringraziandoLa anticipatamente per l' utilissimo servizio offerto, le sarei molto grata se potesse rispondere al seguente quesito: Ho da poco acquistato il piano inferiore di una villetta a due piani  composto da due appartamenti attigui. Ho intenzione di unire i due appartamenti tra loro confinanti in modo da creare un' unica unita' abitativa.  Mi domando se e' possibile eliminare una delle due porte di accesso alla mia abitazione murandola oppure se sono costretta a mantenere tutte e due le porte come sono. Io rifarei il muro uguale al resto delle scale e sostituirei la porta rimasta con un portoncino blindato. Devo chiedere il permesso a chi abita al piano superiore? In attesa della Sua cortese risposta, la saluto cordialmente, AMALIA
Grazie per i complimenti. Può chiudere la porta se vuole, basta che all’esterno la cosa sia “mascherata”. È  proprio convinto di eliminarla? Potrebbe lasciare le cose come stanno e murarla all’interno: i miei genitori mi hanno insegnato che quando si uniscono più case non conviene mai precludersi “vie di accesso”. Nel futuro, non si sa mai, potrebbe voler vendere le unità separate,  vero papà e mamma? 

Abbiamo da tempo recintato il nostro spazio condominiale e quindi abbiamo adibito l'area a parcheggio. Sono stati individuati 19 posti auto, non sufficienti per tutti i proprietari in quanto nel mio condominio vi sono 16 appartamenti 8 negozi e 16 garage. Vorrei sapere a chi effettivamente tocca il posto auto nel piazzale, quale legge regolamenta tale area. Sarei lieto di avere una risposta rapida, e colgo l'occasione per inviare distinti saluti. CARMINE
Purtroppo non c’è nessuna legge. Il buon senso dovrebbe prevalere. Esistendo i garage, i proprietari  potrebbero evitare di parcheggiare nel cortile e usufruire al massimo, chi lo volesse e se non bastassero a turnazione, di quelli rimasti per un’eventuale seconda macchina. È ovvio che chi non ha il garage e i negozi avrebbero al precedenza. Oppure si parte direttamente tutti con la turnazione, cosi come si dice a Roma: “a chi tocca non s’ingrugna”. 

Avrei da sottoporre alla sua attenzione il seguente quesito. Si tratta di una strada privata senza uscita che divide le proprietà di due file di villette; alcuni hanno l’accesso principale su detta strada (carrabile + pedonale) altri hanno solo un accesso pedonale secondario quasi mai utilizzato e uno non ha nessun accesso. In caso di asfaltatura di detta strada, le spese vanno suddivise in quote uguali o in base alle quote di proprietà (non esiste una tabella millesimale) o in base all’utilizzo della strada? Grazie per l’attenzione, cordiali saluti. MASSIMO 
Chi è vero utilizzatore della strada deve concorrere.

Gent.mo Avvocato, gradirei avere il suo aiuto in merito ad un problema evidenziato da un condomino nell'ultima assemblea condominiale. Il nostro condominio è diviso in due scale, e pur essendo una scala costituita da un numero di appartamenti inferiore rispetto all'altra, alcune voci di spesa, erano inspiegabilmente più alte. Andando a guardare meglio, non ci si spiegava come mai ad esempio, si pagava di più alla voce "fattura Enel forza motrice ascensore" o "fattura Enel" e si è scoperto che pur essendo le fatture veritiere, in realtà, il contatore della scala "A" era chiamato dall'Enel contatore "B" pertanto i proprietari della scala "A" pagavano le spese dell'altra scala che aveva più condomini e quindi una spesa maggiore. L'amministratore, preso atto della situazione, ha subito fatto cambiare i contatori, e ci ha chiesto "di chiudere un occhio, che dal prossimo anno si sarebbe messo tutto a posto". Poiché la fiducia riposta nei suoi confronti ha subito l'ennesimo e decisivo colpo, Le chiedo quali sono i diritti dei condomini danneggiati dalla suo poca professionalità e se abbiamo diritto ad un risarcimento del danno. DOMENICO
Beh, è una risposta quanto meno opinabile. Infatti, poiché l’errore è stato scoperto ora, nella prossima fatturazione dovrebbero essere fatti i calcoli in base alla differenza pagata questa volta.
Per la mancata fiducia nell’amministratore, non penso valga la pena di chiedere un risarcimento, ma un ammonimento certo. 

Sono un proprietario che abita in condominio. Vi sarei grato di un Vostro parere in merito ad un mio dubbio che di seguito Vi esprimo:
"Presumo(!) che le somme necessarie per la gestione condominiale messe a disposizione dell'amministratore vengano da queste raccolte in un c/c bancario in attesa di utilizzo. Nei rendiconti che l’amministratore ha periodicamente fatto (preventivi/consuntivi) non ho mai visto alcun riferimento a oneri passivi e/o interessi attivi. Non è forse diritto del condominio partecipare anche a queste poste? E se il c/c bancario in realtà esistesse ma fosse intestato
all’amministratore, è giusto che non ne renda conto ai condomini? Come si devono comportare questi ultimi? Non è possibile aprire un c/c bancario intestato specificatamente al condominio assegnando la possibilità di usufruirne da parte dell’amministratore ai fini della gestione del condominio, con l'obbligo di esibire le contabili in Assemblea condominiale?" Grazie anticipatamente per un Vostro parere. LUCIANO
Ha ragione. Ma il c/c, come lei stesso dice, potrebbe anche non esistere (consideri anche le eventuali spese per tenerlo attivo). Quindi in questo caso è ovvio che l’amministratore dovrebbe agire in altro modo. Magari preventivamente richiedere le quote ai condomini quando ci sono delle spese (quote già divise in base alle spese da affrontare) ed eventuali anticipi suoi in caso di spese straordinarie ed urgenti.
 

Gentile Avvocato, sono proprietario di un appartamento in un condominio. Un balcone di mia proprietà presenta, nella parte sottostante, delle macchie dovute ad infiltrazioni d'acqua dal balcone del condomino del piano superiore. C'è da considerare che il balcone del condomino al piano superiore presenta due strati di pavimentazione, in quanto ha realizzato la nuova pavimentazione sovrapponendola a quella preesistente, e ciò evidentemente facilita infiltrazioni d'acqua. Chi deve eliminare l'inconveniente? A carico di chi sono le spese? In che modo potrei agire, nel caso l'eliminazione del problema è a carico del condomino del piano superiore, e lo stesso si rifiuti di eliminarlo? In attesa di risposta, Le porgo Distinti Saluti CARMINE
In teoria le spese dovrebbero essere a suo carico, poiché la parte del sottobalcone è di pertinenza del condomino sottostante, ma se le infiltrazioni sono dovute ai lavori che il signore ha fatto, beh in quel caso lui ha fatto il danno e lui deve pagare. 

Salve sono Francesco e scrivo da Siracusa. Solo una domanda: un condomino può delegare l'amministratore del condominio a rappresentarlo anche quando nell'ordine del giorno è previsto sia il rinnovo della nomina che il compenso annuale? Grazie 
Un po’ di parte direi.  Consideri che di solito nelle assemblee, specie se vengono fatte di anno in anno, la parte delle dimissioni dell’amministratore sono sempre all’o.d.g., specie nei condomini tranquilli problemi non ne dovrebbero sorgere, anche se dovrebbe essere cautela dell’amministratore stesso passare le deleghe ad altri condomini.
 

Salve, vorrei porle una domanda di vitale importanza, io ho un negozio sottostante ad un condominio, per quanto riguarda le spese condominiali sono dovuto a pagarle? anche se non ho nessuna entrata e non usufruisco di nulla a parte la facciata? aspetto la vostra risposta. cordiali saluti GIUSEPPE.
Certo, lei deve pagare per tutte le spese che riguardano le parti comuni del condominio, poiché lei è pur sempre condomino.  Applicando correttamente l'art. 1123, che parla di ripartizione in proporzione all'uso che ciascuno può fare delle parti comuni però, per alcuni servizi i negozi vanno esclusi. Si pensi al citofono e all'ascensore. 

Cortesemente desidererei conoscere il Suo autorevole parere su questo punto relativo al condominio : "parti destinate all'uso comune in uso esclusivo (giardini) e a chi spetta l'onere delle spese di manutenzione" specificatamente alla potatura di alberi d'alto fusto. Grazie anticipatamente e complimenti per il sito. A.A.
Cioè nel senso che il giardino è di uso esclusivo di qualcuno, ma essendo  le piante d’alto fusto sono godute da tutti? O alla parte comune vi può accedere solo uno da casa propria? Nel primo paga solo il proprietario della parte e nel secondo essendo di tutti e non avendo colpa che non vi si possa accedere (a meno che non abbia fatto qualcosa per cui ha impedito l’ingresso  oppure ha piantato “di straforo” le “piantine”), deve pagare il condominio. 

Gentili consulenti. Nel nostro comune si è deciso di attuare la raccolta differenziata dei rifiuti. Con un ordinanza il sindaco ci impone di collocare i contenitori (circa 30) nel cortile condominiale. La maggioranza dei condomini vorrebbe collocare i contenitori tutti assieme in una estremità del cortile con concentrazione di odori e rumori  solo per gli abitanti di quella scala (il condominio ha cinque scale con le relative porticine che danno al cortile). Non sarebbe più corretto che ogni scala si mettesse i propri contenitori accanto alla propria porticina? Può la maggioranza dei condomini deliberare di collocare i propri  contenitori sotto i nostri balconi? Grazie per l'ottimo servizio che offrite alla gente. Saluti ROBERTO 
Grazie per i complimenti a noi e anche a lei, poiché ha dato un giudizio salomonico: ognuno si tenga la puzza propria! Certo che la maggioranza può deliberare di sistemare i contenitori in dati punti, specie se risultano essere un numero elevato (e 30 lo sono sicuramente) che potrebbe creare problemi e soprattutto disordine… oltre che puzza.

Salve. Io sono proprietario di un appartamento al primo piano in uno stabile di 6 piani di nuova costruzione. Possiedo un balcone di circa 10 metri e largo 2, sul quale si affaccia la cucina. Vorrei sapere se posso cucinare nel balcone con un fornellone, una piastra o un barbecue (elettrico o a gas o a legna), o se esiste un regolamento per il quale questa operazione è proibita. Distinti saluti. ROBERTO
Se il regolamento del SUO condominio non lo vieta specificatamente, lo può fare.
 

Buongiorno, sono di Pordenone, ho 25 anni. Ho recentemente acquistato un appartamento sito su una palazzina di 10 appartamenti costruita nei primi anni '70. Tutti gli appartamenti tranne 2 hanno il box auto costruito nel sotterraneo. Io che rientro in queste 2 eccezioni devo parcheggiare all'aperto. Ora volevo sapere cortesemente, se rientra nei miei diritti un posto auto sul piazzale condominiale, visto che tutto attorno alla palazzina c'è un grande piazzale asfaltato. Questo piazzale si dice sia interamente di proprietà del negozio situato al pian terreno, oltretutto il titolare del negozio è un condomino. Non so come fare per accertarmene. In ogni caso nessuno ci proibisce di parcheggiare sul retro della palazzina, dove ci sono le entrate per gli appartamenti, ma in un futuro non si sa mai cosa possa accadere, perciò sono a richiederVi una cortese risposta al mio quesito! Preciso che la palazzina è una sola compreso il negozio, il piazzale è tutto attorno e delimitato dalla strada pubblica. Grazie, distinti saluti PAOLO
Se nel regolamento di condominio la destinazione del piazzale non è a parcheggio, lei e l’altro condomino sprovvisto di box non potete parcheggiare, ancor meno se risulta essere di proprietà di un negozio. Quindi, se è di proprietà può provare a chiedere il permesso, ma la risposta suppongo sia negativa: a lui non converrebbe, perché creerebbe un precedente. Per sapere cosa può fare e soprattutto di chi sia veramente il piazzale dovrebbe sentire l’amministratore.  

Gentile consulente vorrei sapere se si può installare una parabola televisiva sul terrazzo di un condominio modificando così l’aspetto di decoro dello stesso. Grazie e distinti saluti. FABRIZIO
La domanda sorge spontanea: è un palazzo d’epoca o tutelato in vario modo? Se la risposta è negativa… non ci sono problemi.

Al 6° piano del mio fabbricato una appartamento è stato diviso. E' stata creata una nuova cucina ove era un soggiorno senza interpellare nessuno. C'era nelle vicinanze uno scarico in disuso  da molti anni, ma non funzionava, ed allora il signore ha preteso un nuovo allaccio presso un'altra colonna di scarico a spese degli inquilini sottostanti. Chiedo: per adibire a cucina un soggiorno occorre autorizzazione del comune e del condominio? la ringrazio se vorrà illuminarni  ROBERTO
Non c’è bisogno di alcuna autorizzazione, ma non capisco perché abbiano dovuto pagare i condomini sottostanti.

Abito all'ultimo piano di un condominio composto da 16 famiglie. Alcuni mesi fa la maggioranza dell'assemblea ha deliberato che erano necessari alcuni lavori straordinari come la pitturazione pareti della scala interna, pitturazione porte dell'ascensore e pitturazione finestre dei pianerottoli. A distanza di qualche mese sempre la maggioranza in sede di riunione condominiale (premetto che abbiamo un amministratore esterno) porta 3 preventivi e ne viene approvato 1, quello meno costoso. Vengono redatte le quote da parte dell'amministratore e vedo che viene suddiviso in millesimali. In 5 ci siamo opposti a questo anche perché tempo fa abbiamo installato la canna fumaria e le spese sono state ripartite in parti uguali. Come ci dobbiamo comportare in merito? Grazie della collaborazione. PIERO
Devono essere seguiti i millesimi. E’ stata sbagliata la divisione per la canna fumaria.

Devono essere seguiti i millesimi. E’ stata sbagliata la divisione per la canna fumaria. 

Buongiorno, vi sarei molto grata se risponderete a questo mio quesito. Sono proprietaria di una casa unifamiliare con giardino di circa 2.000mt nel dodicesimo municipio di Roma. Ho appena terminato dei lavori di ristrutturazione interna ed esterna con relativa DIA. Ora con i miei vicini confinanti non vi e' stato mai nessun problema e da parte nostra si e' dimostrata la massima tolleranza a tutte le loro modifiche (v. ad esempio aumento cubatura dei loro immobili grazie ai due condoni,  modifica del garage in tre mini appartamenti ed altro), questo per una scelta di quieto vivere.  Ciononostante, ci siamo visti contestare la costruzione di un barbecue in muratura (adibito da un lato anche a rimessaggio attrezzi da giardino) di altezza massima di 2mt, ben rifinito che nel punto minimo dista dal confine poco più di due metri. I confinanti che hanno contestato la costruzione sono quelli sopra citati che tra l'altro hanno recentemente chiuso parte del loro terrazzo, modificato finestre e il punto minimo di distanza della loro villetta dal confine non sono i 5 metri legali ma meno di 3 metri. Per ora ho cercato di dimostrare la nostra assoluta buona fede e la non volontà a commettere abusi, se loro vanno avanti, ho commesso qualche abuso e quindi potranno farmi abbattere questa piccola costruzione? Un ulteriore quesito: dalla nostra parte qual è il limite di altezza per il muro di cinta? Si può fare anche senza il consenso del vicino? Grazie ancora per il vostro servizio e vi invio cordiali saluti. GIUSEPPINA
Il barbecue lei lo può costruire senza problemi, perché è nella sua proprietà. Al massimo il suo vicino potrebbe contestare eventuali intollerabili immissioni di fumo, ma giusto per rompere le uova nel classico paniere. Per il muro di cinta le conviene andare a chiedere all’ufficio comunale della sua circoscrizione per essere sicura e lei lo può costruire senza il permesso del vicino, però solo se  sfrutta la sua proprietà.
 

Gentilissimo avvocato vorrei sapere alcune cose: Sono proprietario di un immobile in un condominio, il nostro condominio e intestatario di un c/c bancario dove versare le rate delle spese condominiali ordinari e straordinarie, il mio amministratore non vuole accettare assegni intestati al condominio, ma egli accetta solo contanti o assegni senza intestatario, inoltre si fa pagare euro 1 per questo tipo di versamento, vorrei sapere se questo è un abuso e come mi dovrei comportare, inoltre vorrei sapere se in assemblea condominiale quando si deve votare l'operato dell' amministratore o il rinnovo del suo mandato le deleghe fatte all'amministratore stesso sono ritenute valide, faccio anche presente che l'amministratore è proprietario di immobile nel condominio. Ringraziandola anticipatamente invio Distinti Saluti. GIUSEPPE
Se il condominio non ha un c/c intestato è ovvio che gli assegni non possano essere intestati al medesimo, perché altrimenti non sarebbero riscuotibili. Più discutibile è il fatto che l’amministratore non voglia neanche l’intestazione a suo nome. E anche discutibile che si faccia pagare un euro per la riscossione: dicesi micragnoso. Le deleghe sono valide se all’ordine del giorno si discute sul suo operato, ma è anche vero che in quel caso l’amministratore non può votare, né con il suo voto né per le deleghe. 

Nell' assemblea del 01/07/04 presenti 8 condomini su 8 viene deliberato all'unanimità che la ripartizione delle spese relative al rifacimento del tetto saranno suddivise equamente in 8 parti uguali. Il 30/11/04 alla presentazione del costo del rifacimento tetto un condomino vuole il conteggio suddiviso per millesimi adducendo che non pensava a una cosi grande differenza fra le due suddivisioni. Può il condomino fare cambiare ciò che precedentemente l'assemblea aveva deliberato? considerando tra l'altro che sono trascorsi 5 mesi? Un grazie in attesa di una delucidazione in merito. WALTER
La questione è che la spesa deve essere divisa per millesimi. Avete sbagliato il primo conteggio. Se i lavori sono già stati iniziati o addirittura portati a termine è giusto che il conteggio rimanga tale, ma ricordatevelo la prossima volta, anche perché ognuno di voi, non contento, potrebbe mettere in discussione l’operato dell’amministratore. 

Preg.ma dott.ssa le sarei grato se potesse chiarirmi il seguente quesito. Nel mio condominio, a causa di un guasto, si è reso necessario eseguire con urgenza la sostituzione del quadro di comando del movimento dell'ascensore, per una spesa di €. 3.080 che è stata divisa dall'amministratore in modo uguale fra i 14 proprietari degli appartamenti della scala, servita dall'ascensore, è corretta tale divisione capitaria, tenendo tra l'altro presente che, in realtà, gli appartamenti sono però 16, dei quali 4 sono di due proprietari (due ciascuno), che li hanno uniti internamente portandole, quindi, da quattro a due unità abitative? ringraziandola, cordialmente La saluto FRANCESCO
Sbagliato. Si deve dividere in base ai millesimi di proprietà.

Sono propretario di un appartamento lontano da dove sono domiciliato (ma sempre in Italia). Il 14/02/02 locavo l'immobiliare ad una famiglia extracomunitaria registrandolo regolarmente. Nel mese di Maggio 2004 in occasione di un viaggio vengo a conoscenza che nell'immobile vive un'altra famiglia extracomunitaria a me sconosciuta che occupa l'appartamento da circa 5 mesi. Al che ho ritenuto il contratto precedente risoluto per mancanza del conduttore e quindi redicevo un nuovo contratto. A metà ottobre vengo raggiunto da una telefonata del primo conduttore il quale reclama il possesso dell'appartamento. Considerando che:
1)     il subentro fra loro e' avvenuto in modo abusivo senza essere in alcun modo avvisato;
2)     ritenendo il primo contratto risoluto per mancanza del conduttore;
3)     ritenendo un eventuale sublocazione vietato espressamente dal contratto; 
4)     per le norme di polizia che regolano le residenze degli extracomunitari. 

Desidero essere a conoscenza di eventuali denuncie del primo conduttore che per me aveva deciso tacitamente di abbandonare l'appartamento. grazie DANIELA
Non penso proprio che il primo conduttore possa denunciarla in qualche modo perché dovrebbe dire come mai un’altra famiglia è risultata al suo posto. Ha ragione quando dice che la sublocazione è vietata, ma non lo è solo dal suo contratto, lo è dalla legge. 

Salve c'è la possibilità di essere incompatibili con la carica di amministratore condominiale? la pregherei di dettagliare il più possibile la sua risposta PEPPE
Più dettagliato di così non si può: No. 

Gentilissimi avvocati, sono proprietario di un immobile costruito, negli anni '50, in adiacenza a quello di altra proprietà. L'accesso ad entrambi gli immobili è garantito da un cancello-portone in ferro che immette in un cortile interno, diviso per proprietà. I singoli immobili sono dotati di entrate interne al cortile, distinte e separate. In tanti anni (oltre 30) detto cancello è stato mantenuto chiuso; aperto solo per garantire l'entrata e l'uscita sia carrabile che pedonale. Non esistendoci un regolamento condominiale e volendo altresì locare l'immobile per attività commerciale, esiste l'esigenza di garantire il parcheggio interno, nel lotto di proprietà, ai clienti del futuro negozio.
Per tale motivo il potenziale conduttore ha espressamente manifestato la necessità di mantenere il cancello aperto nell'orario di esercizio. Vale la pena di rappresentare che l'immobile adiacente è sede, da alcuni anni, di un negozio il cui parcheggio non è interno al cortile! Posso sperare di locare l'immobile in parola garantendo che il cancello può restare aperto nelle ore di esercizio dell'attività commerciale? Oppure l'argomento deve essere esposto più compiutamente e dunque è preferibile rivolgermi presso uno studio legale? Essendomi chiaro lo spirito di questa consulenza gratuita, anticipatamente ringrazio per il tempo dedicatomi. MASSIMO

Allora non essendoci regolamento condominiale e neanche amministratore, per evitare qualsiasi problema le converrebbe chiedere espressamente ai singoli condomini, anzi più che chiedere dire che c’è la possibilità che il portone resti aperto per consentire l’ingresso all’attività commerciale di nuova locazione. La vostra risulta essere solo una consuetudine di tenere chiuso il cancello. L’apertura in orario di esercizio non dovrebbe comportare nessuna diminuzione della sicurezza del cortile.  

Buongiorno, avrei un quesito da sottoporVi: Ho acquistato una casa in costruzione. L'appartamento è posto al 1° piano. Di conseguenza sono obbligata, per motivi di sicurezza, ad installare le grate sulle finestre. Vorrei sapere se è possibile installare una grata su un balconcino largo ca. 1,5 mt in muratura anziché sulle finestre che ci si affacciano. Ho sentito dire che per motivi di sicurezza si può fare tutto ma, prima di ordinare le grate, vorrei essere sicura di quanto mi è stato detto. Vi ringrazio anticipatamente. LAURA
Il mettere grate sulla muratura e non addosso alla finestra non è da considerare un aumento della cubatura della casa, a meno che lei poi non chiuda tutto a mo’ di veranda. 

Gentile consulente, sono proprietario di un appartamento al piano secondo di un condominio, in cui insiste un camino. La canna fumaria è di proprietà esclusiva dello scrivente e del condomino al piano terra. Tuttavia, qualche anno fa il condomino del piano attico, accedeva alla canna fumaria in parola e, da quel momento ogni volta che accendevo il camino ero costretto a spegnerlo in quanto il proprietario dell'attico di cui sopra si lamentava di immissioni di fumo. Orbene vorrei sapere da Lei cosa è possibile fare stante il fatto che vorrei utilizzare il camino de quo. In attesa di Sua cortese risposta, invio cordiali saluti. FILIPPO
Cioè la cappa è vostra, ma il proprietario dell’attico ci si è allacciato? Poco intelligente, non immaginava che il fumo gli sarebbe entrato non appena lei ne usufruiva? Comunque il furbone deve ripristinare le cose come stavano prima e pagando le spese.
 

Egr. Avv. nel mio condominio di cinque piani ci sono 3 appartamenti per piano nei primi tre piani e solo un appartamento per piano al 4° ed al 5°. Come devono essere ripartite le spese per la manutenzione ordinaria e l'esercizio dell'ascensore che serve tutti i piani? Saluti. ARNALDO SCARPA
Se il regolamento di condominio non stabilisce diversamente le spese di ordinaria manutenzione dell'impianto dell'ascensore devono essere ripartite tra i condomini proprietari dell'impianto per metà in base ai millesimi di proprietà e per metà in base all'altezza del piano. 

Abito in un condominio di 26 famiglie. La scorsa estate, su delibera dell'assemblea era stata tinteggiata la parte a nord dell'edificio. Durante l'assemblea erano state decise anche le modalità di pagamento con rate dilazionate. Poi invece le rate erano state dilazionate di un mese, due circa e di un importo considerevole che aveva messo in difficoltà la mia famiglia. Però con sacrifici  siamo riusciti a pagarle. Ora è stata richiesta una ulteriore assemblea straordinaria per la tinteggiatura della facciata sud. Io non vorrei partecipare perché ho tante altre spese relative allo stesso appartamento che ho acquistato con un mutuo che sto ancora pagando. Come mi devo comportare? Se vado all'assemblea e voto contrario ma sono in minoranza devo starci ugualmente? E se non posso pagare cosa succede? Faccio notare che gli inquilini che vogliono la tinteggiatura ormai da vent'anni in questo condominio hanno finito anche loro di pagare da poco il mutuo. Vi sarei grata se potreste rispondermi visto l'avvicinarsi dell'assemblea. Grazie LAURA
Purtroppo per la ritinteggiatura della facciata è necessaria solo la maggioranza dei condomini intervenuti all’assemblea e contemporaneamente per la delibera la maggioranza dei millesimi. Lei deve andare in assemblea e votare no. È molto importante! Se l’assemblea dovesse comunque approvare la spesa dovrà pagare, insista per un pagamento dilazionato, anche in considerazione della spesa per l’altra facciata intervenuta meno di un anno fa.
 

Buongiorno, sono comproprietaria con il mio compagno di una casa singola con giardino, e la strada per entrare nella mia casa come nelle altre 4 è privata, praticamente è stata ricavata facendo arretrare ai tempi le recinzioni per poter ricavare lo sterrato. Il proprietario della casa dopo la mia continua a lamentarsi dicendo che noi non possiamo lasciare fuori le auto perché altrimenti lui non passa, (ovviamente non è così, in quanto due auto affiancate passano tranquillamente) e che quando nevica lui non vuole passare dove c'è la neve, ma lungo la recinzione delle case. Io chiedo se è legittima la richiesta del mio vicino, se dobbiamo togliere le auto o se possiamo continuare a parcheggiare fuori dalla nostra proprietà considerando il fatto che anche il suolo che occupiamo con l'auto in teoria una volta faceva parte della nostra proprietà. Grazie aspetto una risposta con ansia (quella che mi mette il vicino) grazie.
Il “problema” è che le strade sono fatte per la circolazione più che per la sosta delle vetture. Lo stazionamento in teoria potrebbe essere tollerato se questo non inficia il passaggio di altre vetture. Voi non avete proprio modo di mettere la vostra automobile all’interno della vostra recinzione? Le due macchine posso passare, ma il passaggio è agevole? Dovete considerare quale delle due cose è meglio, il disturbo di parcheggiare dentro la vostra proprietà o l’ansia che vi mette il vicino.  Non potete parcheggiare all’interno? Non essendoci divieto di sosta il vicino deve abbozzare. 

Navigando in internet, alla ricerca di soluzioni per il mio problema, mi sono imbattuto nelle sue risposte sul condominio molto precise e puntuali e quindi vorrei esporle il mio caso: sono proprietario di una villa in un condominio di 15 ville e sono anche proprietario di un box-garage sito nel condominio parziale. Un condomino che ha anche lui il box-garage lascia liberi tre cani nella rampa di accesso per cui io non posso accedere al box se non dopo aver chiesto a lui di chiudere i cani... in più questi cani lasciati liberi 24/24 lasciano escrementi sulla rampa e nella corsia di manovra. Ho fatto una segnalazione all'amministratore chiedendogli un atto-ingiunzione, diffida extragiudiziale ma lo stesso mi ha detto che non può se non è autorizzato dall'assemblea. Sapete suggerirmi come devo comportarmi? In attesa di una risposta , ringrazio anticipatamente. Distinti saluti LUIGI
Parlare direttamente al proprietario, facendogli notare che anche se i cani sono i più mansueti del mondo, c’è chi ha paura di loro, magari circolano dei ragazzini e che poi, come dice giustamente la legge, gli escrementi dei nostri amici a 4 zampe vanno raccolti! Quindi il signore dovrebbe fare più attenzione. Se vuole evitare lo scontro diretto lo ripeta all’amministratore dicendogli che se proprio non vuole agire direttamente, può convocare l’assemblea (anche se per questo motivo non ce ne sarebbe bisogno) e chiedere a tutti i condomini. Perché non fa firmare una petizione agli altri condomini che usufruiscono della stessa rampa? 

Gent.ma, m'imbatto nel Suo sito proprio quando mi si pone un problema nel condominio: l'inquilino del piano sottostante il mio mi tartassa da tempo con telefonate in cui si lamenta di rumori provenienti dal mio appartamento dopo le 21. Rumori, lui dice, che sembrano provenire da una macchina. Io e i miei genitori, sbigottiti, prendiamo atto che di sera l'unica cosa funzionante in casa mia sono la televisione e il mio computer e che mai si è fatto andar nulla di diverso, né una lavatrice né una lavastoviglie. L'unica possibilità è che il mio computer, essendo appoggiato a terra e andando tutta la notte (funziona da server) vibri provocano chissà qual chiasso (!) a chi sta sotto. Domanda: dato che spesso si parla di "limiti di tollerabilità" in relazione ai rumori, c'è un modo per quantificarli o è una questione soggettiva, stabilita da chi eventualmente dovrà dirimere la questione? L'unica cosa che posso fare, oltre che ordinare una perizia psichiatrica ai sottostanti, è mettere sotto il PC una base di materiale fonoassorbente (che non è neanche economicissima): ma si deve arrivare a questo per simili minuzie? La ringrazio anticipatamente della risposta. ALEX
Alla faccia… l’isolamento del suo palazzo è peggio del mio! Comunque non c’è bisogno di spendere troppi quattrini, basta fare un rialzo di compensato, a vespaio, e il rumore diminuisce.  Per quanto riguarda la normale tollerabilità dei rumori, la procedura sta nel chiamare vigili e giudice e farli ascoltare, ma penso che per una cosa del genere gli riderebbero in faccia. Quindi non si preoccupi e se le dice ancora qualcosa e lei è sicuro di quello che accende in casa dopo le 21, glieli faccia pure chiamare. Farà una figura talmente barbina che la smetterà. A meno che il suo computer server non sia un armadio quattro stagioni!
 

Innanzitutto grazie per l'attenzione e complimenti per la professionalità del sito. Sono proprietario di un appartamento in cui il balcone superiore ha ceduto diversi metri quadri di intonaco lasciando scoperti soletta e ferri del cemento armato. La causa del danno è stata periziata come dovuta a infiltrazioni dal calpestio del pavimento superiore, che si trovava in uno stato di avanzato degrado (inadempienza) ma anche per altre infiltrazioni provenienti da “buchi” ben visibili e presenti da lungo tempo sulla facciata este