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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Il Consulente

 
 

Riflessioni di un avvocato sulle MISURE DISPOSTE DAL GOVERNO IN TEMA DI DANNO ALLA PERSONA E DI TUTELA RISARCITORIA DELLE VITTIME

Gianmarco Cesari

Quando siete vittime di un incidente stradale, di un errore medico, quando subite un’aggressione oppure vi trovate a soffrire per le lesioni di un vostro famigliare, o quando perdete un congiunto, avete diritto ad ottenere dal responsabile, che vi ha causato dolori e sofferenze, il risarcimento integrale del danni subiti. Avete diritto ad ottenere l’integrale risarcimento di tutti i danni subiti, di tutte le perdite subite, nessuna esclusa, avete diritto ad ottenere il risarcimento integrale del valore umano perduto; non solo quindi le perdite patrimoniali che riguardano il reddito perso, le spese di cura e straordinarie sostenute a causa dell’evento dannoso ma soprattutto la diminuzione della vostra efficienza fisica funzionale, della vostra integrità fisica e psichica, della Vostra sensibilità e personalità morale, della vostra esistenza perduta.

Quale avvocato spesso ho immaginato la mia scrivania come una spiaggia posta di fronte al mare dell’esistenza umana; approdano alla mia spiaggia sofferenze umane, gravi perdite, invalidità permanenti lievi e gravi, dolori, patemi d'animo, ansie, dispiaceri, perdite di valore umano, sangue; approdano richieste di giustizia con la speranza di ottenere una riparazione ed una soddisfazione che possa sostituire ed integrare tutte le perdite subite.
Così come la sabbia della spiaggia assorbe il mare che viene portato dalle onde che giungono alla riva così la mia scrivania assiste alla esposizione di fatti e di richieste.

Il mio ruolo di difensore dei diritti lesi mi impone di comprendere quanto più è possibile tutte le sofferenze, tutte le perdite subite per poterle poi non solo raccontare, ma soprattutto esporre e dimostrare a chi dovrà decidere in ordine alla liquidazione del danno.
Devo ottenere la massima collaborazione da parte del mio assistito leso, devo rappresentare al giudice, al liquidatore della compagnia di assicurazioni tutto ciò che quel marinaio naufrago nel mare del destino umano, da quella tempesta improvvisa che è giunta nella sua vita ha perso in modo irreparabile, non solo la sua invalidità fisica, non solo la sua invalidità psichica, ma anche la sua esistenza che non sarà più come era prima.
Purtroppo non avrò il tempo necessario per poter dimostrare tutto ciò che ha perso il marinaio, né potrò costringere il giudice a vedere come in un film una esistenza passata ed ad immaginare una peggiore esistenza futura, dovrò servirmi dei canali stretti ed angusti del processo per poter dimostrare quanta vita è stata distrutta, quanta salute è stata persa, quante speranze resteranno vane.
Documenti sanitari, testimoni, carte, rapporti, fotografie, video ..non mi bastano mai, non riesco mai a dimostrare tutto quello che vorrei dimostrare, tutto quello che ho capito che il mio assistito ha perso e che non avrà più, tutto quello che un mare in tempesta, un fulmine impietoso gli ha portato via senza pietà.

Sono un avvocato, lo devo sempre ricordare a me stesso quando vorrei fare più di quello che la legge del processo mi consente per tutelare al meglio gli interessi di colui che devo difendere.
Da avvocato allora consiglio, indirizzo e guido il mio assistito leso a rappresentare al meglio la sua esistenza persa, il valore umano perduto.
Il mio compito è quello di fargli ottenere il risarcimento "integrale" del suo danno, una riparazione monetaria, una somma di denaro che gli potrà dare una relativa soddisfazione.
Spiego che in ogni città il risarcimento varia a seconda dei criteri che sono stati scelti per valutare il danno alla persona.

Siamo a Roma, peccato, se eravamo a Milano o a Napoli avremmo potuto ottenere di più, strano ma vero in un Italia che non si mette mai d’accordo.
Assicuro al marinaio naufrago che comunque i giudici e gli avvocati insieme in venti anni di cammino giurisprudenziale hanno faticato non poco a giungere all’affermazione costituzionale del diritto inviolabile all "Integrale" risarcimento del danno.
Spiego che da poco tempo i giuristi hanno cominciato a comprendere che oltre al danno valutabile in termini medico legali si doveva risarcire anche il valore dell’esistenza perduta, non valutabile in termini medico legali.

Da oggi 29 marzo 2000 tutto è cambiato in peggio per volontà governativa.
Questo Vostro diritto al risarcimento integrale dei danni risulta drasticamente ridimensionato dal decreto legge del 28 marzo 2000 n. 70 che il Governo D’Alema ha voluto a tutti i costi pubblicare.
In quel decreto legge si parla di petroli, di benzina, di costi delle polizze di assicurazione per le auto, di trasporto ferroviario…ed inspiegabilmente si parla anche di risarcimento del danno alla persona.

Da oggi spiego in particolare, che con il decreto legge il Governo ha ridotto il ristoro dei risarcimenti cosiddetti "lievi", dimezzando i parametri attualmente utilizzati dai giudici, arbitrariamente, senza un democratico dibattito con tutte le parti e soprattutto con le parti deboli, con le vittime.
Spiego che tra le lesioni "lievi", il cui risarcimento è stato ridotto alla metà dal Governo, non rientrano solo le lesioni da colpo di frusta, ma anche lesioni importanti, quali ad esempio la perdita del gusto e dell’olfatto, la paralisi totale del nervo facciale, la perdita di un testicolo, la frattura cranica, la perdita dell’anulare destro, queste sono le "robe del genere" come le ha definite il Ministro Letta nel corso della conferenza di presentazione dell’iniquo ed incostituzionale decreto legge il 17 marzo scorso.

Spiego allora che da oggi non vi verrà dato un risarcimento per ciò che avete perduto ma un premio di consolazione che è stato arbitrariamente fissato in Lire 800.000 per ogni punto di invalidità per le lesioni che il medico legale valuterà sino al 5% della totale invalidità e Lire 1.500.000 per le lesioni comprese tra il 6 ed il 9%, per il resto, per le invalidità superiori al 9% , per quelle più gravi il peggio deve ancora venire, dato che il Governo vuole stabilire quanto assegnare per i risarcimenti dei danni secondo una tabella rigida che dovrà essere non discussa avanti alle Camere con un dibattito democratico ma decisa dai Ministri dell’Industria e della Sanità, inaudita altera parte, da oggi siamo tutti considerati in base ai parametri di valutazione attuali che avvocati e giudici hanno stabilito come vecchi di cento o di ottanta anni, la nostra età non conta più, il sesso?, nemmeno a parlarne, come se il collo di una donna fosse forte e robusto come quello di un uomo.

Il decreto legge parte dal presupposto che voi cittadini vi inventate colpi di frusta e altri tipi di lesioni al fine di ottenere lauti risarcimenti. Ma io sostengo che non è affatto vero che tutti i cittadini, come invece le assicurazioni ed il Governo cercano di fare credere, sono disonesti, come non è vero che i risarcimenti oggi riconosciuti dai giudici sono troppo elevati.
Inoltre, la restrizione dei risarcimenti è stata giustificata come a favore dell’assicurato in cambio del congelamento (per un solo anno!) delle tariffe rc auto. Invero nessun beneficio deriverà agli assicurati, perché voi cittadini avete già avuto aumentate le tariffe a Gennaio 2000.
In cambio di un "falso" blocco delle tariffe, è stata regalata alle assicurazioni la svalutazione della persona umana. Il costo delle assicurazioni e l’inflazione è stato posto a carico del danneggiato, delle vittime, avvantaggiando i danneggianti e gli autori degli illeciti.
Questo decreto legge, purtroppo, è solo un primo assaggio di future riduzioni dei risarcimenti: infatti, se venisse approvato il Disegno di Legge presentato il 4 giugno del 1999 promosso dal Governo e attualmente in esame in Senato, saranno introdotte ulteriori gravi restrizioni al diritto ad una piena e integrale tutela risarcitoria.

Tutti questi provvedimenti, attuati o in dirittura d’arrivo, trovano concordi ovviamente le Assicurazioni, che li hanno ispirati e sostenuti.
Tutto ciò non è giusto.
Voglio continuare a salvare naufraghi, non voglio vederli affogare davanti alla mia spiaggia in un mare di insoddisfazione per denegata giustizia.
I cittadini dovrebbero attivarsi contro la svalutazione del bene salute e del bene vita, contro il tentativo del Governo e delle Assicurazioni di ridurre a importi irrisori e indegni il valore degli affetti, dell'esistenza e dell'integrità fisica e psichica.
A tal fine inviate un telegramma o un fax di protesta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e di Senato, chiedendo che non sia convertito il decreto Legge 28 marzo 2000 n. 70 e non venga approvato il Disegno di Legge Governativo .AC n. 4093.
State certi, Noi avvocati stiamo facendo il possibile e più del possibile per difendere i vostri diritti, per evitare che si faccia un passo avanti per la distruzione della dignità umana.

Avvocato Gianmarco Cesari :
Componente Commissione Giustizia F.I.D.H. Federazione Internazionale per i Diritti dell’Uomo
Consigliere Dirigente Associazione Nazionale Forense - Sede di Roma
Coordinatore del Comitato aperto di 16 Associazioni Forensi e di Tutela dei Consumatori riunitesi per dire NO all’art. 3 del decreto legge 28.3.2000 n. 70 ed al disegno governativo AC n. 4093 di riforma in materia di danno alla persona e di tutela risarcitoria delle vittime.