|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopo
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

 |
Costume
|
2
SETTEMBRE 1802 nasce il cibo in scatola, più Vergine di così
Antonia
Bonomi
Da
quando si ha memoria l'uomo ha sempre cercato di conservare gli alimenti
ricorrendo all'essiccazione al sole (è stato il primo metodo e il più
naturale), all'affumicatura dopo la scoperta del fuoco, attraverso la salagione
e con olio o aceto. Ma è il 2
settembre del 1802, quando Nicolas Appert un francese cinquantaduenne molto
ingegnoso apre un
piccolo stabilimento a Massy, che nasce ufficialmente il cibo in scatola. Per la
verità non si trattava di scatole, bensì di bottiglie che, secondo
l'intuizione di Appert, riempite di cibo cotto, perfettamente sigillate e
sterilizzate termicamente avrebbero conservato fresco il prodotto. Nemo profeta
in patria, all'inizio le cose non vanno troppo bene anche perché il cibo va
spesso a male, infatti nelle parti centrali delle confezioni più grosse
non si scaldava quanto era necessario, e non sempre il sapore
corrispondeva alle aspettative. Bisogna arrivare al 1809, quando Appert riceve
una sovvenzione di 12.000 franchi dal Ministero degli Interni, somma enorme per
quei tempi, perché la produzione migliori come qualità e nel 1810 Appert
pubblica un volume sull'Arte di conservare per anni tutte le sostanze animali e
vegetali, illustrando dettagliatamente il suo metodo. Appert è un inventore di
tutto rispetto, a lui si deve anche l'introduzione della gelatina per schiarire
le bevande fermentate e la stabilizzazione del vino mediante riscaldamento, ma
poco sveglio sul piano pratico, infatti non brevetta la sua idea e nel 1810 un
certo Peter Durand, inglese, se ne appropria e incomincia a studiare il modo per
conservare il cibo in latte di metallo. Nel 1811 il suo brevetto sarà usato da
Dorkin e Hall che iniziano la produzione in scala industriale, diventando prima
fornitori della Marina inglese e in seguito dell'esercito. I francesi?
Proseguivano con le bottiglie. Intanto, il cibo in scatola incomincia ad
affermarsi anche
in Italia e sono i piemontesi i pionieri. Un certo Lancia fabbrica bue in
scatola, che fornisce ai soldati piemontesi impegnati nella guerra in Crimea,
nel 1857 è Francesco Cirio, nato a Casale Monferrato nell'astigiano e
commerciante di prodotti agricoli, a lanciare i piselli al naturale seguiti dai
pomodori. Una mano la dà anche Louis Pasteur
perfezionando i metodi di sterilizzazione, e all'esposizione di Torino
del 1865 Cirio ottiene la massima onorificenza mentre nel 1867, all'Esposizione
di Parigi, riceve premi e riconoscimenti per il suo metodo di conservazione
delle carni. Nel 1870 inizia la produzione di scatolame in territorio americano,
nel 1890 il Massachusetts Intitute of Technology codifica la temperatura
necessaria per la conservazione dei cibi, dai 104 ai 110° C a secondo delle
dimensioni delle confezioni. E il cibo in scatola ha accompagnato da quel
lontano 2 settembre 1802 buona parte della storia dell'umanità sia in tempo di
guerra sia in tempo di pace. I non più giovani ricorderanno l'invasione delle
scatolette sul suolo italico con l'arrivo degli alleati, nelle dispense c'è
sempre dello scatolame a dispetto dell'invasione dei surgelati e dei
liofilizzati. Infatti, malgrado la possibilità di reperire cibi freschi e fuori
stagione tutto l'anno, il commercio delle scatolette procede a gonfie vele se è
vero che la produzione mondiale si aggira sui 200 miliardi di pezzi annui. Per
sei miliardi di persone, niente male, non vi pare?
Perché nel titolo affermavo "più
Vergine di così"? La Vergine è il segno che segue il Leone, periodo della
mietitura, dei raccolti, dei frutti maturi, e la tradizione lo indica come segno
che si pone il problema della conservazione del raccolto, che può essere inteso
sia come metafora di ciò che è stato codificato sia in senso reale. Certo, la
data d'inizio della sperimentazione-produzione è quella, ma l'idea sarà nata
prima. Niente paura: Saturno era nella Vergine da un anno abbondante, indice di
razionalità e determinazione, facoltà mentali indirizzate alla conservazione
e, questa è bella, possibilità di successo nel commercio di articoli di prima
necessità. Più prima necessità del cibo, non so cosa ci sia. Una
constatazione: stanno ritornando in voga le confezioni di vetro, che permettono
di vedere il prodotto conservato. Che non sia una vendetta postuma del francese
Appert sull'inglese Durand che gli soffiò l'invenzione?
|