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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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Costume

 

SANTI PATRONI, SANTI PROTETTORI: chi aiuta e per che cosa (3-continua)

Vittoria Inverni

Prosegue l'elenco di malattie, accidenti e incidenti, mestieri ecc., e dei Santi Protettori che la tradizione popolare tramandata nei secoli ha eletto come intermediari, perché intercedano presso l'altissimo a favore di chi rivolge loro una supplica.

Ricordate: non è il santo "che fa la grazia", ma è il santo cui vi rivolgete che la rivolge al Signore per ottenerla a nome vostro.

PAZZIA-CARATTERI DIFFICILI-EPILESSIA

S. Acario, 27 novembre. Amico di re Dagoberto I, vescovo e amico di santi e vescovi che appoggiò nell'opera di missionariato e raccomandò, morì nel 640. Nel Medioevo la follia era detta "male del santo Acario", l'espressione francese acariatre che sta per bisbetico, scontroso deriva dal suo nome.

S. Amatore di Auxerre, 1 maggio. Pazzia ed epilessia un tempo erano considerati un tutt'uno e da questo punto, i santi sono invocati contro entrambe le patologie. S. Amatore nacque nel 344, fu maritato a una nobile e ricca signora, alla quale disse chiaramente che aveva altre intenzioni e si fece ordinare diacono. I suoi primi miracoli consisterono fra gli altri nel liberare i templi pagani dai diavoli. Divenuto vescovo compì un viaggio ad Antiochia per riportare reliquie, convertì il governatore della città e lo disegnò suo successore. Gli epilettici venivano fatti coricare sulla sua tomba perché guarissero.

S. Briaco, 17 dicembre. Briac è il vero nome, ordinato sacerdote si recò con altri in Armorica, la regione di Asterix, per convertire gli abitanti. Dopo aver costruito un monastero, si ritirò a fare vita d'eremita in una foresta. Fece miracoli risanando malati, guarendo un ossesso ecc. Si recò a Roma in pellegrinaggio e morì ad Arles nel 627. Molti centri in Francia portano il suo nome. È invocato anche contro il mal di testa.

S. Contardo, 16 aprile. Appartenente alla famiglia d'Este, rinunciò ai suoi diritti per recarsi in pellegrinaggio a S. Jago de Compostella. Giunto a Broni, vicino a Pavia, morì. Miracolosamente le campane del paese si misero a suonare contemporaneamente e un'ossessa rivelò il nome del defunto. La famiglia fu avvertita, ma i cittadini di Broni, colpiti, non vollero separarsi dal corpo.

S. Dinfna, 15 maggio. La leggenda narra che era figlia di un re, o capo tribù, pagano irlandese, barbaro e selvaggio. A quei tempi si praticavano sacrifici umani e l'incesto era una regola. Morta la madre, il padre voleva sposare lei. Segretamente cristiana, Dinfna o Dymphna, fuggì in Belgio accompagnata dal suo cappellano San Gereberno, o Gerberno. Raggiunti dagli scherani del padre furono trucidati. Gi angeli li seppellirono in due sarcofagi bianchi. Il padre pagò il delitto con la demenza precoce ad opera del demonio. Le reliquie della santa vergine e martire e del cappellano furono scoperte nel 1700 presso Anversa e da allora numerosi casi di pazzia ed epilessia sono stati guariti presso le loro tombe. È la patrona ufficiale dei pazzi, oltre ad essere invocata contro le ossessioni e il sonnambulismo. L'ospedale che fu costruito in seguito ai pellegrinaggi che venivano organizzati presso la sua tomba, è tuttora esistente ed è organizzato nel modo più moderno che si possa immaginare.

S. Egidio abate, 1 settembre. O Gilles, non si conosce l'epoca in cui visse e operò. Probabilmente era provenzale, divenne uno dei santi più popolari del Medioevo a cui furono dedicate innumerevoli chiese, oltre centosettanta nella sola Inghilterra. Si dice fosse un eremita che viveva nutrendosi solo di latte di cerva, animale che lo accompagna nell'iconografia. Secondo una leggenda, il re dell'epoca lo ferì involontariamente con una freccia e per farsi perdonare gli regalò la terra su cui stava e sulla quale costruì un'abbazia. È anche patrono degli storpi, dei mendicanti e dei pellegrini. Veniva invocato contro il delirio della febbre e la paura.

S. Elena. Vedi.

B. Gioacchino da Siena, 16 aprile. Si chiamava Chiaramonte Pelacani, o Piccolomini, e alla fine del 1200 entrò nell'ordine dei Servi di Maria come fratello laico. Una notte, per caso, si trovò in un ospizio con un epilettico, ne ebbe così pena da chiedere a Dio che gli passasse quel male. L'ammalato guarì e lui si ammalò. In seguito ebbe anche piaghe e tribolazioni che lo portarono alla morte nel 1305 o 1306.

S. Lamberto, 17 settembre. vescovo nel 1608, alla morte del re Dagoberto II fu cacciato dalla sua sede dal successore. Visse sette anni come monaco, tornò richiamato dal successivo re. Diede un grande aiuto all'apostolato di S. Villibrordo. Fu assassinato con due nipoti per avere biasimato l'adulterio del re o perché, secondo un'altra versione, i nipoti avevano a loro volta assassinato parenti del re o del suo seguito. È molto venerato in Olanda, Belgio, Germani, Austria e Francia. È invocato anche contro le malattie del pollame.

S. Valentino di Passau, 7 gennaio. Non si sa nulla di questo santo molto venerato nel Tirolo. Sembra che fosse regolarmente cacciato dovunque si recasse. È patrono tra l'altro degli animali domestici, bisognosi, pellegrini.

S. Villibrordo, 7 novembre. nato in Northumbria, figlio di un eremita che lo aveva affidato a un'abbazia, prese i voti con Wilfrido. Passò in Irlanda e nel 690, con dodici compagni, evangelizzò la Frisia e i Paesi Bassi. Fece due viaggi a Roma per ottenere la consacrazione episcopale, battezzò Pipino detto il Breve, continuò fino alla morte l'opera di evangelizzazione creando la figura del vescovo ausiliario.

S. Vincenzo Ferrer, 5 aprile. Figlio di un notaio, domenicano, predicatore, confessore della regina d'Aragona. Per avere appoggiato l'antipapa Clemente VII, in contemporanea un secondo antipapa, si richiuse in convento. Ammalatosi gravemente, tanto da essere in fin di vita, gli apparvero S. Domenico e S. Francesco che gli ordinarono di andare a predicare per il mondo. Percorse le vie dell'Europa come apostolo, predicò contro i catari e i valdesi. Fu lui ad imporre il vestito bianco e nero e una disciplina severissima a tutti coloro che lo seguivano. Predicava ed era capito da tutti, qualunque lingua parlassero. Nel 1418 cercò di fermare la Guerra del Cento Anni, ma l'anno seguente morì. Viene invocato anche contro le malattie in genere, per i campi e le vigne, contro i fulmini e i terremoti.