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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

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SANTI PATRONI, SANTI PROTETTORI: chi aiuta e per che cosa
CHI AIUTA GLI AUTOMOBILISTI? (4-continua)

Vittoria Inverni

Un lettore, Gabriele, al quale ne sono capitate di tutti i colori nell’ultimo anno, ci ha chiesto qual è il Santo protettore degli automobilisti, per potersi rivolgere a lui e invocarne la protezione.

AUTISTI ECC.

San Cristoforo di Licia, 25 luglio. Viene invocato anche contro la morte improvvisa, le malattie agli occhi, la peste, gli uragani, le tempeste; è protettore degli aeronautici, atleti, autisti, pellegrini e viaggiatori, portantini e portatori, giardinieri, ascensoristi, facchini, fruttivendoli, addetti alle poste, corrieri, barcaioli, facchini.

Dice la leggenda che era un gigantesco guerriero arruolato nelle legioni romane ai tempi di Decio, verso il san Cristoforo250. Divenuto cristiano, operò l’apostolato presso i commilitoni. Scoperto e denunciato, fu imprigionato. Per scherno lo fecero visitare da due prostitute che lui convertì, allora lo martirizzarono crudelmente, finalmente lo decapitarono. Un’altra leggenda lo vuole sempre altissimo e fortissimo, di nome Reprobo, deciso a servire solo chi fosse più forte di lui e signore sopra tutti. Servì un re, passò ad un imperatore, quando seppe che questi temeva il demonio passò a servire il diavolo. Quando seppe, poi, che Satana temeva Cristo, si mise a cercare questo Cristo per servire lui. Un eremita gli consigliò di sedersi sulla riva del fiume e traghettare sull’altra sponda tutti quelli che passavano: prima o poi sarebbe arrivato anche Cristo. Così fece. Una notte un bambino lo svegliò e gli chiese di portarlo dall’altra sponda. Così fece, ma mentre avanzava nell’acqua con il bambino sulle spalle, questi diventava sempre più pesante. Solo in virtù della sua immensa forza, Reprobo riuscì a guadagnare la riva e il bambino gli si rivelò: era il Cristo. Da quel momento Reprobo si chiamò Cristoforo, portatore di Cristo, e da allora fu invocato da tutti coloro che si mettevano in viaggio, da quelli di trasferimento vero e proprio, a…quello eterno. Nei primi secoli della cristianità, si pensava che bastasse solo un’occhiata alla sua immagine per essere liberati dalle disgrazie per tutta la giornata. Per questo era dipinta in grande sulle facciate delle chiese, perché fosse visibile anche da lontano.

Santa Francesca Romana, 9 marzo. Invocata anche contro la peste, per la liberazione dal Purgatorio, protettrice degli autisti e delle vedove.

Francesca Bussa de’ Leoni nacque a Roma nel 1384, nei pressi di piazza Navona, da famiglia importante e facoltosa. Giovane colta, a dodici anni sposò Lorenzo dei Ponziani. Fu un matrimonio imposto, chesan Francesca Romana accettò malvolentieri e solo perché convinta dal confessore benedettino. Inserirsi nella nuova famiglia fu difficile, si ammalò di anoressia. Nel 1398 le apparve sant’Alessio che le vaticinò il suo futuro: doveva glorificare il nome di Dio. Guarì, accettò il matrimonio e a sedici anni aveva già partorito i suoi tre figli. Era un momento difficile per la Chiesa, era finito il tempo chiamato della "cattività avignonese", ma c’erano due papi che si contendevano la tiara. Per tre volte gli sgherri di Ladislao di Durazzo, re di Napoli, infierirono su Roma, il marito fu ferito e rimase infermo per sempre, uno dei figli fu preso in ostaggio, i beni confiscasti e la casa saccheggiata, mentre a Roma infuriavano peste e carestia. Francesca, distribuì il poco rimasto ai poveri, si diede da fare negli ospedali cittadini, collaborò alla cacciata dei maghi e delle streghe che piombavano sulla città. Nel 1425 fondò la congregazione benedettina delle Oblate, alloggiandole in un monastero a Tor de’ Specchi, davanti al Campidoglio, dove si ritirò alla morte del marito. Si spense il 9 marzo del 1440, il 12 fu sepolta sotto l’altare maggiore di Santa Maria Nova. In vita sopportò malattie fisiche e tentazioni demoniache, guarì ammalati, resuscitò una neonata, fece ritrovare la parola ad una muta, preparava un unguento con il quale risanava gli ammalati e che fino a qualche tempo fa si preparava ancora nella pentola usata da lei. Scrisse molti trattati, fu una delle più grandi mistiche del XV secolo e questo le guadagnò l’appellativo di Romana. Compatrona di Roma, è chiamata popolarmente "la santa de’ Roma", ma è anche detta "la poverella de’ Trastevere" perché pur essendo ricca, quando ebbe diviso i suoi averi tra i poveri, andò a mendicare personalmente per dar loro da mangiare. Per la peste e le vedove è facile capire il suo patronato, ma perché patrona degli autisti? Fu Pio XII sollecitato dai romani ad elevarla a questo onore con un pretesto tirato per i capelli: perché l’angelo custode che la visitava, spandeva attorno a sé una tal luce che Francesca poteva leggere e scrivere anche di notte. E, si sa, gli autisti debbono vedere anche la notte!