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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Costume

LE STRANE VIE DELLA SANTITA'

Padre Pio, Edith Stein e gli altri.

(parte prima)

EDITH STEIN

Serenella Viviani-Antonia Bonomi

Suor Teresa Benedetta della Croce è stata proclamata santa l'11 ottobre 1998 da papa Giovanni Paolo II.

Il fatto ha suscitato scalpore poiché suor Theresia Benedicta a Cruce è un'ebrea convertita al crisitansimo.

Nasce come Edith Stein a Breslavia il 12 ottobre 1891, durante la festa dello Yom Kippur o dell'Espiazione come amerà sempre sottolineare, da famiglia ebrea osservante. È l'ultima di undici figli, il padre morirà quando ha tre anni. Nella sua autobiografia si legge che diventerà atea nell'adolescenza. A tredici anni ottiene dai familiari il permesso di digiunare fino a sera. Abitudine che manterrà sempre, anche dopo aver perso la fede e quando si convertirà al cristianesimo.

Bambina prodigio nata per la filosofia, giovanissima è affascinata dal pensiero di Edmund Husserl, padre della "fenomenologia", e ottiene dalla famiglia il permesso di recarsi a Gottingen per incontrarlo.

Viene presentata al maestro da Adolf Reinach, lo entusiasma con le sue teorie e ne diviene l'assistente e la prediletta.

I suoi maestri sono per lo più ebrei convertiti al protestantesimo, come Hussler, e al cristianesimo come Max Scheler. Quest'ultimo, con le sue conferenze religiose, aveva già provocato un gran numero di conversioni tra gli studenti.

A soli 25 anni, nel 1916, è docente universitaria.

Nel 1918 lascia il suo maestro, Husserl, perché non desidera più fare il lavoro "ancillare del riordino dei suoi manoscritti". Scrive a un amico sottolineando che non si sente adatta a una fatica che potrebbe sopportare solo se insieme potesse svolgere anche un suo lavoro individuale. " In fondo- scrive- quello che non sopporto è il pensiero di stare a disposizione di qualcuno. Posso mettermi a servire una causa, posso fare molto per amore di qualcuno, ma mettermi al servizio di qualcuno, in parole povere: obbedire, questo non posso farlo".

Nell'estate del 1921, a trent'anni, si converte al cristianesimo dopo aver letto San Tommaso d'Aquino e in una sola notte l'autobiografia di Santa Teresa d'Avila, la mistica riformatrice del Carmelo. "Ho trovato la Verità", dirà.

Il 1° gennaio del 1922 riceve il battesimo. Ha fatto tutto senza informare la famiglia, la madre che alla morte del marito si è assunta il carico di portare avanti lavoro e figli.

Colta, curiosa, studiosa è autrice di studi sulla condizione della donna che la portano dal 1928 al 1932 a tenere conferenze memorabili negli atenei europei e degli Stati Uniti.

L'essere cattolica non le fa disconoscere gli strumenti intellettuali acquisiti. Continua a studiare, a relazionare, a insegnare, a difendere come Santa Teresa d'Avila il ruolo della donna.

Nel 1932 torna all'università, ma nel 1933 le leggi razziali le impediscono di esercitare l'attività di docente.

Edith è più che mai affascinata dal Carmelo e a qualcuno la sua scelta appare come una fuga dalla barbarie che incombe sulla Germania. Ma, si dice, è probabile che abbia intuito che "la croce di Cristo stia per abbattersi sul suo popolo e come cristiana si senta pronta a immolarsi per esso".

Il 15 aprile del 1934 riceve l'abito del Carmelo e il nuovo nome, nel 1938 emetterà i voti solenni. La madre è morta e anche la sorella Rose chiede di ricevere il battesimo e di entrare nella comunità di Edith.

Il 31 dicembre del 1938 le due sorelle vengono trasferite, nel tentativo di salvarle, in un convento olandese.

Il 9 aprile del 1939 Edith redige il proprio testamento:

"Accetto fin d'ora la morte che Dio mi ha riservato, con gioia e in piena sottomissione alla sua santa volontà, in espiazione per il rifiuto della fede da parte del popolo ebraico…per la salvezza della Germania, della pace del mondo…."

Il 2 agosto del 1942 lei e la sorella vengono arrestate dalla Gestapo, nella notte tra il 6 e il 7 vengono avviate ad Auschwitz, il 9 agosto entreranno nella camera a gas. I loro corpi saranno sepolti in una fossa comune. La notifica della morte avverrà il 16 febbraio 1950.

La beatificazione prima e la santificazione poi di Edith Stein sono state motivo di malumore per gli ebrei che vi vedono il tentativo di nascondere che l'essere ebrea è stato il vero motivo dell'uccisione della Stein. La quale, non sarebbe stata dunque una martire cristiana. Aggiungendo, inoltre, che questa mossa è un tentativo da parte della Chiesa di cristianizzare l'Olocausto. Giovanni Paolo II ha così motivato la sua decisione:

" E' stata uccisa in quanto figlia di un popolo esso stesso martirizzato, è morta come figlia di Israele glorificando il suo santo nome, ma, al tempo stesso, come benedetta dalla croce".

 

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