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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Cultura

 

IL CICLO DIPINTO DELLE VOLTE
un agile volume per capire meglio ciò che ammiri alzando gli occhi, mentre visiti Galleria Borghese 

Antonia Bonomi 

5 marzo Galleria Borghese, il prof. Claudio Strinati, Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Roma, e la dott. Alba Costamagna, direttrice della Galleria Borghese, hanno presentato alla stampa un agile volume, ben documentato, ben illustrato, esauriente e contemporaneamente di piacevole lettura, frutto degli studi di Paola Mangia sulle volte dipinte che abbelliscono i saloni della Galleria Borghese.
Come ha detto il prof. Strinati, è possibile trovare la descrizione di questi affreschi in altri volumi ben più ponderosi ma che, difficilmente, un turista o chi visita una mostra porta con sé, mentre è proprio la maneggevolezza di questo volume che lo rende prezioso se si vuole capire bene il… museo nel museo. Già, perché pur avendo ricordi liceali ancora vivi, non sempre è facile distinguere Remo con l'elmo del padre Marte dal padre stesso e capire che il personaggio con l'elmo è Remo mentre quello con la lupa è il gemello Romolo, mentre è proprio distinguendo questi particolari che si apprezza meglio l'insieme della costruzione scenografica, oltre alla bellezza e alla luminosità delle opere, recuperate al primitivo splendore con il restauro del 1997.
Sfogliando il volume, una realizzazione delle Edizioni Abete per Gebart su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di Roma, si trovano notizie generali sulla Palazzina seicentesca dei Borghese, radicalmente ristrutturata alla fine del Settecento da Marcantonio IV, che ne aggiornò la decorazione interna, oltre che i giardini, seguendo un criterio di armonia, cromia e ordine anche intellettuale.    
Dopo la parte introduttiva, ecco la descrizione dei saloni: una fotografia a tutta pagina, molto chiara anche quando il… panorama è affollato, si volta la pagina e sul retro, in una sorta di negativo azzurrino,  sono identificati i personaggi, mentre il testo a lato descrive la storia di quel salone, pareti e decorazioni delle medesime, di quella volta con il nome degli autori delle varie opere, dei recuperi di reperti antichi inseriti nell'insieme.
Dopo la presentazione del libro, l'esecuzione di un applaudito Concerto di Musica da Camera, offerto dal Teatro dell'Opera, all'interno del progetto "Arte e Musica", cresci con l'arte e con la musica, una sinergia tra soprintendenze, che prevede la visita di studenti ai musei, partecipando contemporaneamente ad una lezione-concerto, sempre nei locali dei musei stabiliti, con musiche contemporanee alle opere prese in esame.
Nota personale: mentre sfogliavo il volume di Paola Mangia e mi soffermavo non solo sulle volte, che avevo sotto gli occhi, ma anche sui capolavori ivi illustrati come statue anche risalenti ai secoli avanti Cristo, greche e romane, una noterella, che si ripeteva ad ogni pagina o quasi, catturava la mia attenzione "dal 1807 al Louvre" e un pensierino maligno mi ha attraversato la mente: "Napoleone ha lasciato giusto quello che non poteva caricarsi addosso. Se dovessero renderci tutto, i nostri cugini d'oltralpe avrebbero i musei semi vuoti!".