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Anno
13
Numero
1

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Cultura

 

“L’ETA’ DI COURBET E MONET. La diffusione del realismo e dell’impressionismo nell’Europa centrale e orientale”: una grande mostra a Passariano di Codroipo (UD) aperta al pubblico sino al 7 marzo

Maria Bice BARBORINI 

Una singolare mostra dal titolo “L’ETA’ DI COURBET E MONET ", a Codroipo (UD), resterà aperta al pubblico sino al 07 marzo 2010,  presentando per  la prima volta ben 134 opere, provenienti da una trentina di musei europei ed americani, che raccontano un aspetto peculiare della cultura  figurativa europea del XIX° secolo: i rapporti tra la cosiddetta Scuola di Barbison in Francia e la diffusione del realismo e del naturalismo nei Paesi dell’Europa centrale ed orientale.
La mostra vuole sottolineare come sia indubbia e fondamentale l’influenza degli art5isti francesi del Secondo Ottocento nel mondo dell’arte in quanto sono stati i primi ad uscire dall’atelier per scendere in mezzo alla natura per rappresentarla e descriverla, non considerandola più esclusivamente un cosiddetto fondale da utilizzare per inserirvi i soggetti del quadro; d’altra parte, fu proprio a partire dagli anni Settanta a Parigi, che si affermò l’Impressionismo, quella corrente pittorica che segnò in modo fondamentale la pittura di molte tra quelle nazioni, addirittura fino al XX° secolo.
Settantotto autori saranno protagonisti di questa mostra allestita nella maestosa residenza dell’ultim doge, tra i quali accanto ai grandissimi Courbet, Degas, manet, Monet, Pissarro, Renoir, Sisley e Van Gogh, troveremo confrontarsi Basille, Ensor, Florian, Gregorewscu, Levitan, Rodakowsky, Serov e Sternen; ma il curatore della mostra, Marco Goldin,  ha voluto esaltare come l’arte francese, soprattutto grazie al contributo di Courbet e Monet, rappresentò il modello con cui pittori ed artisti europei ebbero modo di confrontarsi con spunti ideativi che fungeranno da propulsori di nuove forme artistiche innovative.
La mostra racconta questa avventura seguendo un percorso che si snoda in ben quattro sezioni, architrave di lettura di tutta la vicenda artistica,: Boschi, campagne, case; Acque; Ritratti e Natura abitata; un resoconto del grande sentimento che pervase gli artisti d’Europa della seconda metà dell’Ottocento.
La figura di Monet rimase sempre la più alta e rappresentativa di tutto l’Impressionismo francese, accanto al tema dei campi e di suoi campi fioriti, giungeranno sino a noi il rosso dei suoi papaveri e dei suoi tulipani, che sembrano ancora muoversi e piegarsi docilmente alle pressioni del vento e della natura; ma per ogni paese, dall’Olanda sino alla Russia, si scorgerà sempre quello sguardo degli artisti rivolto o lanciato verso Parigi, così scoprendo lati e sfogliando pagine inesplorate di pittura che si snoderanno ed intrecceranno nei temi e nelle figure, alla ricerca della costruzione di un nuovo sentire, mai rappresentato prima.
Senza volersi soffermare singolarmente e dettagliatamente sulle quattro sezioni della mostra, quello che interessa sottolineare e precisare è il sentimento che pervade tutti gli artisti appartenenti alla Scuola di Barbizon di Francia, quel gusto per la prima volta di volersi confrontare con la pittura in “plain air”, alla scoperta della natura solo con l’ausilio di un cavalletto, di una tavolozza e dei colori per imbrattare la tela, rinunciando alla protezione di un ambiente come l’”atelier” ed all’ausilio di fondali da utilizzare per ambientarvi le figure e le scene scelte dall’artista; esperienza sperimentata sulla scia di quanto aveva già fatto in Inghilterra Constable agli inizi dell’Ottocento, anche da altri pittori  rumeni, tedeschi ed olandesi, che si spinsero a recarsi direttamente nella foresta di Barbizon appunto per immedesimarsi in questo sentimento del culto della natura.
Ma il sentimento del naturalismo dopo essere  nato nella sua completezza nelle opere di Courbet, Daubigny, Rousseau e Diaz de la Pena, poi venne ripreso nelle opere giovanili di Monet, Sisley , Renair e Pisarro, i quali impegnati ed incrociatisi nei medesimi luoghi come la foresta Fontemblau, troveranno il coraggio e le modalità di immedesimarsi nei fruscii, colori e profumi della natura, non limitandosi soltanto ad una osservazione di venerazione distaccata della natura.
Vengono citate soltanto alcune delle opere esposte che si ritengono tra le più significative e rappresentative di questa evoluzione pittorica e del sentimento artistico volto ad immedesimarsi nella natura: “Veduta del villaggio”, 1868, di Bazille; “Autoritratto con il colletto a righe”, di Courbet; “Ritratto di Victorine Meurent”, 1862, di Courbert; “L’atelier dupeintre” di Courbet; e “Il Mediterraneo a Maguelonne, vicino Montpellier”, 1859, sempre di Courbet; “Ritratto di Bazille”, 1868, di Monet;, Donne con parasole e un bambino su un sentiero soleggiato”, 1874, di Renoir; “coltivatori di patate”, 1884 di Vincent Van Gogh.
Una mostra veramente eccitante come un tuffo per il visitatore nel sentimento della natura, inebriante di quei sapori, profumi, luci e colori che si possono vedere e sentire soltanto immergendosi totalmente ed immedesimandosi in questa grande emozione della natura.