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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

Cultura

“TUTTA PER ORDINE DIPINTA”
il ciclo dell’Eneide in mostra a Macerata fino al 21 settembre 

          “Tutta per ordine dipinta. La Galleria dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi a Macerata”, è il titolo della splendida mostra allestita alla Pinacoteca Comunale di Macerata (dove potrà essere visitata fino al 21 settembre) in coincidenza con l’avvio delEnea stacca il ramo d'oro cantiere di restauro del prestigioso palazzo settecentesco, destinato ad essere la nuova sede dei musei della città.
          
La sontuosa galleria di dipinti allestita da Raimondo Buonaccorsi agli inizi del Settecento per celebrare, con i fasti dell’eroe virgiliano, il proprio potente casato, è stata “ricreata” con un’allusiva ambientazione scenografica nella grande sala della Pinacoteca, recentemente ripristinata. Per la durata dei lavori di restauro qui trovano suggestiva collocazione i dipinti che erano un tempo a palazzo: opere di scuola bolognese, romana, veneta e napoletana cui si accompagnano i pochi restanti arredi originari della galleria: porte e portelloni elegantemente decorati.
         
Tra gli artisti, tutti vissuti a cavallo tra Sei e Settecento, figurano i veronesi Antonio Balestra e Giovanni Giorgi, i bolognesi Mercurio sveglia EneaGiovanni Gioseffo Dal Sole, Marcantonio Franceschini e Giuseppe Gambarini, i veneziani Nicolò Bambini e Gregorio Lazzarini, i romani Giacomo del Po e Nicolò Ricciolini, il pistoiese Luigi Garzi, i campani Francesco Solimena e Paolo De Matteis, il marchigiano Francesco Mancini, autore dell’unico quadro a soggetto religioso della galleria (“La Chiesa che annienta gli dei pagani”), che all’aspirazione della famiglia committente a ricercare la propria origine romana univa l’intento (determinato sia da lunga tradizione religiosa che da ambizione a ruoli di prestigio nelle gerarchie ecclesiastiche) di ricondurre l’intero progetto decorativo al significato ultimo della vittoria della Chiesa sul paganesimo. 
         
La collezione Buonaccorsi (che oltre al ciclo dell’Eneide conteneva altri capolavori) dovette godere per tutto il Settecento di una discreta fama, nei limiti del moderato richiamo e della tenue risonanza “grand touristica” che Macerata, città di transito sul facoltativo percorso Roma-Loreto-Ancona, poteva esercitare. Nel 1776, a poche settimane dalla morte del Cardinale Simone Buonaccorsi, passò per Macerata,Venere affida le armi sulla via del ritorno in patria, il Marchese de Sade, il quale visitò il palazzo ricavandone l’impressione che vi si conservassero dei quadri “abbastanza belli”. Il palazzo, inoltre, è stato anche nel secolo successivo considerato eccezionale luogo di rappresentanza, con la fuga dei suoi saloni elegantemente decorati da raffinati fregi e scene mitologiche, destinato ad ospitare personaggi di rango, come, nel 1808, Eugenio Beauharnais e, diciotto anni dopo, Girolamo Napoleone.  
         
La mostra, curata da Gabriele Barucca e Alessandra Sfrappini (cui si deve anche la cura del prezioso catalogo pubblicato dalle Edizioni Quattro Venti di Urbino), rappresenta il primo appuntamento pubblico dedicato ai nuovi musei comunali: l’esposizione dei dipinti di Palazzo Buonaccorsi, da lungo tempo inaccessibili a quanti visitavano la città e poco noti  agli stessi maceratesi; l’integrazione con quattro opere dell’originario insieme recuperate dallo Stato negli anni Settanta e concesse in prestito dalla Soprintendenza di Urbino, nonché la pubblicazione di un volume dedicato alla Galleria dell’Eneide consentono di dare un primo sguardo alle potenzialità culturali del “museo Buonaccorsi” che si dovrà realizzare. L’evento espositivo richiama l’attenzione su uno dei principali monumenti della città, pregevole esempio dell’età tardobarocca, ricco di opere d’arte che caratterizzano le diverse scuole pittoriche del tempo.
         
L’allestimento, curato dall’Associazione Arena Sferisterio, si completa con alcuni pannelli illustrativi del progetto di restauro di Palazzo Buonaccorsi e con la presentazione di alcune attività di studio e di valorizzazione del patrimonio storico artistico comunale, incluso il progetto per l’immagine coordinata e per i cataloghi dei musei.