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Numero 5
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Cultura
VESPASIANO UN
IMPERATORE MUORE IN PIEDI Un volumetto, un saggio, un romanzo
Almalinda
Giacummo
E’
stato presentato alla Libreria Archeologica di Roma questo agile volumetto,
secondo la moderatrice dell’incontro, dott.ssa Maria Rosa Patti, tascabile per
il suo formato minuto che però assolutamente non pregiudica il contenuto. Si
tratta, infatti, di un saggio sull’imperatore Vespasiano (69 – 79 d. C.)
scritto dallo storico Gianni Fazzini, conosciuto per le biografie di personaggi
sia molto noti, come Athanasius Kircher, sia di minor fama ma di uguale
interesse, come Filippo Mazzei. Ora tocca a Roma ed al
suo imperatore più discusso, il primo della dinastia Flavia che vide con Tito
ed infine con Domiziano, il ripristino dello Stato forte sia da un punto di
vista militare, sia politico sia economico.
Perché quando fu acclamato imperatore Vespasiano, un militare non certo di
molta fama e soprattutto assai prudente nelle sue scelte tattiche, secondo
qualcuno così prudente da rischiare di sembrare anche un pò pusillanime...
Roma usciva da un periodo assai travagliato dove alle follie di Nerone, suicida
per alcuni lungo la via Flaminia, erano succeduti tre imperatori nel giro di un
solo anno, il longus et unus annus,
Galba, Otone e Vitellio, con caratteri ed intenzioni assai diverse fra loro ma
con un unico risultato: una guerra civile che aveva fatto molti morti e danni
per milioni di sesterzi. Qualcuno doveva rimediare e Vespasiano non si
sottrasse: certo, si attirò le antipatie di tanti, tintori compresi per la
tassa sull’urina raccolta nei bagni pubblici di Roma, ma alla sua morte le
cose andavano decisamente meglio. Perché Fazzini rimette anche la storia
aneddotica a posto: Vespasiano non inventò i bagni pubblici, peraltro già
esistenti a Roma da tempo, ma li fece diventare fonte di guadagno!
Ma dal volume di Fazzini si comprende anche come si sia trattato di un uomo, con
pregi e difetti, assai prudente, con due figli che trattò in maniera molto
diversa ma che designò entrambi alla sua successione, con un profondo senso
dello Stato e del dovere dell’imperatore ma anche dei suoi cittadini, giusto,
sagace e ironico, anche autoironico, magari un pò fissato per i bagni freddi
che, forse, gli costarono la vita. Ma un imperatore muore in piedi e dal letto
di morte si fece sollevare appoggiandosi ad alcuni presenti...
Il libro è chiaro, preciso, ma di lettura semplice: ogni lettore può scegliere
il livello di approfondimento che preferisce. Si può leggere la trama,
approfondire alcuni temi piuttosto che altri, tradurre personalmente il latino o
affidarsi a traduzioni classiche, leggere il commento dell’autore oppure no,
perché comunque la scelta redazionale riporta il commento personale in
caratteri di minore dimensione. E la vita e la politica di Vespasiano scorrono
veloci, con qualche ripetizione che però aiuta il lettore meno esperto a non
perdersi nei meandri della politica romana, dell’economia, delle cariche
militari ed onorifiche, nella conoscenza di matrimoni, amanti, concubine, figli
e quanto altro di familiare e sentimentale abbia riguardato Vespasiano ed i
suoi, cominciando dal nonno per arrivare a Berenice ed a Domiziano.
In modo leggero, quasi romanzato ma mai impreciso o superficiale: da leggere
perché la storia può essere fatta, spiegata e letta senza risultare tediosa.
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