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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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LE CERAMICHE TARDOMEDIEVALI E RINASCIMENTALI
dal 22 luglio 2003 esposte in permanenza nel Museo del Castello di Ostia Antica
Antonia Bonomi
Grazie alla Federazione
Italiana Tabaccai, categoria che, data la lunga serie di sponsorizzazioni
vantata nessuno potrà più accusare “di vendere fumo”, dal 22 luglio sarà
possibile ammirare la Collezione di Ceramiche tardomedievali e rinascimentali
del Castello
di Ostia Antica, costituita dai ritrovamenti in loco risalenti al secolo scorso.
I frammenti giacevano nei depositi del Castello che fu di Giulio II e i
restauri, diretti da Simona Pannuzzi e condotti da Tuccio Sante Guido e altri
quattro esperti, hanno richiesto un lungo, paziente e impegnativo lavoro di
studio prima e di restauro poi per il recupero non solo delle caratteristiche,
della provenienza e della storia di ciascun pezzo, ma anche del duplice aspetto
funzionale dell’edificio: quello di residenza papale, con le maioliche di
Montelupo e Deruta, e quello della vita quotidiana del Borgo, con
ceramiche da fuoco e stoviglie di uso comune tra contadini e pescatori.
Tra le maioliche cinquecentesche esposte, in maggiore quantità risultano quelle
con decoro che ormai si attribuisce all’ambito romano, con ciotole a cerchi
concentrici, scodelle con decoro a monticelli e boccali con medaglioni al cui
interno venivano raffigurati stemmi famigliari o ritratti. Un nucleo importante
si riferisce
a ceramiche smaltate attribuite al
repertorio tradizionale valdarnese, seguono maioliche a decori di origine ligure
e derutesi, tra i quali è da segnalare un grande piatto “da pompa” con
decoro dorato, che trova confronti stringenti con un analogo esemplare
conservato al Victoria and Albert Museum di Londra.
Oltre alla ceramica da tavola, numerosi sono anche le olle e i tegami da fuoco
con interno invetriato, e alcuni esemplari d’importazione: una ciotola di
Graffita con invetriatura verde e vari esemplari di ceramica Marmorizzata, in
genere poco rappresentati nei contesti romani.
La linea di ricerca che è stata scelta nello studio delle maioliche ostiensi ha
indirizzato l’attenzione alla conservazione degli esemplari più interessanti
e di maggior pregio, i quali necessitavano di un accurato restauro che ne
preservasse in particolare i rivestimenti vetrosi molto deteriorati. Lo studio
attento e multidisciplinare su una vasta campionatura di frammenti ha permesso
di formulare l’ipotesi, quanto mai verosimile, che anche campioni con decori
cinquecenteschi attribuibili ad ambiti extra-regionali siano in realtà stati
fabbricati a Roma, o nell’area romana.
Grazie
all’appoggio dello sponsor, che ha raccolto l’appello della Soprintendenza
per i Beni Archeologici di Ostia, è ora possibile ammirare non solo i pezzi in
tutta la loro bellezza, ma vederli nella loro sede originale con l’apertura di
un allestimento permanente in un sito, il Castello di Giulio II, splendido ma
poco conosciuto dai romani stessi.
Grazie alla musealizzazione delle ceramiche, ora sarà possibile visitare anche
parti del Mastio prima inaccessibili.
Le visite saranno guidate per gruppi da 1 a 30 e la cadenza sarà di un’ora,
perché il sito è vasto e l’esposizione si avvale di pannelli illustrativi.
Come ha argutamente risposto ad un interlocutore la Soprintendente Anna Gallina
Zevi, chi arriva troppo presto o troppo tardi per unirsi ad un gruppo non si
deve preoccupare: nel borgo c’è molto da vedere, a cominciare dalla Chiesa di
Santa Aura.
Un particolare che dovrebbe allettare è che l’ingresso è gratuito.
Castello del Borgo di Ostia
Antica Piazza della Rocca, 16
Informazioni 06/56.35.80.24-13
Orario tutti i giorni 9.00-13 martedì e giovedì aperto anche dalle 14.30 alle
16
chiuso il lunedì
Catalogo Campisano Editore
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