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Anno
10
Numero
13

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Cultura


ORGOGLIO E PREGIUDIZIO 

Almalinda Giacummo 

Orgoglio e pregiudizio è un romanzo dalla vita difficile: nato dalla rielaborazione di un precedente scritto, Prime impressioni, dell’inglese Jane Austen, fu terminato nel 1797 ma non venne pubblicato che nel 1813. Nonostante tutto, fu il romanzo della Austen che ottenne il maggior successo, sia per la facilità di lettura e la vivacità dei dialoghi sia per la trama intrigante. L’ambiente è quello di una buona famiglia della provincia inglese dell’ottocento, i Bennet, descritta in modo oggettivo e con molto senso dell’ironia. I protagonisti: la madre, padre e cinque figlie. A causa dell’inalienabilità delle sue proprietà, che andranno in eredità ad un cugino, tal William Collins, la famiglia è nei guai: occorre trovare mariti “buoni” per le cinque ragazze. Un primo uomo è Charles Bingley, ricco scapolo che si stabilisce con le due sorelle a Netherfield, vicino ai Bennet, insieme ad un amico nonché figlio della sua patronessa, Fitzwilliam Darcy. Bingley si innamora corrisposto della più grande delle ragazze Bennet, Jane, mentre Darcy è attratto dalla vivacità e dall’intelligenza di Elisabeth, la seconda sorella. Questa, però, viene fuorviata dai pettegolezzi di un tal George  Wichkam e dalla mal celata timidezza dello spasimante durante un ballo: insomma, respinge il povero Darcy. Ma quest’ultimo si dimostra ancora meno furbo quando, d’accordo con le due sorelle dell’amico, cerca di farlo separare dal Jane. Collins intanto, forse per cercare di far restare in famiglia il patrimonio, chiede la mano di Elisabeth, che però respinge anche lui: allora Collins corteggia e sposa una sua amica, Charlotte Lucas. Una sera, dai Collins, Elisabeth incontra nuovamente Darcy: questi ancora le chiede di sposarlo, ma lei gli rinfaccia il suo comportamento nei confronti della sorella e lo rifiuta nuovamente. Darcy, però, è veramente innamorato e le scrive una lettera spiegandole il suo punto di vista e informandola del fatto che Wichkam ha sparlato raccontando frottole. Il loro rapporto diventa comunque meno teso solo in occasione del viaggio di Elisabeth a Pemberley, dove i due riescono a fare quasi pace. Wichkam continua comunque a mettere zizzania e il guaio più grosso lo combina scappando con Lydia, una delle sorelle più giovani. A quel punto Darcy si impegna per rintracciarli e, alla fine, riesce a convincere il fuggiasco a sposare la ragazza. Elisabeth si convince finalmente della sua sincerità e lo riaccoglie. Il romanzo termina con il doppio matrimonio, quello di Elisabeth e dell’altra riappacificata, Jane. In pratica, si tratta di ragazze di buona famiglia ma sostanzialmente povere che devono sposarsi ed anche “bene”, quindi in una situazione che appare umoristica ma che, a ben vedere, è alquanto drammatica: Charlotte Lucas sposa un insopportabile Collins perché probabilmente è la sua ultima speranza di non restare una povera zitella, mente la Lydia corre sicuramente un bel rischio scappando con Wichkam senza la garanzia di un matrimonio. Alla fine la morale spunta in tutto il suo impeto: Elisabeth comprende che bisogna tener conto comunque della società, anche se questo può far soffrire e può non sembrare la cosa più giusta, mentre Darcy impara che lasposizione sociale non è sicuramente tutto e che i sentimenti spesso possono e devono valere molto di più.
Si tratta in buona sostanza di un bel romanzo, semplice ma intelligente, scritto con una freschezza che ne fa sicuramente una lettura piacevole. Ai più pigri si può consigliare uno dei tanti film: il più bello è quello interpretato da Greer Garson e Laurence Olivier, del 1940, così ben diretto da aderire perfettamente allo scritto della Austen e da meritare l’Oscar per le scenografie di Gibbons e Groesse.