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Anno
10
Numero
29

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Cultura

 

LE ORME DEL LUPO

Almalinda Giacummo

«DEDICATO A TUTTI COLORO CHE HANNO UN SOGNO NEL CASSETTO CON L’AUGURIO CHE CAPITI L’OCCASIONE DI RIPESCARLO E FARLO VOLARE» 

Questa la dedica di una piccola raccolta di racconti, orme che ciascuno degli autori, ben dodici, ha lasciato dietro di sé, impresse sulla carta, magari da anni, magari scritte di Le orme del lupogetto, anche per iniziative ben diverse come, nel caso di Carbonica, per aiutare persone dislessiche.
Gli stili sono diversi, qualcuno pecca di un po’ di troppa presunzione perché, in effetti, per scrivere ci vuole un po’ di presunzione, qualcuno pur ci leggerà… E se il noir lascia diversi punti interrogativi, la fantasia di Muhuk e di Carbonica divertono e lasciano un po’ di amaro in bocca, con numerosi spunti sui quali riflettere. Piacevoli le ricostruzioni preistoriche, precise, forse un po’ prolisse ma efficaci per portare il lettore in un tempo tanto distante da qui. Ben  più attuale il giornalismo, anche qui con quel filo di sospetto che spesso ci accompagna quando vediamo un telegiornale o leggiamo un articolo: ma sarà accaduto veramente come ce lo raccontano oppure… Ma quelle immagini non le ho già viste? A volte sembra di vedere un vecchio film western, dove cadeva ferito dal cavallo sempre lo stesso indiano… Così come attuale è il racconto che parla degli scrittori provetti che… non sono mucche da mungere! Ci sono racconti sullo spirito e l’anima, simili a molti telefilm che parlano degli stessi argomenti: si leggono, ti fanno magari pensare di avere avuto un’altra vita ma restano sulla carta, almeno per la maggior parte della gente, anche se io spero di avere un angelo custode o qualcuno che comunque mi voglia bene e vegli su di me. Quello a sfondo astrologico lascia sicuramente il tempo che trova. Chiudono il libro Kevin e la sua disastrata ma purtroppo comune famiglia e il caso di omicidio: fin troppo attuali, ben scritti, semplici e senza eccessive pretese.
Alla fine della lettura si ricordano meglio i testi semplici, chiari, senza tentativi di colpire per forza con straordinari voli pindarici, scritti per il piacere prima di tutto personale dello scrittore poi per essere di godimento per gli altri. E secondo me tante cose si capiscono anche dal curriculum di ogni singolo scrittore, alcuni così prolissi nel parlarsi addosso da risultare quasi noiosi, altri così sintetici da sembrare eccessivamente modesti, salvo poi rivelarsi molto presi di sé.
Comunque un buon libro, i cui proventi tra l’altro non vanno ai singoli autori ma all’associazione Lupo della steppa ed alle sue iniziative: l’edizione è a cura di Del miglio editore.