prima paginaPrima pagina
editorialeEditoriale
attualita'Attualità
culturaCultura
costumeCostume
spettacoloSpettacolo
personaggiPersonaggi
turismoTurismo
medicinaSalute
sportSport
agendaAgenda
oroscopiOroscopi
curiosita'Curiosità
consulenteConsulente
giardinaggioGiardinaggio
cucina
Cucina
dentino avvelenatoDentino avvelenato

linkI nostri link
e-mailE-mail


Anno
11
Numero
39

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Cultura

 

BOLDINI MON AMOUR A MONTECATINI TERME
fino al 30 dicembre presso le ex Terme Tamerici

Almalinda Giacummo

Che il rapporto fra uno degli indiscussi protagonisti dell’arte mondiale a cavallo fra ottocento e novecento e la figura femminile fosse assai stretto non era difficile da capire: Giovanni Boldini, Giovani donne sedute, olio su tavola, 1904 c., cm 26,7x34,9 le donne di Boldini sono sensuali, romantiche, a volte quasi lascive, con quell’essere spesso adagiate all’indietro con aria trasognata. Ma questa mostra di Montecatini Terme, ospitata presso il Polo espositivo creato all’interno dell’ex complesso termale Tamerici, riunisce alcuni capolavori noti ed altri inediti, molti schizzi a matita, appena tracciati spesso su carta comune ma  sempre di grande impatto visivo, fotografie di alcuni protagonisti della sua vita e biglietti da visita di personaggi più o meno famosi che ebbero a che fare a vario titolo sia con la famiglia costituita da un ormai anziano Boldini con la giovanissima moglie piemontese Emilia Cardona, sia dalla stessa Emilia con l’amante e poi nuovo marito Francesco La Monaca, aprendo uno scorcio singolare sulla vita privata di personaggi pubblici e famosi. Uno spaccato di vita assai interessante e moderno.
E la bellezza per Boldini era anche una ricerca dell’interiorità, attraverso una profonda ricerca psicologica sui suoi personaggi, sulle sue modelle, dando forma “ad un modello di grazia idealizzato, del tutto rispondente all’avvenenza aristocratica ed emancipata dei tratti di Berthè, la sua prima modella e amante francese”, così commenta il curatore della Giovanni Boldini, Busto di giovane donna su fondo rosa, olio su tela, 1912 c., cm 50x38 mostra Tiziano Panconi.
Tanto da far capire spesso attraverso gli stessi quadri il tipo di rapporto, con storie d’amore vere o presunte, passioni e relazioni, che dietro ad ognuno di essi si sono potute avere.
L’artista ferrarese ebbe contatti con i Macchiaioli del Caffé Michelangelo di Firenze, anche se la sua fama è più legata all’opera come ritrattista, soprattutto dopo il 1871 quando si stabilisce a Parigi e diventa l’indiscusso artista delle belle donne, ed anche di quelle che sono meno belle ma che con il suo pennello acquistano ugualmente un fascino tenue ed incentrato su particolari come le mani o le braccia.
Una sorta di confronto, anche se il termine non è dei più esatti, viene poi proposto con alcuni dei pittori a lui contemporanei di maggiore spicco, quali lo Zandomeneghi, il Picabia, De Nittis, Corcos, Helleu, Signorini, Banti, attraverso l’esposizione di quadri di bellezza indubitabile come Davanti allo specchio dello Zandomeneghi e La signora dal paravento di De Nittis.
Mostra da non perdere perché Boldini ha realizzato ritratti di una bellezza incomparabile, che da soli parlano dei personaggi, lasciando ben poco spazio ad altri discorsi, soprattutto moralistici. La sensualità fa da filo conduttore, anche  gli spettatori di un teatro hanno un ché Giovanni Boldini, Ritratto di mademoiselle De Gillespie, olio su tela, 1912 c., cm 131x98 di intrinseco, sottolineato dalla parte terminale di uno strumento dell’orchestra che appare dal lato sinistro del quadro, statico nel movimento  del pubblico.
L’allestimento ha qualche lacuna, l’illuminazione costringe a fare lo slalom per vedere il quadro senza avere “spari” di luce negli occhi, non ci sono appigli didattici cui relazionarsi e le didascalie risultano carenti, ad esempio non riportano la data, vera o presunta, di esecuzione delle varie opere, a meno che la stessa non sia riprodotta sul quadro medesimo, per non dare adito a confutazioni o critiche...
Il catalogo è opera di mastodontica complessità, con immagini splendide e… mole da pesista che in un certo senso giustifica il prezzo di copertina. La sede espositiva, le ex Terme Tamerici, il cui ruolo dovrebbe essere quello di legare luogo e pittura nel medesimo tempo, purtroppo lascia intendere in quale stato decadente si trovino molti beni culturali in Italia, prossimi allo sfacelo, tenuti insieme con la colla e lo schotch...