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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Cultura
BOLDINI
MON AMOUR A MONTECATINI TERME
fino al 30 dicembre presso le ex Terme Tamerici
Almalinda
Giacummo
Che
il rapporto fra uno degli indiscussi protagonisti dell’arte mondiale a cavallo
fra ottocento e novecento e la figura femminile fosse assai stretto non era
difficile da capire: le
donne di Boldini sono sensuali, romantiche, a volte quasi lascive, con
quell’essere spesso adagiate all’indietro con aria trasognata. Ma questa
mostra di Montecatini Terme, ospitata presso il Polo espositivo creato
all’interno dell’ex complesso termale Tamerici, riunisce alcuni capolavori
noti ed altri inediti, molti schizzi a matita, appena tracciati spesso su carta
comune ma sempre di grande impatto
visivo, fotografie di alcuni protagonisti della sua vita e biglietti da visita
di personaggi più o meno famosi che ebbero a che fare a vario titolo sia con la
famiglia costituita da un ormai anziano Boldini con la giovanissima moglie
piemontese Emilia Cardona, sia dalla stessa Emilia con l’amante e poi nuovo
marito Francesco La Monaca, aprendo uno scorcio singolare sulla vita privata di
personaggi pubblici e famosi. Uno spaccato di vita assai interessante e moderno.
E la bellezza per Boldini era anche una ricerca dell’interiorità, attraverso
una profonda ricerca psicologica sui suoi personaggi, sulle sue modelle, dando
forma “ad un modello di grazia idealizzato, del tutto rispondente
all’avvenenza aristocratica ed emancipata dei tratti di Berthè, la sua prima
modella e amante francese”, così commenta il curatore della mostra
Tiziano Panconi.
Tanto da far capire spesso attraverso gli stessi quadri il tipo di rapporto, con
storie d’amore vere o presunte, passioni e relazioni, che dietro ad ognuno di
essi si sono potute avere.
L’artista ferrarese ebbe contatti con i Macchiaioli del Caffé Michelangelo di
Firenze, anche se la sua fama è più legata all’opera come ritrattista,
soprattutto dopo il 1871 quando si stabilisce a Parigi e diventa l’indiscusso
artista delle belle donne, ed anche di quelle che sono meno belle ma che con il
suo pennello acquistano ugualmente un fascino tenue ed incentrato su particolari
come le mani o le braccia.
Una sorta di confronto, anche se il termine non è dei più esatti, viene poi
proposto con alcuni dei pittori a lui contemporanei di maggiore spicco, quali lo
Zandomeneghi, il Picabia, De Nittis, Corcos, Helleu, Signorini, Banti,
attraverso l’esposizione di quadri di bellezza indubitabile come Davanti allo
specchio dello Zandomeneghi e La signora dal paravento di De Nittis.
Mostra da non perdere perché Boldini ha realizzato ritratti di una bellezza
incomparabile, che da soli parlano dei personaggi, lasciando ben poco spazio ad
altri discorsi, soprattutto moralistici. La sensualità fa da filo conduttore,
anche gli spettatori di un teatro
hanno un ché di
intrinseco, sottolineato dalla parte terminale di uno strumento dell’orchestra
che appare dal lato sinistro del quadro, statico nel movimento
del pubblico.
L’allestimento ha qualche lacuna, l’illuminazione costringe a fare lo slalom
per vedere il quadro senza avere “spari” di luce negli occhi, non ci sono
appigli didattici cui relazionarsi e le didascalie risultano carenti, ad esempio
non riportano la data, vera o presunta, di esecuzione delle varie opere, a meno
che la stessa non sia riprodotta sul quadro medesimo, per non dare adito a
confutazioni o critiche...
Il catalogo è opera di mastodontica complessità, con immagini splendide e…
mole da pesista che in un certo senso giustifica il prezzo di copertina. La sede
espositiva, le ex Terme Tamerici, il cui ruolo dovrebbe essere quello di legare
luogo e pittura nel medesimo tempo, purtroppo lascia intendere in quale stato
decadente si trovino molti beni culturali in Italia, prossimi allo sfacelo,
tenuti insieme con la colla e lo schotch...
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