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Anno 11
Numero 30
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
CHAGALL. Le anime morte, in mostra ad Orta San
Giulio fino al 16 novembre
A Palazzo
Penotti Ubertini, uno dei capolavori incisori del maestro russo: i 96 fogli
ispirati al celebre romanzo di Gogol’
Le settecentesche sale di Palazzo
Penotti Ubertini a Orta San Giulio (Novara), ospiteranno dal 27 luglio al 16
novembre 2008 il ciclo completo delle 96 incisioni (acqueforti e acquetinte) di Marc
Chagall che illustravano il romanzo Le anime morte di Gogol’.
Organizzata dall’Associazione Culturale
Overview e curata da Flavio Arensi, la mostra intende far conoscere al grande
pubblico uno dei capolavori grafici del Novecento, senza dubbio la più
importante opera incisa di Chagall.
Nella parole di Luca Caramella, presidente di
Overview: “Presentando il capolavoro incisorio di Marc Chagall, Le anime morte, si da il via ad un nuovo progetto che nasce ad Orta
ed inaugura un affascinante spazio espositivo cittadino: Palazzo Penotti
Ubertini. Aggiungendosi alle iniziative di Ortissima Percorsidorta, che
quest'anno omaggia il genio di Arnaldo Pomodoro, l'esposizione delle novantasei
incisioni del maestro russo sono il primo appuntamento di un calendario annuale
che intende portare in questa città mostre di importanti autori della
contemporaneità, seguendo non soltanto le loro vicende artistiche, ma cercando
di studiare il senso del nostro vivere il tempo presente”.
“Le anime morte sono uno dei capolavori del
Novecento che siamo felici di poter ospitare a Orta San Giulio, nella splendida
cornice di Palazzo Penotti Ubertini – ha affermato Stefano Cusinato,
sindaco di Orta. La nostra comunità è ormai abituata a custodire le opere dei
più importanti autori del nostro tempo, ponendole come elementi di dialogo col
territorio e con gli ospiti che raggiungono le sponde del nostro Lago”.
Le anime morte è il titolo del romanzo incompiuto di Nikolaj Gogol’, composto
prevalentemente a Roma nel corso di oltre quindici anni di lavoro. Il racconto
si svolge intorno alle avventure del truffatore Čičicov, modesto
proprietario terriero che tenta di fare fortuna con mezzi disonesti e percorre
la campagna russa per comprare, da altri proprietari, le “anime morte”,
ossia i nomi dei servi della gleba deceduti dopo l’ultimo censimento. A quei
tempi infatti il patrimonio terriero veniva calcolato sul numero di “anime”
possedute dai proprietari ed è questo numero che permette a Čičicov
di ottenere dalle banche prestiti consistenti.
Le tavole incise di Chagall rileggono il testo di Gogol’ e nel contempo
disegnano un viaggio nei territori dell’umanità, con ampi richiami ai
paesaggi russi, ai personaggi della madrepatria.
Fu proprio Chagall, nel 1923 a Parigi, a proporre all’editore Ambroise Vollard
- che lo aveva contattato
con una richiesta diversa, quella di illustrare un libro per l’infanzia - di
corredare figurativamente Le anime morte di Gogol’.
Chagall incise le prime lastre nel 1924, concludendole verso la fine del 1925, e
stampandole nel 1927 presso la calcografia Fort per l’editore Ambroise Vollard.
Quest’ultimo, pur entusiasta del risultato, continuò a rimandare la
pubblicazione dei libri, fino al sopraggiungere tragico della sua morte. Fu
Stratis Eleftheriades detto Tériade, editore di origine greca, a terminare il
monumentale progetto, il 28 ottobre 1948, a Parigi.
Accompagna l’esposizione un catalogo Allemandi.
Note biografiche
Marc Chagall nasce a Vitebsk (Bielorussia) il 7 luglio 1887 da una famiglia di
religione ebraica lituana di stretta osservanza, matura la sua prima formazione
artistica San Pietroburgo: insoddisfatto dal clima culturale russo e affascinato
dall'arte occidentale di Cézanne
e Matisse, nel 1910 decide di trasferirsi a Parigi e lì rimane fino al 1914. In
questo periodo, domicilia in un atelier del Passaggio Danzica, dove vivono anche
Soutine e Modigliani. Partecipa a numerose esposizioni, come il Salon des Indepéndents
e il Salon d'Automne. E' questa la stagione in cui dipinge alcune delle sue
opere più famose, come A la Rusie, a les ânes, at aux autres, Le peintre et sa
fiancée, Le Violiniste. In Francia, dove entra in contatto con artisti e uomini
di cultura, vive una stagione felicissima, nella quale nascono i suoi primi
capolavori: solo parzialmente influenzati dal cubismo, in quegli anni movimento
dominante nell'arte parigina, essi rivelano già quell'interesse totalizzante
per il lato invisibile, spirituale e illogico della realtà che sarà la cifra
stilistica costante della sua intera produzione. Dopo la sua prima personale a
Berlino, nel 1914, ritorna a Vitebsk dove sposa Bella, conosciuta nel 1909.
Apprezzato dalla nuova nomenclatura russa, Chagall diviene direttore della nuova
Accademia di Vitebsk e gli viene dedicata una sala all'Hermitage di San
Pietroburgo. In Russia, dopo la Rivoluzione d'ottobre Chagall apre una scuola
d'arte a Vitebsk, presto abbandonata per trasferirsi a Mosca: nella capitale
realizza la decorazione del Teatro Ebraico (1919-20), impresa che è considerata
tra i suoi maggiori capolavori. Nel 1922, grazie all'aiuto dell'ambasciatore
lituano a Mosca, riesce a lasciare la Russia per trasferirsi prima a Berlino,
poi a Parigi. La capitale francese è la città nella quale sceglie di
stabilirsi, e in Francia rimarrà, salvo una parentesi americana, fino al
termine della sua vita. Nel maggio del 1920 si trasferisce a Mosca, dove rimane
fino al 1922, anno in cui si trasferisce a Berlino. L'anno seguente eccolo di
nuovo a Parigi. Qui si incontra con Ambroise Vollard e per lui esegue le
incisioni per le Anime morte di Gogol e per le Favole di La Fontaine. Tra il
1925 e il 1932 Chagall si dedica particolarmente al lavoro su carta: realizza
tempere, acquarelli e soprattutto incisioni destinate a culminare nel celebre
ciclo di illustrazioni per la Bibbia. Nel corso degli anni Trenta ottiene i più
prestigiosi riconoscimenti europei, mentre a partire dal 1941 (l'anno nel quale,
costretto dalla guerra, l'artista abbandona Parigi per emigrare negli Stati
Uniti) anche i musei e l'opinione pubblica d'oltreoceano cominciano a
tributargli enormi onori. Al termine della guerra, Chagall torna stabilmente in
Francia, a Vence, dove vive anni particolarmente fecondi, durante i quali si
dedica anche alla ceramica e alla scultura. La sua opera, intrisa di uno
spiritualismo che rivela una matrice insieme russa ed ebraica, costituisce
l'espressione visiva di un ricchissimo mondo interiore: un fantasmagorico
universo di emozioni, un caleidoscopio d'immagini reali e fantastiche, talvolta
velato da un lirismo nostalgico, che sembra nascere quasi spontaneamente dal
pennello. Il suo linguaggio atemporale, eterno come l'animo dell'uomo e la
poesia dello spirito, riesce più di ogni altro a raccontare i sogni e a dare un
volto alle speranze. Durante la seconda guerra mondiale, Chagall emigra negli
Stati Uniti per problemi razziali, dal 1941 al 1948. Tornato in Francia,
partecipa alla XXV Biennale, dove riceve il premio per l'incisione, con alcune
tavole della Bibbia - non ancora edita - e si trasferisce nel 1950 a Vence. Nel
1955, inizia in forma organica il ciclo di opere pittoriche di una certa misura,
in un certo modo inaugurato da La Bibbia incisa e dai bozzetti preparatori, sul
Messaggio biblico, che confluisce nel Museo Nazionale Messaggio Biblico di
Nizza, a lui dedicato. Marc Chagall muore il 28 marzo 1985, a Saint Paul de
Vence.
Palazzo Penotti Ubertini
Palazzo Penotti Ubertini sorge al
centro dell’abitato di Orta San Giulio. L’edificio presenta un frontale
imponente, con due balconi nel corpo centrale e un ampio portone attraverso al
quale potevano transitare carrozze e cavalli. Splendido l’interno del primo
piano con grandi saloni; qui s’incontra l’atrio, le cui pareti sono
abbellite da armi antiche e da ritratti di personaggi storici legati alla storia
dello stesso palazzo. Le sale sono ornate da stucchi, mentre i soffitti sono a
cassettoni decorati, ancora conservati in buono stato.
I camini sono la caratteristica saliente di questo Palazzo: in particolare,
quello in marmo bianco, sovrastato da un bel ritratto di un membro di Casa
Savoia. Nella stanza verso nord ritroviamo un altro camino, questa volta
cinquecentesco, in pietra serena, sovrastato a centro dallo stemma visconteo e
di casa Penotti.
Circa l’erezione del Palazzo sappiamo che i Fortis o de Forte ebbero la casa
da Francesco della Croce, erede di Francesca Gemelli: la casa dovette essere
originariamente dei Gemelli e pare che il costruttore sia stato Paolo Gemelli,
che la fece erigere nel primo decennio del secolo XVIII e fu terminata nel 1746:
una riprova del possesso dei Gemelli è la presenza dallo stemma di casa Gemelli
che si scorge in mezzo a un grazioso arco sulla Motta, contiguo al Palazzo
Penotti. Dal costruttore Paolo Gemelli il Palazzo passò per eredità ai De
Forte, che qui si rifugiarono durante la ventata napoleonica, provenienti da
Venezia. In particolare a Marco Antonio De Forte, che fu Procuratore generale
della Lombardia e per il suo talento e per i servigi resi ebbe il titolo di
Barone e quello di Commendatore della Corona di Ferro.
Il Palazzo passò poi ai Penotti, famiglia di notai e giureconsulti della
riviera d’Orta. Dal matrimonio del loro figlio Marco Antonio Penotti con l’ortese
Maria Ubertini, l’edificio passò in eredità alla famiglia Ubertini, attuali
proprietari che hanno da poco avviato una notevole opera di restauro
conservativo, per riportare il Palazzo alla sua primitiva bellezza.
Orta San Giulio (NO), luglio 2008
MARC CHAGALL
Le anime morte di Gogol’
27 luglio - 16 novembre 2008
Orta San Giulio (NO), Palazzo Penotti Ubertini
(via Caire Albertoletti)
Orari: dal 27 luglio al 14 settembre
dal lunedì al giovedì 10.00 – 22.00
venerdì, sabato e domenica 10.00 – 23.00
dal 15 settembre al 9 novembre:
da martedì a giovedì 10.00 – 19.00
venerdì, sabato e domenica 10.00 – 23.00
lunedì chiuso
Biglietti: intero € 7,00; ridotto € 5,00;
Catalogo Allemandi (pp. 144)
Per informazioni: info.overview@gmail.com
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