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Anno 11
Numero 47
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
ANTONIO ALLEGRI detto
CORREGGIO
in mostra a Parma la più importante retrospettiva
sul grande pittore del Rinascimento, fino al 3 marzo 2009
Almalinda
Giacummo
Dal
20 settembre apre i battenti questa grande ed in parte inamovibile mostra sul
Correggio, completa, affascinante, impegnativa ed entusiasmante, solo per usare
alcuni aggettivi
che rendano la dimensione dell’avvenimento. Parma rende omaggio ad un artista
che non è conosciuto come dovrebbe, a volte dimenticato, soprannominato il
Pittore della Luce per l’uso sapiente che della stessa fa, rispettandola,
usandola, quasi piegandola alle sue esigenze o piegandosi lui stesso alle sue
sfumature.
Sede principale della mostra sarà il Palazzo della Pilotta, dove saranno
esposte le opere mobili del Correggio provenienti da molte parti d’Italia e
dall’estero, per spiegare e far conoscere il percorso umano e quello artistico
intrapresi dal grande pittore, nato grossomodo nel 1489 nella stessa Correggio.
Attraverso gli studi preparatori alle sue grandi opere, tra idee diverse e
tentativi, prove e prassi esecutiva si avrà la più ampia comprensione del fenomeno
artistico Correggio, nella sua sensualità, resa palese da quei sorrisi famosi
dei suoi personaggi, oltre che dalla setosità dei capelli, dalla sensazione di
percepire profumi, di poter toccare la pelle delicata e volare fra le nuvole di
cieli multicolori. “Raro e meraviglioso artefice”, disse Vasari “tengasi
pur per certo che nessuno meglio di lui toccò colori, né con maggior vaghezza
o con più rilievo alcun artefice dipinse meglio di lui, tanta era la morbidezza
delle carni ch’egli faceva e la grazia con che e finiva i suoi lavori”.
La curatrice della mostra, la dottoressa Lucia Fornari Schianchi, Soprintendente
al Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Parma e Piacenza,
sottolinea come si tratti di una mostra unica nel suo genere, creata per far
conoscere al grande pubblico un artista importante ma anche per dare modo allo
stesso pubblico di “prendersi del tempo”, pur nella freneticità dei tempi
moderni, perché Correggio ha lasciato opere tali, di tale inamovibile maestosità,
che non è possibile chiudere in uno spazio diverso da quello per cui sono state
create, le grandiose cupole di alcune delle più belle chiese della città di
Parma, la Cattedrale, con la spettacolare Assunzione della Vergine, la chiesa di
San Giovanni Evangelista, con la visione di San Giovanni a Patmos e la lunetta
dell’Evangelista, ed il monastero benedettino femminile di San Paolo,
con la camera della Badessa Giovanna da Piacenza, dedicata alla Caccia di Diana,
in una rivisitazione antiquaria della mitologia classica che aprirà la stagione
artistica dei paradisi artificiali
e delle cupole barocche.
Vittorio Sgarbi in qualità di presidente per la mostra su Parmigianino che nel
2003 ha portato circa 280.000 visitatori alla stessa Parma, ed il cui progetto
doveva prolungarsi fino allo stesso Correggio, bloccato poi dal crollo della
Parmalat, ha proseguito l’introduzione sul Pittore, dando la sua versione di
studioso alla diatriba sulla permanenza o meno di Correggio a Roma che, per lui,
non sarebbe mai avvenuta. Si tratterebbe quindi di un artista formatosi e
cresciuto fino al massimo fulgore nel triangolo rappresentato da Correggio
stessa, Parma e Mantova. Sempre affascinante e comprensibile anche ai non
competenti l’esposizione del dottor Sgarbi.
E le grandi cupole saranno le protagoniste di un modo spettacolare di fare arte
e cultura, con un sistema di impalcature che permetteranno al pubblico di vedere
le pitture dal “punto di vista dell’artista”, in alto, fra le nuvole ed i
personaggi raffigurati, con punti di luce appositamente studiati dal celebre
Vittorio Storaro, direttore cinematografico per la fotografia fra i più famosi
e stimati nel mondo.
Da vedere perché non solo Raffaello, Michelangelo, Leonardo e Tiziano hanno
fatto grande il nostro Rinascimento, e perché quello di Parma è un immenso
museo a “cielo aperto”, tanto importante quanto racchiuso entro i pur
limitati confini del centro cittadino. Perché visitare i dintorni della città
è senz’altro un’occasione da non perdere. E perché una percentuale dei
guadagni ricavati dalla compravendita dei biglietti verrà devoluta alla
Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica, in sede di conferenza stampa
rappresentata da Matteo Marzotto, giovane e timido vicepresidente della
Fondazione e testimone oculare della malattia stessa.
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