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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 


Cultura

 

l'ingresso su via delle Botteghe OscureCRYPTA BALBI
Quarta sede museale romana: museo e mostra contemporaneamente

Almalinda Giacummo

A Roma è stata aperta la Crypta Balbi, una delle nuove sedi del Museo Nazionale Romano. Insieme con Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e il Museo delle Terme di Diocleziano, costituirà il polo museale principale della città. La storia dei lavori sia archeologici sia di allestimento della Crypta Balbi, ha avuto inizio nel 1981, quando si decise lo scavo archeologico di un isolato del centro storico nell’area compresa tra le chiese di S. Caterina dei Funari e S. Stanislao dei Polacchi. In questa zona sorgeva il vasto cortile porticato fatto edificare da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C. Gli scavi, condotti dal dott. prof. Daniele Manacorda, hanno rivelato la continuità di vita del sito dopo l’età antica, con tutta una serie di trasformazioni sia nel Medioevo sia nel Rinascimento fino all’età moderna.

In seguito alla prima sezione degli scavi, si è proceduto al restauro di parte degli edifici di proprietà demaniale (quest’ultima di estensione totale pari a 7.000 mq per un totale di circa 40.000 mcubi di patrimonio edilizio sfruttabile) compresa tra via delle Botteghe Oscure e via M. Caetani, nel cosiddetto dormitorio berniniano ed in due case di origine medievale. Il nuovo museo si dispone su tre piani con un percorso temporale che si articola attraverso un continuo passaggio fra le diverse strutture al tempo stesso contenitore e museo esse stesse. Molte le murature antiche presenti, da quelle romane, compreso il colonnato della crypta in parte rialzato, a quelle medievali, spesso visibili in tutta la loro interezza, alla completa comprensione della struttura rinascimentale.

la mostra La prima sezione, "Archeologia e storia di un paesaggio urbano" comprende le trasformazioni di questo settore del Campo Marzio, da prima di Augusto al teatro ed alla Crypta di Balbo, il Monastero di S. Maria domine Rose (VIII sec.), le case dei mercanti medievali, il Conservatorio di S. Caterina dei Funari (metà del XVI sec.), l’età moderna e le vocazioni produttive. La seconda sezione, "La città di Roma dall’antichità al Medioevo. Archeologia e storia", presenta l’evoluzione cittadina tra il V ed il X secolo d.C.: spicca l’esposizione dei risultati di scavo dell’esedra della Crypta, con il deposito di materiali ed attrezzi di lavorazione di un’officina del VII secolo, dimostrando come la Roma di questo periodo fosse sia produttrice sia esportatrice di manufatti di lusso venduti in tutta Europa, probabilmente uno dei dati più importanti emersi. Inoltre, si presentano manufatti e dati provenienti dai maggiori scavi urbani degli ultimi vent’anni (i Fori, il Palatino, il Colle Oppio con la Porticus Liviae, il Celio, il Conservatorio di S. Pasquale in Trastevere) e materiali appartenenti ad alcune collezioni storiche (ex museo Kircheriano e collezioni Gorga e Betti; collezioni numismatiche Gnecchi e Vittorio Emanuele III; reperti dal Foro romano quali l’architrave della chiesa di S. Adriano e materiali dal deposito dell’Istituto Centrale per il Restauro come gli affreschi di S. Maria in via Lata) che rappresenta l’evoluzione completa della città nell'altomedioevo.

Il museo si presenta in una veste al tempo stesso semplice e articolata, con un sistema di pannelli esplicativi bilingui (italiano-inglese) sintetici e chiari, adatti a fornire al visitatore un supporto di nozioni sufficiente alla visita organica e culturale del museo. Originale l’esposizione ricostruttiva di alcuni rinvenimenti effettuati in condotti fognari, con lo spaccato degli stessi ed i reperti nella posizione originale di rinvenimento. Alcune vetrine appaiono piuttosto sovraffollate ma viene comunque consentita la visione dei singoli reperti, ognuno brevemente illustrato da didascalie. La visita è inoltre integrata dalla presenza sia di supporti informatici su CD-rom (la prima sezione del museo è a cura del dott. E. Zanini, mentre quello per la seconda è a cura dei dott. F. Marazzi e F. Betti), sia di un video "virtuale" che spiega l’evoluzione di una chiesa romana di età carolingia, contestualizzando gli arredi liturgici visti nell’esposizione del museo (sempre a cura del dott. F. Betti). La struttura è attrezzata in modo da consentire la visita ai portatori di handicap. E’ presente una libreria.

Abbiamo intervistato la dott.ssa Laura Vendittelli, della Soprintendenza Archeologica di Roma e direttrice del complesso della Crypta Balbi:

D. Quale lo scopo di questo museo?
R. Lo scopo è quello di raccogliere ed illustrare le scoperte sulla città che negli ultimi vent’anni, cioè da quando si iniziò lo scavo archeologico della Crypta, il primo e forse il più importante di quelli che da allora hanno permesso di comprendere l’evoluzione di Roma, si sono succedute numerose a partire dai primi anni '80: una rinascita delle città attraverso l’archeologia con gli scavi, ad esempio, di Napoli e di piazza della Signoria a Firenze, constatando come gli sviluppi abbiano avuto elementi di continuità e discontinuità. La Crypta è stata sicuramente sotto diversi aspetti uno scavo esemplare, sia per la metodologia archeologica usata, sia per la completezza dei dati recuperati, da quelli archivistici a quelli archeologici, la seriazione dei materiali recuperati. La Roma altomedievale è presentata sia attraverso i contesti della Crypta sia dagli altri scavi urbani, illustrati topograficamente da una pianta all’inizio della stessa sezione.

la mostraD. Come sono stati esposti i materiali delle collezioni storiche, in teoria decontestualizzati?
R. Sono stati i nuovi scavi a fornire i dati necessari a ricontestualizzare in certo qual modo i materiali ora finalmente esposti: belli, e proprio per questo inseriti in passato nelle collezioni, e spesso utili per dare un’idea della produzione. Il caso delle monete può esserne un esempio: le collezioni forniscono la seriazione completa delle emissioni monetali, mentre lo spaccato degli scavi mostra quali fossero i tagli maggiormente in circolazione.

D. In pratica il museo è uno spaccato della storia della città di Roma tra la fine dell'età antica ed il X secolo.
R. Esattamente. Probabilmente questo museo vent’anni fa non si sarebbe potuto fare, perché all’epoca questi dati di archeologia urbana non c’erano ed erano molto diversi i criteri applicati durante gli scavi. E’ quindi una realizzazione nuova che si effettua nel momento in cui solo poteva essere fatta: dopo scavi scientifici e per nuovi scavi scientifici, perché le indagini proseguono, garantendo quindi al museo modifiche continue. Certo, queste non avverranno in tempi brevi: si estenderanno sia l’esposizione di materiali sia le varie sezioni mano a mano che nuovi dati aiuteranno a comporre un quadro sempre più preciso ed attendibile, con conoscenze sempre più ampie. Si tratta di un museo vivo: le nuove indagini dell’area della Crypta con lo scavo della chiesa di età medievale e carolingia di S. Maria Domine Rose e del sottostante edificio, probabilmente templare, di età classica al centro del cortile sono un esempio di come nuovi dati affluiranno ampliando l’allestimento del museo, aiutando ad integrare e completare la storia della zona.

D. La realizzazione dei CD-rom.
R. Specie nel caso di quello che riguarda il CD-rom della seconda sezione, la storia della città fino al X secolo "Dal museo alla città", si è cercato, attraverso il richiamo continuo dei vari siti su una mappa della città, di invogliare il visitatore, di stimolare la sua fantasia, di incuriosirlo su questo medioevo di Roma, spingendolo a cercare nella città, una volta fuori dalle mura del museo, quegli stessi siti di cui ha visto i risultati degli scavi archeologici.

D. A chi è rivolto questo museo?
R. E’ rivolto a tutti, indistintamente: il visitatore "non addetto ai lavori" può trovare molti elementi di interesse e spunti di approfondimento in un linguaggio semplice, mentre lo specialista può trovare una sintesi delle nuove acquisizioni portate dalle indagini eseguite a vari livelli in molte zone della città.

D. E’ stato completato l’allestimento di questa prima parte del museo. Quale la destinazione degli spazi rimasti?
R. E’ previsto l’ampliamento delle sedi museali fisse con la sezione dedicata alla Roma medievale (X-XIV secolo) e l’allestimento di spazi dedicati ad esposizioni temporanee, oltre all’allestimento di un laboratorio archeologico con depositi attrezzati per i materiali e per tutte quelle operazioni che vanno dal restauro allo studio ed all’acquisizione del maggior numero di dati possibile da parte degli esperti di ogni campo. Si stanno inoltre progettando percorsi a livello urbano per le visite alle strutture archeologiche presenti all’interno degli scantinati del complesso museale, comprendendo anche l’esedra della Crypta, ormai completamente scavata: quest’ultima, probabilmente, sarà già visitabile nei primi mesi del prossimo anno, quando saranno stati completati alcuni interventi di consolidamento sulle strutture antiche.

Molti gli esperti che hanno partecipato a vario livello all’apertura della Crypta: il restauro degli edifici arch. M. L. Conforto e M. C. Pierdominici, progetto e direzione artistica per l’allestimento museale arch. F. Ceschi, restauro materiali dott. E. Paparatti, allestimento museale ed impianti Geom. M. Pesce, restauri complesso pittorico di S. Maria in via Lata dott.ssa G. Tamanti. Il comitato scientifico che ha progettato il museo è stato formato dal prof. D. Manacorda (prima sezione) e prof. P. Delogu (seconda sezione), dott.sse M. S. Arena e L. Paroli, dott. M. Ricci, dott.ssa L. Saguì, dott.ssa L. Vendittelli, direttrice del complesso della Crypta Balbi: hanno coordinato il lavoro dei numerosi studiosi che hanno partecipato all'elaborazione del catalogo scientifico del museo di prossima pubblicazione, tra cui i dott. F. Betti, R. Meneghini, F. Pacetti, R. Santangeli Valenzani e dalle dott.sse F. De Rubeis, prof.ssa G. Maetzke, D. Romei, A. Rovelli. Il restauro dei materiali esposti si è inoltre avvalso dell'opera di S. Guido, L. Demitry, I. Reindell, S. Borghini, Ch. Schneider, CCA s.n.c., E. Leoni.

L’ingresso del Museo Nazionale Romano-Crypta Balbi è in via delle Botteghe Oscure n. 31; l’orario d’apertura è dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 18.00. Il costo del biglietto è di lire 8.000 (intero).