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Anno 11
Numero 7
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
LA BELLE EPOQUE Arte in Italia 1880 – 1915
in mostra a Rovigo, Palazzo Roverella, fino al 13 luglio
“La Belle Epoque”: poco
meno di quarant’anni di storia europea connotati da un tumultuoso sviluppo, da
una incrollabile fede nel progresso, dalla spensieratezza e da…tante, belle
donne.
La
luce elettrica annullava le differenze tra il giorno e la notte, facendo
sfavillare vetrine ricolme di ogni ben di Dio, caffè, teatri, cabaret e cinema
dove vorticavano gli incontri.
Tutto sembrava permesso e possibile. Denaro e ottimismo parevano destinati a non
finire mai, accendevano i sensi e garantivano l’appagamento di ogni voglia.
Persino le malattie facevano meno paura. A tenerle a bada intervenivano le
continue scoperte della scienza.
A Parigi si innalzava la Tour Eiffel e si vivevano i fasti dell’Esposizione
Universale, si celebrava il ritorno delle Olimpiadi. Un milione di chilometri di
binari attendeva merci e viaggiatori, nuovi e lussuosi modelli di automobili
sfrecciavano lungo strade piene di vita, rese ancora più colorate dai grandi
manifesti che affermavano il nuovo modo di vendere e di vivere.
Euforia e frivolezza dominavano, anche se sotto la superficie serpeggiavano i
virus di un malessere che sfociò nel dramma della Grande Guerra.
L’arte seppe farsi specchio di questi tempi. Registrando il trionfo del
“beau monde”, un Paradiso in terra apparentemente in scalfibile, minato, o
forse solo sottolineato, dai più diversi eccessi.
Così in Francia, ma anche in
Italia.
Paese, il nostro, che visse i “Bei Tempi”, qui, forse, un po’ meno
splendenti, rilucenti e intensi che nella capitale d’oltralpe. Tuttavia magici
e unici.
Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Corcos, Gioli, Banti e Panerai vivendo tra
l’una e l’altra capitale mutuarono l’allure parigina coniugandola ai
fermenti italiani. Altri artisti, da Casorati, Boccioni, Bonzagni, Bocchi sino
allo stesso Cavaglieri, hanno reso eterni quei momenti, quei protagonisti,
quelle atmosfere.
Proprio dell’arte in Italia tra 1880 e 1915 darà conto, per la prima volta in
modo veramente compiuto, la grande rassegna che aprirà i battenti il 10
febbraio 2008 a Palazzo Roverella di Rovigo. A volerla, quasi a ideale seguito
della recente, fortunata esposizione monografica su Mario Cavaglieri, sono la
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
e l’Accademia dei Concordi con gli Enti locali. A curarla sono stati chiamati
Dario Matteoni e Francesca Cagianelli che, affiancati da un comitato scientifico
di prim’ordine, condurranno in porto questo grande progetto.
La mostra concentrerà a Palazzo Roverella circa 110 dipinti e una trentina di
affiches. Per raccontare, lungo il fil rouge del ritratto femminile, ma non
solo, le mode e le pose, le pause dell’intimità e della ricreazione, i
momenti pubblici con le escursioni al parco o alle riviere, le promenade e i
rendez-vous, le sfilate di moda, le gite al lago o al mare, la vita notturna nei
teatri e nei tabarin, i veglioni, i casinò, le passeggiate a cavallo, i riti
mondani, le galanterie ma anche i vizi e gli eccessi di quest’epoca.
Al centro sempre lei, la donna. Tra vanità e seduzione, tra l’autoreferenzialità
del lusso, fantasie e vanità senza freno e gli estremi dell’alcol e della
morfina.
Specchio di un tempo nel quale l’obbligo della felicità, imprescindibile,
diventava sempre più emotivamente oneroso.
Alla divulgazione e alla formazione di miti e modelli provvedevano gli
affichistes, in primis quel Leonetto Cappiello che come pochi altri seppe
connotare la pubblicità di quegli “anni belli”.
Quei colorati cartelloni per molti rappresentavano l’irragiungibilità di un
miraggio, per altri la certezza dell’oggi.
All’orizzonte, tensioni sociali, scontenti, rivolgimenti che portarono a
offuscare le melodie delle orchestre con il cupo rombo dei cannoni.
Catalogo: Silvana Editoriale www.silvanaeditoriale.it
Info:
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Tel 049.8761855 - Fax 049.657335
info@fondazionecariparo.it
Ufficio
Stampa:
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Tel. 049.663499 info@studioesseci.net
www.studioesseci.net
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