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Numero 29
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
APOLLO ED ERACLE DI VEIO a Roma, Museo di Villa
Giulia
Antonia Bonomi
Il restauro della statua di
Eracle di Veio, è stato presentato mercoledì 18 luglio, alla presenza del
Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli, presso il Museo
Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Piazzale di Villa Giulia 9, Roma. Con il
Ministro, erano presenti Anna Maria Moretti Soprintendente per i Beni
Archeologici per l’Etruria Meridionale, Francesca Boitani Direttore del Museo
e curatore del restauro, Tuccio Sante Guido restauratore, Giovanni Risso
Presidente Federazione Italiana Tabaccai, Luis Rodriguez Amministratore Delegato
Logista Italia.
Nella Sala delle Arti e delle Scienze,
al piano nobile di Villa Giulia, di fronte ad Apollo che avanza possente verso
sinistra, impugnando con la mano destra l’arco, oggi perduto, è stato
posizionato Eracle (Ercole, in etrusco Hercle) che, proteso verso il dio
brandendo la clava con la destra, è raffigurato nell’atto di trattenere la
cerva viva e fremente, rovesciata e legata tra le sue gambe. Una collocazione
questa che vede nuovamente affrontate le due sculture in terracotta, splendenti
nei riemersi cromatismi originari.
Com’è noto le due statue, capolavori dell’arte etrusca della fine del VI
secolo a.C., ornavano la trave di colmo del grande tempio tuscanico in località
Portonaccio insieme ad altre sculture, tutte collocate ad oltre dodici metri di
altezza, come un grande altorilievo che aveva come sfondo il cielo: a gruppi di
due o tre illustravano miti collegati con il dio di Delfi e il celebre oracolo.
Eracle ed Apollo con Hermes, raffiguravano una delle fatiche compiute
dall’eroe prima della sua apoteosi tra gli dei dell’Olimpo. E’ la contesa
che vede contrapposti l’eroe e il dio per il possesso della cerva dalle corna
d’oro, sacra ad Artemide, mito poco diffuso anche in Grecia. Nell’impresa
Apollo sarà perdente e la presenza di Hermes come messaggero divino, e di cui
restano la splenda testa e parte del corpo, sta ad indicare che quanto avviene
si deve al volere di Zeus. Nel prevalere di Eracle su Apollo si intendeva
esprimere da parte del re-tiranno, cui si doveva la costruzione del tempio, la
legittimità del suo potere sulla città.
In entrambi i capolavori
l’impronta stilistica è la stessa, tesa ad esaltare il movimento e a scandire
nettamente i volumi, schiacciando i panneggi in una concezione formale
fortemente dinamica pur se stilizzata. L’artista mostra anche di avere piena
conoscenza delle deformazioni ottiche necessarie in sculture che dovevano essere
visibili da grande distanza e con forti angolature.
A differenza dell’Apollo, scoperto nel 1916 e giunto a noi quasi
integralmente, la statua di Eracle è stata rinvenuta in momenti diversi e
presenta molte lacune: la parte inferiore con la cerva fu ritrovata insieme
all’Apollo, mentre il torso è stato messo in luce nel 1944, cui seguì,
cinque anni dopo, il rinvenimento di un frammento della testa. Giunto a noi in
due grosse porzioni, prive di attacco tra loro, fu reintegrato negli anni ‘50
del secolo scorso con il rifacimento delle gambe in forme anatomiche non del
tutto corrette e realizzate con materiali igroscopici, dannosi alla buona
conservazione della scultura.
L’intervento oggi eseguito è stato piuttosto complesso. Non si è trattato,
come per l’Apollo, di un’operazione relativamente semplice, di pulitura
delle superfici, la cui policromia si era affievolita nel tempo per il
sovrapporsi di strati di polvere mista a cere e protettivi, ma si è provveduto
al consolidamento statico della statua, sostituendo il vecchio supporto interno
in legno, rivelatosi del tutto inadeguato, e si sono modellate le nuove gambe
utilizzando mediante diversi passaggi un materiale inerte, poliestere,
estremamente leggero e facilmente rimovibile. Nell’assoluto rispetto
dell’integrità delle parti originali in terracotta le reintegrazioni,
trattate con un coloritura acrilica di fondo, sono state “puntinate” con
lunghissime operazioni mediante successive velature di colori acrilici,
raggiungendo un effetto di insieme di particolare suggestione.
La statua dell’Eracle di Veio,
capolavoro dell’arte etrusca della fine del VI secolo a.C. viene presentata al
termine di un accurato e importante intervento di restauro, che si è reso
possibile, come per quello dell’Apollo nel 2004, grazie all’impegno della
Federazione Italiana Tabaccai e di Logista Italia.
Ufficio stampa:
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali:
tel. 06.67232261 / 2262 / 2264 - email: ufficiostampa@beniculturali.it
Federazione Italiana Tabaccai:
Sabrina Consolini e Veronica Savastani,
tel. 06/58550475- fax 06/58550368- mail fit.eventi@tabaccai.it
SCHEDA TECNICA:
Restauro Apollo di Veio, (2004) Eracle di Veio, (2007): Tuccio Sante Guido,
Giuseppe Mantella e Livia Sforzini
Rilievi
ed elaborazioni grafiche: Monica Cola, Raffaella Cola, Franco Frasatti,
Alessandro Lupi, di Studio MCM srl
Indagini
Scientifiche: Coordinamento a cura di Maurizio Diana
Scultore
e Formatore gambe statua Eracle: Gianni Gianese e Romolo Felice
Fabbro
struttura interna statua Eracle e basi gruppo: Gianni Tei
Allestimento
espositivo: Fabrizio Meloni, Ditta Meloni Fabrizio srl
Illuminazione:
Alberto Biagioli, TecnoService 2000 srl
Assicurazione:
Arte Assicurazioni srl
Trasporto:
Spedart srl
Pannellistica
e grafica: Studio Biesse srl, Speed Color srl
Relazioni
Esterne: Marco Sala, Responsabile Relazioni Esterne SBAEM
Una
produzione Press & Image 2001 SpA
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