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Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
FANTASIE GUERRIERE
Una storia di seta fra Roberto Capucci e i Samurai
in mostra a Il Filatoio - Caraglio (Cuneo)
fino 6 gennaio
Un filo di seta unisce gli abiti di
Roberto Capucci e le armature dei samurai del Giappone classico. E delle
farfalle. Che danno forma ai fiocchi sugli abiti-scultura di Capucci e
sormontano gli elmi dei guerrieri giapponesi. Ma anche dei ricami, incisi sulle tsuba,
le else
delle spade giapponesi. Ed elegantemente dipanati sulle sete di Capucci, sulle
ali impetuose della fantasia e della favola.
"Fantasie guerriere" è il titolo della magnifica esposizione che il
Filatoio di Caraglio - dove per secoli nascevano alcuni dei più pregiati filati
sabaudi -, dedica al confronto tra gli abiti-scultura di Roberto Capucci e le
armature dei samurai dal XVI al XIX sec. della collezione del Museo Stibbert di
Firenze.
La mostra, curata Kirsten Aschengreen Piacenti (Direttrice del Museo Stibbert) e
Roberto Capucci, è organizzata dall'Associazione Culturale Marcovaldo in
collaborazione con la Regione Piemonte, il Museo Stibbert e la Fondazione
Roberto Capucci.
L'evento è reso possibile grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo,
della Fondazione CRC e al contributo della Fondazione CRT.
L'allestimento è curato dallo Studio aMDL (Michele De Lucchi, Enrico Quell,
Alessandro Ciancio) ed è realizzato con la sponsorizzazione tecnica della
iGuzzini (impianto di illuminazione) e di Bonaveri Manichini srl.
Provenienti dal Museo della Fondazione Roberto Capucci di Firenze, saranno
esposti più di quaranta spettacolari abiti-scultura che rappresentano uno
sguardo sulla creatività dell'artista/stilista.
Sono stati selezionati pezzi diversi per epoche e per stili, per dare una
lettura nuova di quel suo particolare legame con il materiale scelto per le sue
opere artistiche: la seta.
Dal Museo Stibbert di Firenze provengono le dieci armature giapponesi. Furono
collezionate da Frederick Stibbert nella seconda metà dell'Ottocento ed esposte
nel museo da lui creato che lasciò nel 1906 alla città di Firenze.
Queste armature, dall'aspetto così insolito e feroce, sono composte da due
materiali delicati e pregiati: sottili lamine d'acciaio coperte di lacca,
colorata o dorata, tenute insieme da finissime trecce di seta anch'essa
colorata. Si tratta di armature da guerra appartenute alla stirpe dei grandi
guerrieri nobili, i daimyo, e devono
la loro efficacia alla capacità di lavorazione degli armaiuoli giapponesi di
queste due materie: la lacca rende impermeabili le lamine, proteggendo così
l'acciaio dall'umidità, e la seta è un materiale tra i più resistenti e
duttili.
Pochi hanno saputo sfruttare come Capucci le particolari qualità della seta,
quella resistenza e duttilità che gli hanno consentito di creare i suoi
abiti-scultura.
I quattordici elmi e la maschera da guerra esposti provengono anch'essi dalla
collezione del Museo Stibbert. Sono copricapo da guerra in acciaio laccato e i
loro cimieri, significativi per il riconoscimento del generale durante la
battaglia, sono straordinarie dimostrazioni di inventiva così come le opere di
Roberto Capucci. Con questa mostra si vuole sottolineare il legame tra queste
due espressioni artistiche: la fantasia.
Agli abiti-scultura sono abbinati armature ed elmi giapponesi, contrapposti per
tipologie ma legati dall'effetto
cromatico e da elementi decorativi. Si tratta di oggetti che datano dal XVI al
XVIII sec. ma in questo caso la cronologia è del tutto irrilevante. Sono due
mondi favolosi che per la prima volta si trovano affiancati.
Saranno inoltre esposte alcune tsuba,
l'elsa della spada, del Museo Stibbert. Le tsuba
sono caratterizzate da una ricca ornamentazione in metalli preziosi e in
pietre dure, soprattutto quelle appartenenti al Periodo Edo, noto per aver dato al Giappone due secoli di pace.
Gli esemplari scelti per l'esposizione dimostrano una stretta affinità con i
motivi realizzati sulle creazioni di Capucci, a testimoniare che la sensibilità
artistica può superare barriere culturali. Come già dimostrato, in passato, da
Federico Stibbert che iniziò, tra i primi in Europa, a collezionare arte
giapponese fin dal 1870
Le creazioni di Roberto Capucci sono state esposte altre due volte insieme ad
armature europee, nel 1991 al Kunsthistorisches Museum di Vienna e nel 2002 al
Prado di Madrid. In questa occasione la scelta si è orientata sul mondo
guerriero giapponese che ha colpito il Maestro alla sua prima visita al Museo
Stibbert. Egli stesso ha affermato «Mi sono sempre sentito attratto dalla
cultura giapponese, per il rigore estetico e per i sorprendenti percorsi
immaginativi». La mostra al Filatoio di Caraglio testimonierà quella simbiosi
che attraverso la seta si può creare tra capolavori di provenienze così
diverse.
Catalogo Silvana Editoriale
Ulteriori informazioni ed immagini: HYPERLINK
"http://www.studioesseci.net"
www.studioesseci.net
"FANTASIE GUERRIERE. Una storia di seta fra Roberto Capucci e i Samurai
Caraglio (CN), Filatoio, 27 settembre - 6 gennaio 2009.
Orario:
dal giovedì al sabato, ore 15,00 - 19,00; domenica ore 10,00 - 19,00.
Ingresso:
biglietto intero euro 5,00; ridotto euro 3,00 (7-14 anni; maggiori 65 anni; soci
Marcovaldo; soci ACLI; Unitre Savigliano e Racconigi; docenti di Lettere,
Architettura e Belle Arti; possessori Conti Correnti Genius e Re-Play di
UniCredit Banca, soci Touring Club); ingresso gratuito: fino a 6 anni,
giornalisti, residenti in Caraglio (domenica mattina), possessori di Abbonamento
Musei Torino Piemonte in corso di validità, possessori di Tessera Artea.
La lista dei ristoranti convenzionati con la mostra è disponibile telefonando
al numero: 0171 61 02 58
Info: numero verde della Regione Piemonte 800 329 329
HYPERLINK "http://www.marcovaldo.it"
www.marcovaldo.it
Prenotazioni: Associazione Culturale Marcovaldo
tel. 0171 610258 e-mail HYPERLINK "mailto:gruppi@marcovaldo.it"
gruppi@marcovaldo.it
Ufficio Stampa:
Studio ESSECI - Sergio Campagnolo, Padova
tel. 049.663499 e-mail HYPERLINK "mailto:info@studioesseci.net"
info@studioesseci.net HYPERLINK "http://www.studioesseci.ner"
www.studioesseci.ner
Autorivari - Fabrizio Pepino, Cuneo, tel. 0171.601962 e-mail HYPERLINK
"mailto:f.pepino@autorivari.com"
f.pepino@autorivari.com
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