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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 


Cultura

 

DIETRO LO SPECCHIO

Antonia Bonomi

Astrologicamente com'era Goethe? Grande. Possedeva dono d'osservazione (quello che secondo le sue stesse parole gli stava tornando durante il viaggio in Italia) da brava Vergine, intuito e fantasia che alimentavano la capacità di cogliere tutti i particolari di ciò che lo circondava, come indicano la Luna e Giove nei Pesci ambizione come indica Mercurio nel Leone. Lo splendido trigono tra Sole, Mercurio e Marte nel Capricorno parlano di quell'immensa e organizzatissima capacità lavorativa che non gli si può non riconoscere vista la mole di opere che ha lasciato. L'organizzazione propria del segno di nascita era rafforzata da questo Marte che nesso stesso tempo attenuava, senza spegnere, il perfezionismo. In che senso? Goethe rimaneggiava molto le sue opere, ma spesso lo faceva dopo averle pubblicate. Se avesse influito solo il segno, probabilmente non avrebbe pubblicato niente perché avrebbe continuamente…rimaneggiato. Sole e Mercurio in congiunzione, pur essendo posti in due segni, gli regalavano l'ampiezza di vedute, gli orizzonti ampi entro i quali spaziava, il desiderio di sapere ancora di più. Il magnifico trigono tra Luna e Saturno, entrambi in segni d'acqua, accentua questo bisogno di sapere, sperimentare, creare e indicano anche gli interessi alchemici, le pratiche magiche che, da brava Vergine, userà poi per i suoi lavori. Non buttava via niente. Tutto ciò cui s'interessava doveva dare un risultato. Sempre questo trigono tra Luna e Saturno indica l'inclinazione per le donne attempate, comunque più anziane di lui ed ecco Charlotte von Stein.

Giove e la Luna nei Pesci, inoltre, indicano che era molto abile nello sfruttare le situazioni. Era intelligente e in gamba, uomo di mondo. Ma c'è un ma: sentimentalmente era sentimentaloide. Goethe era innamorato dell'amore, dell'idea dell'amore, si compiaceva dell'amore, ma stava benissimo anche con se stesso o con amici di sesso maschile. Niente di anormale, intendiamoci, ma l'amore per lui era fatto di carte, erano i sentimenti espressi in rima o in prosa quelli che lo prendevano, l'idealizzazione della persona che non era più vista in quanto tale, ma solo pensiero espresso. Era un grande, un genio autentico, ma non sapeva amare!