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Cultura
FRANCESCO HAYEZ il "fotografo" dei personaggi famosi dellOttocento e il pittore dei più celebri quadri dedicati agli innamoratiAntonia Bonomi Il 10 febbraio 1791, la data è fornita dallo stesso artista, Francesco Hayez nasce a Venezia, nella parrocchia di Santa Maria Mater Domini. È lultimo dei cinque figli di Giovanni, originario di Valanciennes, e di Chiara Torcella, nativa di Murano. La famiglia è poverissima e il piccolo Francesco viene affidato a una sorella benestante della madre, moglie di un commerciante darte che possedeva una discreta galleria di dipinti. A sei anni il piccolo manifesta già una naturale inclinazione al disegno. Lo zio lo affida a un restauratore perché impari il mestiere. È un breve periodo. Adolescente passa per tre anni nella scuola del Maggiotto. Con un amico frequenta assiduamente la galleria del palazzo Farsetti, che ospita una grande collezione di gessi statuari tratti dai modelli dei musei di Roma. Francesco si esercita con questi modelli per tre anni circa. Nel 1803 segue un corso di nudo nella vecchia Accademia e sotto la guida di
Lattanzio Querena comincia ad usare i colori. Il primo anno si svolge sotto il patrocinio di Antonio Canova, che lo prende a
benvolere e che sarà il suo principale protettore. Francesco visita tutto ciò che è
visitabile, copia appassionatamente gli affreschi di Raffaello nelle stanze Vaticane.
Lavora, studia, si reca a Tivoli per riprendere le antichità e prende alloggio nel tempio
della Sibilla, intanto fa amicizia con altri pittori che diventeranno famosi come Pinelli
e Ingres. Il suo studio a Roma? A palazzo Venezia! Nel 1813 vince un premio di nudo, si
dice grazie allappoggio del Nel 1820 espone a Milano ed ha occasione di conoscere i protagonisti della vita milanese, compreso il Manzoni, ne ricava numerose commissioni. Ha anche un socio con funzioni di corrispondente allestero. Torna a Venezia dove mette su studio, nel 1821 torna a Milano ed espone di nuovo, nel 1822 è nominato supplente per due anni allAccademia di Brera. Si trasferisce con tutta la famiglia da Venezia a Milano, dove prende alloggio in via della Spiga. I suoi lavori, compresi gli affreschi di Palazzo Reale vengono osannati, meritevoli di figurare accanto a quelli dei migliori nomi. I costumi da lui disegnati per una festa del 30 gennaio 1828 restano negli annali della Milano bene. Nel 1831 riceve la nomina a socio corrispondente dellAccademia delle Belle Arti di Napoli. Nel 1836, oltre ad essere ricevuto dallimperatore e da Metternich, viene eletto membro dellAccademia di Vienna. Nel 1838 diventa accademico ordinario di Brera. Nel 1840, va a lavorare a Napoli, impegnato dal principe di SantAntimo. Alla moglie, rimasta a Milano, scrive lettere affettuose nelle quali racconta di come ai principi in questione piaccia la sua "finitezza, questa mia delicatezza di cui io stesso si compiaccio". Nel 1848 disegna il medaglione a ricordo delle "Cinque Giornate", nel 1949 gli viene conferita lonorificenza dellOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro. E tra una nuova cattedra, un viaggio a Vienna per consegnare il ritratto dellimperatore e ricevere la Corona di Ferro, nel 1855 assume la direzione interinale dellAccademia di Brera, nel 1860 viene nominato professore dellAccademia di Bologna, Massimo dAzeglio gli affida la direzione di Brera, Nel 1867 rinuncia alla nomina di giurato allesposizione internazionale di Parigi perché, come scriverà, è vicino agli ottantanni e di salute cagionevole, deve restare accanto alla moglie, da due anni ammalatissima Nel 1868 è nominato cavaliere dellOrdine Civile dei Savoia, nel 1869 muore la moglie Vincenza, da lui sempre chiamata affettuosamente Cencia. Nel 1873 adotta Angiolina Rossi, nubile, nata nel 1841. Dona alcune delle sue opere a Brera, fa un ultimo viaggio a Napoli, visita ancora una volta Roma, Pisa e Genova, muore il 21 dicembre del 1882 carico di anni e di onori. Nel 1890, nella piazzetta di Brera, viene inaugurato il suo monumento, opera dello scultore Francesco Barzaghi, nel 1934 Milano gli dedica una grande mostra al Castello Sforzesco, esponendo 98 dipinti. La critica è sempre stata molto benevola con Hayez, anche se gli viene
rimproverata una certa piattezza e freddezza secondo i dettami classicheggianti, però
animata da fluidità coloristica
chiacchiere di critici, Quanto al riconoscimento ufficiale delle sue opere, e al numero effettivo delle medesime, è di difficile classificazione. Hayez non le firmava sempre e men che meno le datava. A volte, anzi, la data era di quando le donava e non di quando le aveva realizzate. Non solo, aveva labitudine di ripetere più e più volte lo stesso soggetto anche a distanza di anni e senza troppe variazioni, a volte neppure una come nei due ritratti di Morosini, realizzati a diciannove anni di distanza e senza una virgola cambiata. Quanto al famoso Bacio, ne dono state fatte più stesure, anche ad acquerello. Ma, tantè, in una o nellaltra versione ha decorato infinite scatole di cioccolatini da che festa degli innamorati è festa degli innamorati. Comera Francesco Hayez DIETRO LO SPECCHIO dellastrologia? Aquario, possedeva la Luna nel Toro e Giove nella Bilancia, i due segni "artistici" per eccellenza. Venere nei Pesci accentuava il senso del romantico e la notevole sensualità. Ecco le moltissime donne dipinte, i nudi in abbondanza e per lo più odalische, donne da harem. Era una moda del tempo? Sì, ma andava a fagiolo al pigro Hayez, pigro e maschilista, estimatore del gentil sesso, ma che stesse al suo posto e svolgesse il compito che gli competeva. Ruvido, diffidente ma dotato di senso dellopportunità e abile nello sfruttare le occasioni, sentimentaloide ma non sentimentale o romantico, intelligente e fortunato, narcisista ma artista. Non avrebbe potuto fare altro che quello che ha fatto. E, parere personale, lo ha fatto benissimo. |