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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Cultura
LUCIO TROJANO
UMORISTA NON PER CASO
Antonia Bonomi
L'essere umoristi è qualcosa che si ha dentro e che prima o poi
viene fuori. Uno degli esempi più lampanti è Lucio Trojano, nato in quel di Lanciano.
Per "condizionamento familiare", viene da una famiglia di notai e avvocati, è
stato avviato alla carriera forense, ha esercitato per qualche anno la professione
d'avvocato, ma per uno che al liceo ha illustrato i Promessi sposi nello stile di
Iacovitti, il richiamo è stato troppo forte.
Ha mollato tutto ed ha intrapreso la carriera, se così si può
dire, di disegnatore satirico e con gran successo. Una delle sue più grandi emozioni?
Quando ha incontrato Iacovitti, la sua prima
musa ispiratrice. Ha lavorato per
giornali nazionali e internazionali, Travaso, Paese Sera, Marc'Aurelio, Il Tempo,
EulenSpiegel, ha eseguito lavori pubblicitari per società italiane e straniere e ha vinto
premi in tal quantità che elencarli tutti sarebbe impossibile. Nel 1972 vince il 1°
Premio Dattero d'oro di Bordighera e nel 1973 vince il 1° Premio Consiglio d'Europa di
Strasburgo con la stessa opera. Il tema era "Venezia da salvare" e Trojano
presentò una gondola, emblema della città, che affondava in un mare di carta bollata.
Lucio Trojano ha illustrato anche vari libri, tra questi Lo
sbarco sulla luna di Massimo Grillandi e Il Salvaserata di Delfina Metz, figlia di
Vittorio che aveva conosciuto all'epoca del Marc'Aurelio. Nel 1990 è premiato per il
libro Humour Roma, a seguire per i libri sui popoli prima dei romani, I Frentani, I
Marrucini ecc. che richiamano le sue radici abruzzesi. Recentemente ha illustrato Un
tappeto come vela, autobiografia di una nevrosi di Gianfranco Pacchiani.
Sue opere sono esposte nei Musei di Tolentino, Gabrovo, Basilea
e Istanbul, fa parte di giurie di Premi Nazionali e Internazionali di Umorismo.
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