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Cultura
LA FORESTA NERA,
spunti di lettura dedicati ai libri per ragazzi
Roberta
Maresci Titolo:
La Foresta Nera Storia.
Passeggiando senza meta per il bosco, il tasso e il gufo si sono persi. “Dove Libro.
L’amore dei bambini per gli animali è un tema ricorrente nella letteratura
per l’infanzia. Ma in questo libro è il gioco del teatrino a trasformare in
attore il bimbo che, scegliendo il proprio personaggio, segue la storia
divertendosi ad animarla. Scorrendo, e muovendo da destra a sinistra e
viceversa, la linguetta posta sul basso del libro, è il bimbo che decide quando
far apparire il personaggio. Il tasso? Vive in un’ampia e comoda buca di
limite della Foresta Nera. Gli piace molto passeggiare per la foresta il mattino
presto ma, nel testo, si consiglia di farlo nascondere tra i cespugli, per poi
farlo riemergere, e ancora. Scuote invece la testa il topolino, miglior amico
dello scoiattolo; ha costruito il suo nido nel cavo di un albero e l’ha poi
ricoperto di muschio e foglie. Preferisce muoversi in un fienile il gufo. Sono
invece le tane sotterranee i posti preferiti dai conigli per far nascere le
proprie casette, collegate fra loro da gallerie. Il tronco di un vecchio albero
è l’ambiente ideale dove ripararsi, per lo scoiattolo. Insomma: a ciascun
animale, il proprio habitat. L’importante è saperlo. Anche se nel gioco è
lecito inventare, sconvolgere, rivoluzionare. E lo sanno bene i bambini che
approfitteranno di questo libro per dar “corpo”, tridimensionalità e volume
ai personaggi della storia che di base suggerisce i movimenti degli animali.
Muovendo le dita, impareranno anche la coordinazione, la simultaneità e ancora.
Provare per credere. Spunti
di gioco: i bambini si divertiranno molto a rendere interattivo il libro. I
piccoli lettori si possono svagare seguendo la trama o addirittura a
inventandone di nuove, muovendo le linguette per dar vita agli “attori”! Psicologia. Per gli esperti di
psicologia infantile, il gioco, nei piccoli, è una forma di lavoro. Da
preferire allora quello creativo, che origini magari una “costruzione”, un
“volume”, ma purché sia frutto dell’estro del giocatore. Tra i primi a
pensarci, fu il pedagogo Federico Fröbel, nel 1840 ideatore dei giardini
d’infanzia, paesaggi dove il cubo, il triangolo, la sfera e il cilindro
divennero “pezzi” da sovrapporre per costruire un castello, una casa o chissà
quale altra struttura. Curiosità. Pinocchio era una
marionetta (azionata con fili), ma il Collodi lo chiamava “burattino” (mezzo
busto azionato dal basso con indice, pollice e medio). Fiorente soprattutto
dalla fine del Settecento, l’arte del burattinaio è ancor oggi rivolta a un
pubblico popolare. Di derivazione italiana, scorre estro made in Italy anche per celebri burattini come il Guignol francese e
il Punch inglese (il cui nome richiama alla maschera napoletana Pulcinella). Personaggi:
tasso, gufo, topolino, coniglio, scoiattolo |