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Anno
9
Numero
43

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Cultura

VADO A DORMIRE, spunti di lettura dedicati ai libri per ragazzi 

Roberta Maresci 

Titolo: Vado a dormire
Illustrazioni: Brita Granström
Testo: Pippa Goodhart
Traduzione: Elena De Vecchi
Casa editrice: Editoriale Scienza
Anno pubblicazione: 2006
Numero di pagine: 24
Formato: cm 21x21
Novità
Prezzo: € 5,90
www.editorialescienza.it
 

Storia. L’ora della nanna è ricca di azioni. Cambiarsi d’abito: il pigiama al posto dei vestiti veri. Lavarsi e asciugarsi, pulirsi i denti e ascoltare una storia, stretti stretti in un tenero abbraccio. E poi? La luce si spegne. Gli occhi si chiudono. Buonanotte. 

Libro. Un aspetto interessante del libro è quello di responsabilità che il bimbo tende a Vado a dormireeclissare. Spesso infatti prende tempo nel posticipare i preparativi che lo attendono - puntuali - per andare a dormire. E il “giocare di sponda” tra i genitori, o con la tata, piuttosto che con i nonni (a seconda le storie famigliari) per veder rimbalzare dall’uno all’altro le richieste di una coccola in più piuttosto della voglia di proseguire nel gioco, sono alcune delle tecniche che spesso s’incontrano nel quotidiano quando si hanno figli in tenera età. A meno che non intervenga il sonno biologico, capace di far chiudere gli occhi al più piccolo dei testardi, sono le “regole” e la loro messa in pratica, gli insegnamenti più ardui da ottenere. Ma educare significa anche e soprattutto abituare a vivere nel proprio e altrui rispetto l’individuo di domani. E la costanza, la dolcezza, il metodo, la parola, il gioco, per quello che è la mia esperienza, ci aiutano a trasformare ciò che molti ritengono un sogno, in realtà! 

Consigliato a… A chi ha bimbi abituati a salire le scale “saltando come un canguro”, come si legge nel testo che commenta la prima azione compiuta dalla bimba alle prese con i rituali per andare a dormire. La domanda viene spontanea: che questo atteggiamento sia agevolato da chi è abituato a salire le scale con tanto di calzettoni viola a pois neri? A ciascun genitore l’ardua risposta. 

Incongruenze. Non ho mai letto su nessun manuale di puericultura la galvanizzazione che trapela dalle illustrazioni presenti nel libro, dedicato proprio alle briciole di tempo che anticipano il sonno, ristoratore, della notte. Esempio: si veda quando la bimba fa il bagno - da sola -. Tale è la foga, che schizzi, giocattoli e acqua, tanta acqua schiumosa, cadono ai piedi e ai lati della vasca. Esempio: si veda quando la bimba vola “come un uccello sbattendo le sue ali”. Non è un gesto che tende a svegliare piuttosto che a quietare il bambino? Per non parlare dei capelli! Se qualche pagina dopo la bimba li asciuga – da sola e a piedi scalzi (anche se sul tappetino) – significa che sono bagnati: giusto? Evitando commenti sull’assenza della mitica “maglietta della salute”, come testimonia il costante capolino della pancia-schiena, cosa dire del mancato uso del telo, per evitare alla bimba di ribagnare il pigiama? Esempio: si veda quando si spazzola i denti. Ok la modalità di pulizia. Forse bisognerebbe riflettere su quanto scritto nel retro dei dentifrici per piccini: “i bambini sotto i 7 anni dovrebbero usare una piccola quantità di dentifricio sotto la supervisione di un adulto, per minimizzare l’ingerimento”. Allora? L’adulto qui non c’è. E rammento che la lettura ad alta voce di questo libro è consigliata a bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni! E segue. Esempio: “con aria calda del phon mi asciugo i capelli”. Sempre da sola? E poi: non era preferibile scambiare l’ordine di questa pagina con la precedente? Nel senso: l’azione del pulirsi i denti necessita di alcuni minuti. Già la sera, poco prima di coricarsi, è sconsigliato di lavare i capelli ai piccoli in quanto il cuoio capelluto restituisce l’umidità. Il bagno e quindi l’asciugatura della chioma, non è più idoneo riservarli in orari di poco antecedenti la cena? E infine: ma quanto tempo è trascorso da quando la bimba ha salito le scale a quando si spenge la luce della sua cameretta e gli occhi si chiudono? 

Il libro. Maneggevole e vivace, semplice nelle illustrazioni, propone un testo a caratteri grandi e morbidamente avvolgenti. 

Spunti di gioco. Può essere divertente seguire le azioni ricordate nel libro. A prescindere dai preparativi da compiere quando scatta l’ora della nanna. I bimbi potrebbero infatti farli semplicemente per sollazzo. Già solamente l’atto di svestirsi da capo a piedi, per poi rivestirsi: in estate, può gustare. Ma anche usare altri indumenti da sovrapporre, come vestiti veri o di carta, come cappelli o sciarpe di fortuna, etc…: in inverno, può essere uno spunto di svago. Se ci sono più bambini nella stessa famiglia, anche se di età diverse, un diversivo giocoso lo offre anche una gara a chi si mette sotto le coperte più velocemente, ovviamente senza dimenticare ogni fase dei preparativi. 

www.natiperleggere.it NPL – “Amare la lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia”. Il cuore di Nati per Leggere, batte dal 1999 con forza, in difesa del diritto di ciascun bambino “ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza, ma anche dalla mancanza di opportune occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo”. Il Progetto, promosso dall’alleanza tra bibliotecari e pediatri, dimostra come e quanto il leggere ad alta voce, con continuità, “ai bambini in età prescolare, abbia un’influenza positiva sia dal punto di vista relazionale (opportunità soprattutto preziosa tra bimbo e genitori), che cognitivo (si sviluppa meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura)”; inoltre consolida nel piccolo l’abitudine a leggere che, nel proseguo della crescita, si protrarrà.

Consigli per la lettura. Nella prima pagina, dopo la copertina, otto regole:

  • “Tieni in braccio il tuo bambino mentre racconti e lascia che sia lui a tenere il libro.
  • Aspetta che sia il tuo bambino a girare le pagine.
  • Lasciagli indicare le immagini e dire che cosa rappresentano.
  • Aspetta che sia lui a iniziare il racconto o a proseguire la storia da te narrata.
  • Narra storie divertenti con voci buffe, rumori o versi di animali.
  • Mima le storie che racconti: aiuta a sviluppare l’immaginazione del tuo bambino.
  • Ascolta e rispondi alle domande sulla storia che ti fa il tuo bambino
  • Lasciati coinvolgere dalla storia: trasmetterai il piacere di raccontare”.

Dubbio. A conclusione di questa mia recensione, mi viene un dubbio: che il libro abbia un taglio umoristico? Eppure non è questa la collana che Editoriale Scienza dedica alle storie divertenti. 

Personaggi: bambina e papà.
Luogo: la casa.
Età: dai 6 mesi ai 6 anni [in collaborazione con Nati per Leggere].