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Numero 50
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
LE ORE
DELLA DONNA
Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa
Sanpaolo,
Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari fino al 11 aprile 2010
Come gli uomini vedono (anzi
vedevano) le donne. Il matrimonio, la sensualità del thalamos nuziale, le etére,
colte "cortigiane",
le donne del mito, Amazzoni e Menadi. E il mistero di una donna artigiano nel
vaso più prezioso della collezione, la kalpis
con ceramisti al lavoro, del "Pittore di Leningrado".
E'
un viaggio nel tempo quello che le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari avviano
con questa mostra. Un viaggio che avviene attraverso le immagini dipinte sulle
splendide ceramiche greche e della Magna Grecia patrimonio di Intesa Sanpaolo.
Una collezione tra le più importanti al mondo, ricca di ben 522 ceramiche che
il progetto "Il tempo dell'antico.
Pagine di archeologia in Palazzo Leoni Montanari" gradualmente
svelerà attraverso percorsi tematici di cui questa mostra è il primo
appuntamento.
A quello sulla donna seguiranno approfondimenti sulla figura maschile, l'amore,
il lavoro, il sacro, la morte e il mito nella Grecia classica e nei centri della
Magna Grecia, attraverso gli spazi e i tempi che scandivano la vita quotidiana.
"Le ore della donna. Storie e
immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo",
aperta a Vicenza alle
Gallerie di Palazzo Leoni Montanari dal 12 dicembre 2009 all'11 aprile 2010,
propone una selezione di immagini tutta al femminile, un ritratto della donna
greca filtrato dallo sguardo dell'uomo, committente e decoratore.
Questa prima esposizione presenta una attenta selezione di opere dell'intera
raccolta, proveniente da Ruvo di Puglia, importante centro dell'antica Apulia,e racconta lo spazio e i tempi che scandivano la vita femminile ad
Atene e nei territori della Magna Grecia: la donna regina, o prigioniera, dell'oikos,
la casa, da cui si allontana solamente in occasioni particolari come le feste
religiose; la donna al
lavoro
tra le mura domestiche, imprenditrice nell'organizzare in casa l'intera filiera
nella produzione dei tessuti; la donna che vive in appartamenti separati dal
marito, e si ricongiunge a lui nel thalamos, la camera nuziale.
Due i momenti della vita in cui la donna acquista, anche nella rappresentazione
delle immagini vascolari, la stessa dignità dell'uomo: il matrimonio, status
sociale degno di rispetto cui la donna greca tende, e la morte.
Di grande efficacia rappresentativa risulta la raffigurazione dell'abbraccio
degli sposi nel thalamos
nuziale, corredato da particolari che rappresentano la bellezza femminile. La
donna è ritratta abbigliata con sfarzose vesti decorate da preziosi accessori e
circondate da raffinati oggetti, specchi, ghirlande, ventagli.
Nei vasi in mostra ammiriamo anche le donne "altre", libere di uscire:
sono le etére, colte
"cortigiane" chiamate a dar piacere col corpo e con le arti,
rappresentate nude, intente a lavarsi nel leuterion, la vasca delle abluzioni. Sono figure dai tratti
androgini, riconoscibili nella loro femminilità dai gesti e dal laccio stretto
sulla gamba, forse amuleto contraccettivo della ragazza intenta a pettinarsi.
L'esposizione si chiude con una sezione dedicata alle donne del mito: le
Amazzoni, donne guerriere, e le Menadi, seguaci di Dioniso, dio del vino.
Fondamentale è la consapevolezza che quello che noi vediamo dipinto è lo
sguardo dell'uomo sulla donna: è l'uomo a commissionare i vasi, a forgiarli, a
decorarli rappresentandovi la sua visione della donna.
Misteriosa è la presenza di una figura femminile al lavoro all'interno di uno
degli esemplari più preziosi dell'intera collezione, la kalpis attica del Pittore di Leningrado. La decorazione rappresenta il laboratorio di un vasaio. La
scena mostra in un angolo una piccola donna intenta a decorare un vaso: una
figura di donna artigiano che rimane qualcosa di unico, dall' interpretazione
tuttora non univoca.
Il progetto espositivo "Il tempo dell'antico - Le ore della donna" è
curato da Federica Giacobello con la supervisione della professoressa Gemma Sena
Chiesa dell'Università degli Studi di Milano, già curatrice del Catalogo
sistematico della collezione vascolare edito da Electa nel 2006. Ideatrice del
percorso di conoscenza e valorizzazione della collezione vascolare è stata
Fatima Terzo, responsabile dei Beni Culturali di Intesa Sanpaolo, scomparsa nel
maggio del 2009, a cui viene dedicata oggi la rassegna espositiva.
Saranno previste inoltre attività legate all'esposizione, quali la lettura di
brani classici nel salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari, ambientazione
ideale con scene di miti legati alla figura del dio delle arti.
Saranno attivati laboratori didattici rivolti alle scuole, aperti alle famiglie.
"Le ore della donna. Storie e
immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo"
è aperta al pubblico dal 12 dicembre 2009 all'11 aprile 2010. da martedì
a domenica (lunedì chiuso) dalle 10 alle 18.
Informazioni: HYPERLINK "http://www.palazzomontanari.com"
www.palazzomontanari.com
Contatti stampa
Beni archeologici e storico-artistici Intesa Sanpaolo
Tel. 800.201782 HYPERLINK "mailto:beniculturali@intesasanpaolo.com"
beniculturali@intesasanpaolo.com
Antonella Zivillica
Responsabile Ufficio Media/Attività Sociali e Culturali
Intesa Sanpaolo
tel. 06.67125312 stampa@intesasanpaolo.com
in collaborazione con
Studio ESSECI
tel. 049.663499 info@studioesseci.net
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