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Anno
11
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Cultura

 

“TARQUINIA ETRUSCA” Tarconte ed il primato della città 

Almalinda Giacummo 

Nella imponente struttura della Sala Consiliare del Comune di Tarquinia (Vt), è stato presentato il lavoro scritto dalla dottoressa Maria Bonghi Jovino sui circa 25 anni di scavi sul pianoro della Civita, là dove si estendeva la città etrusca e poi romana di Tarquinia.
In effetti la giornata è stata estremamente densa di avvenimenti: nel corso della mattinata la dottoressa Bonghi Jovino è stata insignita della cittadinanza onoraria, nel pomeriggio è seguita la presentazione del libro della stessa dottoressa e di un altro volume, pertinente agli atti di un convegno sull’interazione fra Beni culturali e tecnologie informatiche, curato dalla dottoressa Bagnasco Gianni. Il dottor Stefano De Caro, Dirigente generale per i Beni archeologici, ha introdotto alla lettura del volumetto che, nonostante le apparentemente ridotte dimensioni, si rivela denso di informazioni scritte per una comprensione totale da parte anche del pubblico “non addetto ai lavori”. De Caro ha illustrato in breve alcune delle scoperte che in questi anni hanno accompagnato le ricerche condotte dalla Bonghi Jovino con l’Università di Milano e numerosi collaboratori, partendo dalle origini mitiche della città per arrivare a quelle reali, probabilmente l’unione di quelli che il prof. Andrea Carandini, presente alla manifestazione, ha definito “rioni”. Passando attraverso riti di fondazione, strutture come il “complesso monumentale” in cui la tecnica costruttiva a pilastri di pietra Tromba-lituo del deposito votivo (da Gli Etruschi di Tarquinia)e pietrame nel mezzo si riconnette ad esempi di siti della Siria del nord, per arrivare anche a quella che secondo alcuni potrebbe essere una questione spinosa: i sacrifici umani. Viene inoltre ricordato come in questi anni sia anche stato rivisto tutto l’impianto delle strutture già scavate in precedenza, a cominciare dalla cosiddetta Ara della Regina e dalle Mura Romanelli.
Quindi è seguita una tavola rotonda dove i principali protagonisti dell’archeologia tarquiniese hanno parlato di quel che si è fatto finora e di quello che si deve ancora fare: la Soprintendente per l’Etruria Merdionale, dottoressa Sgubini Moretti, il direttore del museo "Complesso monumentale" l'arco (Archivio dell'Università di Milano)nazionale di Tarquinia, dottoressa Cataldi, le stesse dottoresse Bonghi Jovino e Bagnasco Gianni, e l’assessore alla cultura del Comune di Tarquinia, sig. Angelo Centini, dopo aver giustamente lamentato la cronica mancanza di fondi assegnati ed assegnabili ai Beni culturali, si sono poi metaforicamente rimboccati le maniche, auspicando che la buona collaborazione che già esiste fra tutti questi enti venga ancor più a stringersi in una sorta di “patto” per Tarquinia che dia vita ad un progetto unitario che veda tra i protagonisti altre importanti istituzioni come l’Università agraria, che ha sede nello stesso comune. L’intento deve essere quello di salvaguardare, ma rendere sempre più fruibile l’immenso patrimonio che ha fatto della cittadina uno dei siti inseriti nel patrimonio mondiale dall’Unesco, restaurando e continuando a scavare e studiare per fornire al grande pubblico sempre più materiale, sia archeologico sia di studio, per poter comprendere a fondo il mondo etrusco, romano e medievale che in Tarquinia sono concentrati in un mix che dalle campagne alle colline al mare trae ancora maggior fascino.