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Anno 9
Numero 37
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Curiosità
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IL CORALLO nella mitologia
Antonia Bonomi
Cosa sia il corallo in natura
lo sappiamo, è un animale, come sia nato ce lo racconta la mitologia
greco-romana.
Medusa,
una delle tre Gòrgoni e l’unica mortale ma fornita di poteri ben superiori a
quelli delle sorelle, era una splendida creatura la cui bellezza esaltata da
tutti le aveva dato alla testa, tant’è che si vantava di essere più bella di
Atena. Poseidone se ne innamorò e trasformatosi in grosso uccello,
infischiandosene della profanazione la portò nel tempio della dea per
possederla. Sdegnata, Atena si vendicò di lei trasformandole i capelli in
viluppi di serpenti, le spalancò la bocca con la lingua penzoloni in un ghigno
orrendo, diede ai suoi occhi il potere di pietrificare quelli che l’avessero
guardata.
Pèrseo, il “prestantissimo eroe” come lo chiama Omero nell’Iliade,
raggirato da Polidette si assunse il compito di ucciderla, e in questo fu
aiutato da Atena e da Mercurio che gli diedero alcuni consigli, oltre a
regalargli la prima uno specchio (ma si dice anche il proprio scudo), per
avvicinarsi a Medusa dandole le spalle per non essere pietrificato, il secondo
una spada seghettata per tagliarle la testa e calzari alati. Come gli avevano
detto gli dei, cammin facendo l’eroe incontrò le ninfe dello Stige che, oltre
ad indicargli dove trovarla, gli fornirono uno speciale sacco per riporre la
testa della Gòrgone. Decapitata che l’ebbe, dal primo fiotto di sangue uscito
dal collo reciso nacquero Pegaso, il cavallo alato, e Crisaore figli Poseidone.
Inseguito dalle altre due Gòrgoni immortali, grazie ai calzari alati Pèrseo si
alzò in volo per tornare a casa e, mentre sorvolava le coste della Libia, le
gocce di sangue che stillavano dalla bisaccia si trasformavano in vipere quelle
che cadevano sulla terra e in corallo quelle che cadevano nel mare. La testa
orrenda, splendidamente dipinta dal Caravaggio, finì come ornamento sullo scudo
di Atena.
Medusa pietrificava con il suo sguardo, il corallo è un animale marino che nel
suo elemento oscilla quasi come un’alga e al contatto con l’aria si
pietrifica e il corallo, per la particolarità di essere un animale che assume
una forma vegetale e che si trasforma in “pietra”, nella simbologia fa
coincidere i tre regni: animale, vegetale e minerale.
Ovidio così dice:
“Hanno pur oggi i coralli, al contatto, la stessa natura:
prendono durezza dall’aria, e le verghe, che sono nel mare,
sassi diventano quando si sporgono fuori dall’onde”.
Per la sua forma il corallo è associato all’albero come asse del mondo, è
simbolo della acque profonde che rappresentano l’origine del mondo, il colore
rosso e le ramificazioni tormentate ne fanno un simbolo delle viscere.
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