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Anno 9
Numero 37
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Curiosità
CURIOSIAMO
E
GIOCHIAMO
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I SUOI POTERI tra superstizione e tradizione
Antonia Bonomi
L’uso del corallo come
amuleto, secondo la mia personale teoria, può nascere dal fatto che rappresenta
i tre regni come detto nel precedente capitolo, e che i polipetti abbiano otto
tentacoli: l’ottagono rappresenta la terra (con i suoi tre regni), e il cielo
rappresentando così la fusione della materia e dello spirito.
Era considerato un simbolo dell’immortalità per quel suo essere tenero e
improvvisamente duro, in Cina rappresentava la longevità.
In Egitto era sacro a Iside, in Grecia e a Roma ad Afrodite-Venere, in tempi più
recenti è ornamento della Madonna alla quale sono dedicate splendide corone del
rosario in corallo.
Nell’antico Egitto, la polvere ottenuta macinandolo veniva sparsa sui campi
per propiziare raccolti abbondanti tenendo lontano il gelo e le cavallette. È
possibile che la polvere di corallo rosso, simbolo del sangue, abbia sostituito
precedenti sacrifici umani. Sempre in Egitto era usato contro la sterilità
delle donne e nel tempo divenne l’amuleto per antonomasia delle donne incinte,
delle partorienti e dei lattanti, efficace per prevenire le convulsioni, la
tosse canina, i dolori della dentizione.
Per il colore rosso, come abbiamo visto, era associato al sangue e a Marte erano
dedicati gli ornamenti fatti di astine levigate, forse antesignani del cornetto.
La sua fama di preservatore dal malocchio risale all’antichità, precede gli
Etruschi che
furono i primi ad “esportarlo” nei paesi Transalpini. Reperti archeologici
ci dicono che già dal VII secolo a.C. era stato diffuso tra i Celti e tra i
Germani come portafortuna e che accompagnava in vita e in morte chi poteva
permetterselo, magari come ornamento sullo scudo e sull’elmo da parata che poi
li seguiva nella tomba. Quando il corallo iniziò a scarseggiare, i Celti lo
sostituirono con lo smalto rosso di cui sono gli inventori.
Oltre alle collane, ai rametti, alle perline e ai cilindretti, diffusi
erano anche i ciondoli in forma di manina che fa le corna o con il pugno chiuso
con il pollice che sporge tra indice e medio, la cosiddetta mano-fica anti iella
che serviva a respingere le forze del male.
Assodato che come ornamento serviva contro il malocchio lanciato da persone
malevole, contro le sventure della vita, si diceva infondesse a chi lo portava
prudenza e sano raziocinio, donando un carattere allegro. Forse, erano proprio
queste le qualità che “aiutavano” il destino più che tenerne a bada i
capricci!
Secondo
fonti antiche si credeva avesse il potere di salvare la vita in battaglia,
allontanare i fulmini e calmare le tempeste, di aiutare ad attraversare senza
pericolo i fiumi proteggendo contro i pericoli causati dall’acqua e dal fuoco,
teneva lontani i ladri, anticamente i banditi durante i viaggi. Altra curiosa
credenza: si pensava che avesse il potere di trasformare l’acqua salata in
acqua potabile.
Coagulante in caso di emorragie, regolatore dei flussi mestruali troppo
abbondanti, macinato e mescolato all’acqua e bevuto era un rimedio contro
tutte le malattie interne possedendo qualità depurative e prosciuganti, perciò
anche contro la dissenteria, mente bruciato, polverizzato e mescolato al grasso
era un rimedio infallibile contro gli ascessi, per le malattie della pelle, per
cicatrizzare le ferite. Usato come polvere dentifricia levava le macchie,
rinforzava le gengive guarendo le infiammazioni. Polverizzato e mescolato a
parti uguali di acqua e albume era un rimedio contro l’emottisi.
Era considerato un tonico per il cuore e cura per le palpitazioni, portato
all’altezza dello stomaco preservava dalle malattie di stomaco e dalle
infiammazioni intestinali.
Portato al collo aiutava epilettici e gottosi.
Secondo la medicina araba era un eccellente collirio e rafforzava la vista per
le sue virtù pulenti e astringenti.
Bevuto in elisir aiutava ad equilibrare il maschile e il femminile nella
personalità, era utile nella cura dell’anemia e delle vene varicose.
Si diceva che una virtù del corallo fosse quella di impallidire e segnalare
l’arrivo di malattie o la presenza di veleno in chi lo indossasse a contatto
con la pelle.
Tra le virtù del corallo c’è anche quella di accentuare l’intuito,
di aiutare a prevedere il futuro. Ma, attenzione, le previsioni devono essere
fatte con cuore puro, non per manipolare il prossimo altrimenti diventa
malefico.
Il vostro corallo si spezza mentre lo indossate? Vi ha donato tutta la sua
energia protettiva, è il caso di sostituirlo.
Sognare il corallo indica che un vecchio amico ricomparirà nella vostra vita.
S in sogno portate monili di corallo sarà un vecchio innamorato a tornare alla
ribalta.
Se comperate oggetti di corallo, riceverete del denaro.
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