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Anno 9
Numero 37
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Curiosità
CURIOSIAMO
E
GIOCHIAMO
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PERLE? SI', GRAZIE la
tradizione popolare le paragona alle
lacrime, la moda le esalta come un classico senza tempo. Cosa sono, come si
ottengono, cosa dice la simbologia
Vittoria
Inverni
COSA
SONO
L'etimologia del nome perla è discussa. Secondo una corrente di pensiero deriva
dal latino "perna-pernula" prosciutto, per la somiglianza tra le
forme. Secondo un'altra
corrente, sostenuta nel 1967 da A. Castellani, deriverebbe da "perula",
bisaccia o piccolo bagaglio di forma tondeggiante, metafora presa dal latino
volgare nata in ambiente marinaro, non escluso il cittadino se si suppone che le
perle fossero usate per farne degli orecchini perciò "bisaccine appesi ai
lobi degli orecchi".
Combinazione chimica: carbonato di calcio al 91,72%, materia organica al 5,94%,
acqua al 2,23%, perdite d'analisi 0,11%.
La materia organica, denominata "conchiolina", è una sostanza
coriacea, insolubile nell'acqua, nell'etere e nell'alcol,
ricca di azoto che fa da scheletro al carbonato di calcio. Sembra che il
colore delle perle sia determinato dai pigmenti
contenuti in questa materia e non nella parte calcarea.
La perla si forma come la madreperla, materiale che riveste la parte interna
delle valve delle conchiglie. Lo strato di madreperla è quello di accrescimento
della conchiglia poiché l'epitelio secernente è a contatto diretto con la zona
madreperlacea. Se un corpo estraneo, parassita,
granello di sabbia o altro, penetra tra l'epitelio secernente e lo strato di
madreperla viene coperto dal medesimo e incorporato, formando così una bolla di
madreperla, o una mezza perla aderente alla conchiglia.
Invece, la
perla libera di forma sferica più
o meno regolare, si forma nell'interno del mantello, quando un identico corpo
estraneo viene avvolto da una particella di epitelio secernente che forma il
"sacco perlifero. Il quale inizia a secernere gli strati concentrici che
daranno vita a questo piccolo miracolo.
I colori delle perle comprendono una vastissima gamma di tonalità.
Generalmente la colorazione è distribuita a strati chiari e colorati che dal nucleo si alternano fino alla
superficie.
Le caratteristiche esteriori delle perle sono determinate dallo
"splendore" che è il punto luminoso che la medesima rivela se posta
su un piano orizzontale. Seguono: la "lucentezza", consistente
nell'aspetto iridescente e vellutato, e "l'oriente" che consiste nella
calda tonalità translucida causata dalla scomposizione della luce bianca.
La lucentezza e l'oriente costituiscono insieme "l'acqua" della perla.
Non solo le ostriche del gruppo delle "meleagrine", presenti
nell'oceano Pacifico, Indiano e mar Giapponese, nelle acque dell' America
Centrale producono perle. Vi sono altri lamellibranchi nelle acque salate, ne
producono molluschi d'acqua dolce come la "Margaritana
margaritifera" frequente in Francia, Baviera e Scozia.
Le perle d'acqua dolce sono generalmente meno iridescenti, perciò meno
pregiate, delle sorelle d'acqua salata.
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