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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

Curiosità

CURIOSIAMO E GIOCHIAMO
TWIN TOWERS un destino all’insegna dell’imprevisto negativo 

Antonia Bonomi 

L’11 settembre 2001 fa parte dei ricordi collettivi e personali indimenticabili. Anche se, malgrado ciò che si dice, non era la prima volta che gli americani erano colpiti “sul loro suolo” poiché durante l’ultima guerra ci provarono i giapponesi con i palloni, l’impatto dell’attentato terroristico è stato sconvolgente e vera è l’abusatissima frase “niente sarà più come prima” anche perché, a voler essere cinici, è stata fornita a George W. Bush l’arma per alzare la voce e non limitarsi a minacciare.
Le Twin Towers, orgoglioso simbolo di New York, sono state inaugurate il 4 aprile del 1973 e, fossero state un essere umano, lo si sarebbe definito “ben costruito”. Intraprendente, ambizioso, con quel tanto di diffidenza che non guasta mai, una bella apertura di idee e una certa abilità nell’approfittare delle situazioni ma con senso della misura e dell’opportunità. C’era un unico neo: il Sole e la Luna erano opposti ad Urano. Come essere umano sarebbe stato un po’ impulsivo e avrebbe dovuto evitare di fare affidamento sul caso a favore perché l’imprevisto poteva essere negativo.
Quell’11 settembre che cosa diceva il cielo delle Twin Towers?
Il Sole nella Vergine era opposto a Mercurio natale e quadrato a Saturno sia natale sia rotante, poiché era tornato sulla posizione natale indice dell’inizio di una nuova fetta di vita ma  il momento non era facile sia per l’opposizione del Sole con Mercurio che indica difficoltà nel dialogo, diffidenza, e per le insidiose quadrature di Marte rotante con Plutone natale, di Plutone rotante al quadrato e all’opposizione di tutti i pianeti citati. I due pianeti dell’aggressività, delle risorse segrete, della guerra e, nel caso di Plutone, delle deviazioni in genere erano stimolati dalla diffidenza del quadro di base, dalla diffidenza del momento, da un sentimento di animalità primitiva di vendetta per quanto concerne Plutone. È stato un attacco megalomane, da mitomani che difficilmente si ripeterà, a meno che ci siano altri monumenti con l’imprevisto negativo alla nascita e con aspetti tanto insidiosi.