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Anno 12
Numero 21
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Curiosità
ASTRONOMIA: il cielo di giugno, luglio, agosto
A cura della redazione
L'identificazione delle stelle
e delle costellazioni nel cielo stellato, è più semplice di quanto appaia in
realtà. Un trucco c'è, ed è semplice: basta scegliere alcune costellazioni
che si conoscono e usarle come punto di riferimento.
Per osservatori situati alle nostre latitudini, le costellazioni che tutti
impariamo a riconoscere fin da bambini sono l'Orsa Maggiore, o Grande carro, e
l'Orsa Minore o Piccolo carro, dalle forme inconfondibili, e sono queste che vi
aiuteranno, nelle notti serene, ad individuare le costellazioni e le stelle
visibili nel periodo.
IL CIELO DI GIUGNO, LUGLIO,
AGOSTO
La stella che avrete quasi sopra la testa, è impossibile non notarla, è Vega,
stella di 1ma grandezza nella costellazione di Lyra, o Lira o Arpa. Per quanto
si tratti di un piccolo gruppo, la sua forma a parallelogramma la rende
inconfondibile.
Ad est di Lira si trova la costellazione del Cigno, facilmente individuabile
poiché cinque delle sue stelle disegnano una evidentissima croce, per questo è
detta anche Croce del Nord. Tra la Lira e Bootes si trova la costellazione
Hercules, Ercole, vasta e sparpagliata, con stelle di relativa importanza, ma può
essere facilmente rintracciata poiché alcune sue stelle suscitano l'impressione
di un vaso di fiori dal quale fuoriescono sei steli.
Sulla desta di questa costellazione, c'è uno dei più spettacolari
ammassi globulari di tutto il cielo. Le fotografie a lunga esposizione rivelano
migliaia di stelle, mentre ad occhio nudo si presenta solo come una debole
stella, percettibile solo da coloro che hanno un buon potere visivo. Proprio
sotto il Cigno si trova l'Aquila, la sua stella più vistosa è Altair. A sera
tarda, è possibile vedere due costellazioni poco visibili, sono Scorpius, lo
Scorpione, quest'ultimo facilmente individuabile per Antares, la stella di 1ma
grandezza, luminosissima e rossa. A sinistra dello Scorpione, è possibile
vedere la costellazione del Sagittarius, Sagittario o Arciere. Rivolti a nord,
verso i gruppi circumpolari, si vede l'Orsa Maggiore con la coda, rivolta in
alto, la W distorta di Cassiopea, mentre all'estremo nord si può
vedere la luce iridescente di Capella e della sua Alfa Auriga.
AQUILA
È una costellazione piuttosto importante, che si vede nei cieli
meridionali nei mesi estivi e autunnali, è a sud del Cigno e della Volpetta, a
nord del Capricorno e del Sagittario. La configurazione è dominata da Altair, alfa di Aquila,
brillante stella di colore blu-bianco, chiamata sia l'Avvoltoio volante sia con
il nome della costellazione, in basso da beta dal colore giallo chiamata Alshain,
in alto da gamma di colore giallo
arancio chiamata Tarazed. La epsilon è chiamata Deneb Algedi, o Coda
dell'Aquila ed è di colore giallo arancio.
Secondo la tradizione Altair favorisce i nati all'inizio dell'Aquario, donando
loro qualità di energia e favore delle circostanze.
Deneb, invece, favorisce i nati nell'ultima decade dell'Aquario, fornendo
saggezza, forza d'animo e sempre circostanze favorevoli.
Leggende
Il poeta Arato la descrive semplicemente come un uccello, senza altre
identificazioni, mentre secondo una leggenda greca, l’Aquila commemora
l’uccello che divorava gli organi vitali di Prometeo,. Un’altra leggenda,
invece, racconta che rappresenta l’uccello sacro a Giove, mentre tra gli
artigli trasporta in cielo il giovane Ganimede destinato al dio come coppiere.
Il gruppo è stato identificato fin dall'antichità, fu raffigurato anche su
monete romane. La sua figura ricorre anche in una pietra, che rappresenta i
cieli, rinvenuta nella valle dell'Eufrate e databile a circa il 1200 a.C.
Un tempo si riconosceva una costellazione separata, chiamata Antinoo, dal nome
del giovane preferito dall'imperatore Adriano. Quando il giovane morì, gli fu
eretto un grande tempio sulle rive del Nilo.
Aquila si trova nel mezzo della Via Lattea e viene osservata per scoprire
le eventuali novae. Dal 1899, entro i suoi confini ne sono state trovate almeno
quattro.
CAPRICORNUS
Rappresenta il decimo segno zodiacale, è piccolo in ampiezza, forma un gruppo
facilmente individuabile tracciando una linea ideale da Vega, passando per
Altair e proseguendo verso sud della stessa distanza.
Le sue stelle maggiori sono l'alfa Giedi, la Fortunata degli uccisori, una
doppia gialla cui si sacrificavano animali quando il Sole sorgeva nel
Capricorno.
Leggende
Alcune leggende identificano il Capricorno con la capra Amaltea, la nutrice di
Giove neonato nella grotta sul monte Ida, a Creta e posta in cielo dal dio, una
volta assurto al potere. Con la sua pelle fu fatto lo scudo portato da Minerva,
con un suo corno il simbolo dell'abbondanza, la cornucopia.
Un’altra leggenda riguarda Pan: durante una festa sulle rive del Nilo,
cui partecipavano molti dei, intervenne
improvvisamente il gigante Tifone, i presenti si spaventarono e fuggirono in
tutte le direzioni. Pan, protettore di cacciatori e pastori, si tuffò nelle
acque del fiume e prese una strana forma, mezzo pesce e mezza capra, così come
è rappresentato nelle antiche carte stellari.
Nello zodiaco orientale è rappresentato come un pesce che ingoia un’antilope.
Per gli antichi, il Capricorno era
considerato un segno fortunato, secondo gli arabi le stelle alfa e beta sono le
stelle fortunate degli uccisori di bestie, gamma e delta le stelle fortunate
delle buone notizie.
CYGNUS o Croce del Nord
E’ un gruppo facile da riconoscersi per la sua forma a croce. E’ subito a
destra di Vega. La sua stella principale Deneb, alfa del Cigno, con Vega ed
Altair forma un triangolo di stelle facilmente visibile per gran parte dell'anno
nelle latitudini settentrionali.
Leggende
Il nome deriva dalla somiglianza con l’animale. Nell’antica Grecia ricordava
il poeta Orfeo, tramutato in cigno e posto in cielo dopo che le baccanti avevano
fatto scempio del suo corpo, secondo i romani rappresentava Cycnus, figlio di
Marte, per alcuni era anche l’amico di Fetonte che, mentre piangeva la triste
fine del figlio di Apollo precipitato dal carro del Sole nel fiume Po, fu
trasformato in cigno e posto in cielo.
La alfa Deneb, o Coda della Chioccia, è una delle giganti più luminose e
conosciute. è 8.000 volte più grande del Sole.
Il Cigno contiene una grande abbondanza di stelle variabili.
DELPHINUS, il Delfino
E’ una piccolissima costellazione a oriente dell’Aquila, le sue stelle più
luminose hanno una posizione a diamante, è stata definita “perfetta come una
miniatura e compatta come un gioiello”.
Leggende
Nell’antica Grecia il delfino era considerato un animale sacro e gli erano
attribuite molte leggende. Il poeta Arione ritornava in patria su una nave,
aveva con sé ingenti ricchezze che fecero gola ai marinai, che ordirono un
complotto per ucciderlo ed impossessarsene. Al momento di buttare in mare il
poeta e diventare padroni dei suoi averi, Arione chiese di poter cantare e
suonare per un’ultima volta la sua lira. Il poeta cantò e improvvisamente
saltò in acqua, un branco di delfini che si era accompagnato alla nave,
attirato dal canto e dalla musica melodioso, salvò Arione che a cavalcioni di
uno di essi giunse salvo a terra. Il dio del mare, Nettuno, per ricompensa
trasformò il pesce in costellazione, attribuendogli il significato di amico e
protettore dell'uomo, l'8 luglio del 1967, un maestro di scuola inglese, nella
costellazione del Delfino scoprì una novae dal "comportamento"
anomalo, che ancora nel 1970 poteva essere osservata con il binocolo.
EQUULEUS, il Cavalluccio
Costellazione molto piccola che forma un trapezio di quattro stelle posta tra
Pegaso e il Delfino.
L'origine della costellazione è misteriosa, poiché né Arato né Ipparco ne
fanno menzione. Per trovarla nominata bisogna arrivare a Geminus che parla della
parte anteriore di un cavallo.
Leggende
Una leggenda greca di età tarda parla di Celeris, il cavallo donato da Mercurio
al dioscuro Castore, famoso come esperto cavaliere.
HERCULES, Ercole
E’ una delle costellazioni più grandi ma non contiene stelle particolarmente
luminose, si trova fra la Lira e la Corona Boreale è individuabile per la sua
conformazione a “vaso di fiori” data dalla posizione delle sue quattro
stelle principali.
L'alfa è chiamata Ras Algethi, la Mano dell'inginocchiato, è una binaria, la
principale e anche una variabile irregolare gigante dal diametro stimato di 200
mila miglia e almeno 700 volte più luminosa del Sole.
Leggende
Tutte le antiche civiltà hanno identificato questa costellazione con un gigante
inginocchiato o un giovane che si piega, ma senza aggiungere un particolare
significato, l'identificazione del soggetto rappresentato. In seguito, nella
mitologia classica, è stato assimilato ad Ercole, figlio di Giove e Alcmena,
famoso per le sue dodici fatiche. I Fenici consideravano questa costellazione
come la rappresentazione del dio del mare Melkarth. Julius Schiller, nelle sue
riforme bibliche, lo rappresentò come i re Magi.
LYRA, la Lira o Arpa
E’ una costellazione piccola ma facile da riconoscere. Un gruppo compatto di
stelle che raffigurano una Lira dominata dalla luminosa Vega, alfa della Lira,
che è anche il vertice del triangolo creato con la stella Polare e
Arturo che ne sono la base. Nelle latitudini a circa 50° nord, si può
osservare direttamente sopra la testa nel punto dello zenit.
Vega, o Wega, è l'alfa di un brillante olore blu bianco. È fra le più
luminose del cielo e fu la prima stella ad essere fotografata nel 1850. I romani
la chiamavano con il nome della costellazione, Lyra, e segnava l'inizio del loro
autunno quando calava nel cielo del mattino. Nel raggio di 10° di Vega negli
ultimi inquant'anni si sono accese tre novae, l'ultia delle quali nel 1963,
scoperta indipendentemente da due dilettanti americani.
All'interno della costellazione, tra il 5 aprile e il 10 maggio, con maggiore
intensità tra il 19 e il 20 aprile all'inizio della primavera, è possibile
osservare una pioggia di meteore, dette Liridi
Un tempo era la stella polare, a causa della precessione degli equinozi, lo sarà
nuovamente fra circa 11.500 anni. è di gran lunga la più brillante delle
stelle che nel corso dei millenni si sono succedute
in questo ruolo. La beta è Sheliak, scritto in vari modi, sempre nomi arabi per
Lira.
Leggende
La costellazione rappresenta la lira inventata da Mercurio e donata ad Apollo
che la girò al figlio Orfeo, il musico degli argonauti. Una variante di questa
leggenda parla di questo strumento come quello usato da Orfeo per ammaliare la
bella Euridice.
In alcune carte celesti fu chiamata anche costellazione dell’Avvoltoio
Planante in contrapposizione all’Aquila che era l’Avvoltoio Ascendente.
La Lira è raffigurata su obelischi egizi come emblema della primavera e sulle
monete romane.
OPHIUCUS, Ofiuco o Serpentario
Questa costellazione è esattamente a metà strada fra il polo nord e il polo
sud, tra gli equinozi di primavera e d'autunno, copre una vasta area e forse per
questo non risalta. Sebbene l'eclittica passi all'interno dei suoi confini
meridionali non è inclusa nelle costellazioni zodiacali, né tanto meno nei
segni che da loro hanno preso il nome, essendo semplicemente segmenti dell'eclittica. Non fosse
chiaro: questa costellazione è il tormentone che tutti gli anni gli astronomi
ripropongono. Per individuarla basta tracciare una linea ideale fra la Corona
Boreale e Altair, a metà strada, un po’ a sud si trova la stella Rasalhague o
Ras Alhague, alfa Ophiuchi, detta anche Testa dell’incantatore del Serpente.
La eta Sabik è una stella bianca, binaria stretta.
Secondo la tradizione Rasalhague protegge i nati nella terza decade del
Sagittario, conferendo loro saggezza e fortuna. Sabik protegge i nati nella
seconda decade con le identiche caratteristiche.
Leggende
Gli antichi che diedero il nome al gruppo ritenevano che rappresentasse un
gigante che catturava con le mani un serpente, perciò Ofiuco è composto da due
parole che significano “Uomo che tiene il Serpente”. Per i romani era
Serpentarius.
La leggenda racconta che rappresenta il medico Esculapio, figlio di Apollo,
indottrinato all’arte della medicina dal centauro Chirone, il serpente è
l’emblema della prudenza e della sagacia ed è anche simbolo della sua capacità
nel guarire i morsi del serpente. Per i persiani era Eva e il serpente.
SAGITTA, la Saetta
E’ un gruppo molto piccolo che faceva parte delle 48 costellazioni antiche, si
trova a sud del Cigno a metà strada fra Albireo, beta del Cigno, e Altair.
Leggende
Secondo una leggenda greca è una delle frecce di Ercole che uccise
l’avvoltoio che mangiava il fegato di Prometeo, punito dagli dei per aver
voluto portare il fuoco all’uomo.
Secondo Eratostene, rappresentava una freccia di Apollo, con la quale il dio
uccise i Ciclopi.
E’ stata definita anche Freccia di Cupido. Schiller la chiamò Lancia o Chiodo
della Crocifissione.
SAGITTARIUS, il Sagittario o
l’Arciere
E’ la nona costellazione dello zodiaco, ed è molto bassa sull’orizzonte
meridionale, per localizzarla si traccia una linea da Deneb, alfa del Cigno, si
passa per Altair e si prosegue verso l’orizzonte. Nella rappresentazione del
planisfero di Dendera è raffigurata con le ali e due teste. Nel medioevo il
Sagittario era considerato un segno molto fortunato.
Leggende
In molti racconti questo segno raffigura la sagoma del leggendario centauro, metà
uomo e metà cavallo, suggerita dalla vista di un uomo che cavalca.
Secondo una leggenda greca commemora il centauro Chirone, figlio di Saturno che
insegnò all’uomo a cavalcare, era abile nell’astronomia e nella medicina,
anche se era morto per una ferita provocata da una freccia inzuppata nel sangue
dell’Idra di Lerna. Per la sua saggezza, Giove lo aveva eletto a "balia
asciutta" dei figli avuti fuori dal matrimonio con Giunone, e furono tanti,
dei quali era anche precettore.
Un’altra leggenda parla di un cacciatore di nome Crotus, altra ipotesi è che
il nome di Sagittarius sia solo simbolico e che riguardi un tipo di grano che
spargeva i semi come frecce lanciate dal suolo.
In alcuni monumenti babilonesi e persiani è indicato anche come il Re
gigante della Guerra.
SCORPIUS, lo Scorpione
E’ l’ottava costellazione dello Zodiaco ed è sempre molto basso
sull’orizzonte meridionale, la sua parte inferiore non è visibile dalle
nostre latitudini, è a sud di Ofiuco tra Sagittario e Bilancia, la stella più
brillante è la rossa Antares, alfa dello Scorpione, la beta è Graffias o
Grappine, Cancro-Scorpione, poiché anticamente le due descrizioni erano
intercambiabili. Antares, detta la rivale di Marte per il suo colore, e Graffias,
secondo la tradizione proteggono i nati nella prima decade del Sagittario,
fornendo loro buon fortuna e saggezza.
Leggende
In varie epoche, la costellazione è stata indicata anche come serpente e
coccodrillo, ma più solitamente come scorpione, forma nel quale è
rappresentato anche nel planisfero di Dendera. Nella mitologia classica
rappresenta l’animale, lo scorpione appunto, che uccise il gigantesco, e
bellissimo, cacciatore Orione per ordine di Giunone, in veste di Madre Terra,
poiché si era vantato di poter sterminare tutti gli animali del creato.
Secondo un'altra leggenda si era innamorato di Diana, che lo ricambiava,
la inseguì per farle violenza e uno scorpione mandato chi dice da Apollo e chi
da Giunone, lo punse facendolo morire. Diana lo pose in cielo, all'opposto dello
scorpione, perché non appaia mai con il suo nemico. Il cane del cacciatore
celeste era considerata la stella Sirio.
In tutte le epoche a questa costellazione si è sempre abbinato il pianeta
Marte, al tempo dei romani l’apparizione di una cometa entro il suo raggio era
presagio di infestazioni di rettili, insetti, locuste.
SCUTUM, Scutum Sobieskii, lo
Scudo, lo Scudo di Sobieski
E’ una costellazione che non esisteva e che fu creata nel XVII sec. con sette
stelle isolate fra la Coda del Serpente, l’Aquila e il Sagittario. E’ una
costellazione creata in onore di Giovanni III Sobieski re di Polonia.
Leggende
Più che di leggende si può parlare di una forma di gratitudine verso il re
polacco, vittorioso con la sua cavalleria alla battaglia di Kahlenberg il 12
settembre 1683. E’ la vittoria che consacra la liberazione di Vienna sotto
assedio turco dal 14 luglio, la sconfitta del visir Kara Mustafa e dei suoi
200.000 uomini, il definitivo allontanamento della minaccia musulmana
dall’Europa.
SERPENS, il Serpente
In passato era unita ad Ofiuco, oggi è divisa in due parti, Serpens Cauda e
Serpens Caput, alle due estremità di Ofiuco. La Testa è visibile sotto ed a
est della Corona Boreale, la Coda arriva quasi alla costellazione dell’Aquila.
L'alfa di Serpens è Unukalhai, dal colore giallo arancio che, secondo la
tradizione, protegge i nati nella terza decade dello Scorpione, fornendo loro
saggezza e forza d'animo, ma li rende anche tremendi nelle vendette.
Leggende
L'origine di questa costellazione è incerta, potrebbe essere legata all'natico
dio del Sole babilonese, Marduk, ma è certo che in epoca greca e romana la si
ritrova già in forma di serpente. Nella mitologia greca simboleggia Esculapio,
presumibilmente il primo medico della storia, si racconta che a casa di un amico
uccidesse un serpente, subito dopo un altro serpente entra nella casa, ha in
bocca un’erba con la quale ridà vita al suo compagno. Esculapio imparò
l’uso di quell’erba e se ne servì per guarire i malati e resuscitare i
morti.
VULPECULA, la Volpetta, l’Oca
E’ una costellazione fra le meno conosciute dal grande pubblico, si trova fra
Deneb, alfa del Cigno e Altair, alfa dell’Aquila.
Leggende
Anche questa costellazione risale al XVII sec., quando fu deciso di formare
costellazioni con le stelle lasciate da parte dagli antichi.
Si pensa che in tempi
antichi sia stata chiamata Anser, l’Oca, impersonata dalla sua stella alfa.
L’astronomo Hevelius nel XVII sec. considerò che questo gruppo di stelle
doveva necessariamente fare pendent con la costellazione della rapace Aquila,
quindi avida come una volpe.
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