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Anno 11
Numero 9
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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ASTRONOMIA: il cielo di marzo, aprile, maggio
A cura della redazione
L'identificazione delle stelle
e delle costellazioni nel cielo stellato, è più semplice di quanto appaia in
realtà. Un trucco c'è, ed è semplice: basta scegliere alcune
costellazioni che si conoscono e usarle come punto di riferimento.
Per osservatori situati alle nostre latitudini, le costellazioni che tutti
impariamo a riconoscere fin da bambini sono l'Orsa Maggiore, o Grande carro, e
l'Orsa Minore o Piccolo carro, dalle forme inconfondibili e sono queste che vi
aiuteranno, nelle notti serene, ad individuare le costellazioni e le stelle
visibili nel periodo.
IL CIELO DI MARZO, APRILE,
MAGGIO
All'arrivo della primavera, la costellazione dei Gemelli si trova bassa sul
cielo occidentale e sta per tramontare. Rivolgendovi verso sud e facendo
scorrere lo sguardo verso est, a sinistra, vedrete le cinque stelle a forma di
falce di Leo, la costellazione del Leone, con Regolo, la sua stella più
luminosa alla base del cosiddetto manico del falcetto.
Volgendo lo sguardo a sinistra del Leone, scorgerete un'altra stella di prima
grandezza, è Spica, o Alpha Virginis, nella costellazione della Vergine.
Ora, se partite dalla coda dell'Orsa Maggiore e vi spostate sopra Spica,
troverete Arturo, Alpha Bootes, nella costellazione del Bovaro. Nelle sere di
primavera questa costellazione si alza presto ed è visibile per tutta la notte,
Arturo è molto appariscente.
Ad est di Bootes si trova la Corona Boreale, una delle più piccole
costellazioni esistenti, ma con stelle scintillanti che formano un semicerchio
perciò molto visibili.
Ora, se tracciate una linea retta ideale tra Arturo e le code dei due Carri,
arriverete alla costellazione Cassiopea, dalla caratteristica forma a W
deformata.
BOOTES, il Guardiano o il
Bovaro
È una costellazione visibile per la gran parte dell'anno agli osservatori
settentrionali, facilmente riconoscibile per la forma trapezoidale, che la fa
rassomigliare ad un aquilone.
Arturo è l'Alpha Bootes, è di colore giallo arancio, è la quinta stella del
cielo per luminosità ed è la prima che fu osservata con un telescopio alla
luce del giorno. Questo accadde nel 1635 per opera di Morin, un astronomo
astrologo che faceva gli oroscopi per il re Sole. Nel 1933, il raggio di luce di
questa stella fu usato per spegnere le luci della fiera di Chicago. È una
grande stella, il suo diametro è circa 27 volte quello del sole.
In astrologia influenza i nati tra il 16 e il 20 di ottobre e i suoi effetti si
possono considerare simili a quelli di Marte e Giove.
Nakkar è una Beta di colore giallo e segna la mano della mitica figura.
Seginus è una Gamma bianca la cui luminosità a volte è più appariscente.
Pulcherrima è una Epsilon di colore giallo arancio, è un sistema binario con
la doppia bianca. È osservabile con strumenti piuttosto potenti.
Leggende
Bootes, negli antichi almanacchi, è descritto come un personaggio rustico che
impugna un oggetto rappresentato come lancia, falce, mazza ecc. qualche volta è
rappresentato con al guinzaglio due cani, mentre sono intenti a dare la caccia
all'Orsa Maggiore attorno al polo. Qualcuno ha voluto identificare nel
personaggio Arcade, figlio di Callisto. Dice la mitologia che Giove, al solito,
preso d'amore per Callisto, che non ci pensava proprio, la violò mentre
riposava, presentandosi sotto le spoglie di Artemide. Nove mesi dopo la povera
Callisto partorì Arcade, ma Giunone, folle di gelosia, la tramutò in orsa,
lasciandole la mente umana per colmo di crudeltà. Cresciuto, Arcade cacciava
nei boschi, incontrò l'orsa che era sua madre, stava per ucciderla quando
Giove, meglio tardi che mai, intervenne e li trasformò seduta stante nell'Orsa
Maggiore e in Bootes. Giunone, livida di rabbia, corse da Oceano e Teti e
supplicò che la rivale non dovesse avere mai il ristoro di un bagno. Infatti,
è la sola costellazione che non tramonta mai, come ricorda anche Omero nel V
canto dell'Odissea.
COMA BERENICES, Chioma di
Berenice
È una piccola costellazione che ad occhio nudo si presenta come un insieme
lanuginoso di una trentina di stelle, descritta da un astronomo del XIX secolo
come: "Una ragnatela finissima adorna di lucenti gocce di rugiada". La
si rintraccia partendo dalla Eta dell'Orsa Maggiore e spostandosi verso la
costellazione del Leone.
Alpha Com è una binaria giallo bianco
Gli altri oggetti, ammasso globulare e galassie a spirale, sono visibili sono
con cannocchiali.
Leggende
Il nome della costellazione deriva da una romantica leggenda mediorientale.
Berenice, figlia di Filadelfo, s'innamorò e sposò il proprio fratello Euergete,
re d'Egitto. Poiché Euergete doveva prendere parte ad una pericolosa spedizione
di guerra, Berenice fece voto che se fosse tornato, avrebbe offerto agli dei la
sua chioma. Fu esaudita e al ritorno del marito si tagliò le trecce e le appese
nel tempio di Venere. All'improvviso sparirono, furono chiamati i saggi, uno di
loro vaticinò che Giove, incantato dai capelli di Berenice, li aveva rubati e
posti in cielo. Infatti, era stata scoperta una nuova costellazione!
CANES VENATICI, Cani da Caccia
o i Levrieri
È una delle costellazioni introdotte da Hevelius nel XVII secolo per riempire
lo spazio vuoto e le "zampe" dell'Orsa. A parte la stella principale,
Cor Caroli, offre poco per chi l'osserva ad occhio nudo, ma l'intero spazio è
ricco di galassie, alcune delle quali sono visibili anche con piccoli strumenti.
Cor Carolis, Alpha bianca e binaria, è stata così chiamata nel 1660 in onore
di Carlo II, su suggerimento del medico di corte il quale, probabilmente abile
nell'arte dell'adulazione, affermò che la stella brillava di un particolare
splendore al rientro del re a Londra.
Chara, Beta, è di colore giallo.
La Superba è la stella Y del gruppo, una variabile semi-regolare, chiamata così
dal gesuita astronomo Padre Sacchi per il suo colore rosso scuro brillante.
Leggende
Sono i cani al guinzaglio di Bootes, mentre dà la caccia all'Orsa attorno al
polo. Il cane più a nord si chiama Asterione, quello più a sud Chala, cioè
colui che e caro all'occhio del padrone. Per i cinesi le tre stelle vicine alla
testa di Asterione sono le Tre onorabili guardie del legittimo erede.
CORONA BOREALIS, Corona Boreale
È una delle più piccole costellazioni dei cieli settentrionali, ma può essere
facilmente localizzata, come vi abbiamo indicato all'inizio. All'interno dei
confini della costellazione non vi sono nebulose o ammassi visibili con mezzi
ordinari, anche se esistono. Questa assenza di nebulose luminose rende la
costellazione appetibile ai cacciatori di comete, ed è già accaduto in una
notte d'estate del 1959 all'inglese Alcock, che la settimana dopo ne scoprì
un'altra.
Alphecca e l'Alpha, binaria spettroscopica di colore bianco. Per gli arabi, da
cui deriva il nome, è la Brillante del piatto, poiché per loro questa
costellazione è Piatto, per altri è la Perla della Corona o semplicemente
Gemma.
In astrologia influenza i nati tra il 2 e il 5 novembre, la sua influenza può
essere paragonata a quella di Mercurio e Venere.
Nusakan è la Beta, anch'essa binaria spettroscopica bianca.
R CrB è una delle variabili più interessanti del firmamento. Fu scoperta nel
1873, a causa della sua natura irregolare rimane per anni alla stessa luminosità.
Si può osservare con piccoli strumenti.
T CrB detta la Fiammeggiante, fu osservata nel 1855 e catalogata come stella di
mag. 9.5. ma il 2 maggio del 1866 fu catalogata da un dilettante irlandese come
luminosa "nova" che risplendeva a mag 2.0. fu la prima nova ad essere
studiata con lo spettroscopio. Come tutte le stelle della sua natura, la
luminosità è andata diminuendo, per tornare all'originale. È rimasta
invisibile per circa ottant'anni, poi è stata avvista come mag 3.0. Ora, è
regredita alla primitiva luminosità, ma tornerà a brillare.
Leggende
Nel 500 a.C. Ferecide ci racconta che quella era la corona regalata da Bacco
alla povera Arianna, figlia di Minosse re di Creta, piangente per l'abbandono di
Teseo. Dopo la sua morte, la corona fu posta in cielo. Ovidio, nei Fasti, dice
che la stessa Arianna divenne una costellazione.
Per gli arabi la costellazione era un piatto rotto, per i pellerossa era la
Sorella Celeste.
CORVUS
Piuttosto piccola e con poche stelle luminose, si riconosce facilmente per la
forma romboidale. È localizzabile tracciando una linea immaginaria a sud di
Spica.
Al Chiba, Corvo o Cornacchia, è l'Alpha di colore giallo bianco. È piuttosto
debole per essere la stella principale, ma si presume che abbia perso luminosità
nel corso dei secoli, senza dimenticare che quando Bayer, nel 1603, designò le
costellazioni con le lettere greche, usò un criterio personale, arbitrario.
Beta è gialla.
Gienah, l'ala destra del corvo, è di colore blu bianco
Algores o Algorab, la Delta, è una doppia bianca e giallo arancio, visibile con
il telescopio.
Leggende
Si dice che il corvo sia l'uccello nel quale si trasformò Apollo per sfuggire a
Tifone nello stesso momento in cui Pan si trasformò in Capricorno. Ovidio, nei
Fasti, ci racconta che un corvo, o cornacchia, fu mandato dal padrone a prendere
una tazza d'acqua, ma l'animale indugiò accanto ad una pianta di fichi per
aspettare che maturassero e mangiarseli. Fece ritorno con una biscia nel becco,
raccontando di aver tardato per via di un serpente. Per punizione fu esiliato in
cielo con la tazza, Crater, e il serpente, Hydra, e condannato dal custode
serpente ad una sete perenne. Un'altra leggenda dice che l'uccello fu
immortalato per il contributo dato alla vittoria di Valerio contro uno dei
Senoni. Anche ebrei e greci chiamano la costellazione corvo, simbolo che
ricorrere spesso anche in molto marmo con l'emblema di Mitra.
CRATER, Cratere
È situato vicino al Corvo, da cui lo separa l'Idra, per chi osserva
dall'emisfero settentrionale si trova in direzione sud del triangolo del Leone e
nei pressi del rombo del Corvo.
Alkes è l'Alpha, chiamata anche Base della Coppa, di colore giallo arancio.
La Beta è una stella bianca.
La Gamma è una doppia bianca, ma per vederla ci vuole il telescopio.
Leggende
Una leggenda ritiene che si tratti di una tazza appartenuta a Bacco, secondo
altri è il Calice di Apollo, o Coppa di Apollo come la chiamavano i romani. Uno
scrittore greco riferisce che si trattava della Coppa dell'Oblio dei
neoplatonici. Qualche volta è chiamata Secchio d'Acqua, altre Urna o Pentola
con due Manici. Secondo altri è il simbolo della coltivazione della vite da
parte di Noè. Nelle riforme bibliche Julius Schiller la considerò una parte
dell'arca dell'Antico Testamento.
HYDRA o Idra o Serpente d'Acqua
Costellazione estremamente lunga, che si estende per più di 100° da occidente
verso oriente. La testa è sotto il Cancro, poi gira tra il Leone e la Vergine
per finire nei pressi della Bilancia. Per osservarla ci vuole una notte serena e
senza luna.
Alphar, o la Solitaria del Serpente, è l'Alpha di colore giallo arancio. È una
stella evidente, la più luminosa in quella parte del cielo. Tycho Brahe la
chiamò il Cuore dell'Idra, per altri è il Collo dell'Idra.
La Epsilon è una binaria stretta con ambedue le stelle giallo chiaro, colore
che domina la costellazione, con una terza stella di colore bianco che rende il
sistema di stelle triplo.
LEO, Leone
Costellazione che ha dato il nome al quinto segno dello zodiaco, domina il cielo
primaverile a mezzanotte, ha una forma a falce, composto dalle sue stelle più
brillanti, che la rendono riconoscibile. Il sistema è ricco di stelle visibili
ad occhio nudo, almeno altre 100, e di stelle binocolari o telescopiche. Da una
zona all'interno della falce, ebbe origine una delle più grandi piogge di
meteore mai viste, le famose Leonidi, che raggiungono la massima intensità tra
il 14 e il 17 novembre. In una notte serena e senza luna si possono contare
anche 70 meteore. Si ha notizia che le Leonidi furono segnalate anche nel 903
d.C. e che hanno la tendenza a ripresentarsi a intervalli di 33 anni.
Regulus, o Governatore degli Affari Celesti secondo Copernico, o Cuore del Leone
per gli antichi, è l'Alpha di colore blu bianco. È un'ampia doppia, la
compagna è di colore giallo arancio. Per gli antichi era la principale delle
stelle reali, si credeva che sotto la sua influenza nascessero i re. Secondo la
tradizione influenza i nati tra il 20 e il 23 agosto con caratteristiche simili
a quelle di Marte e Giove. Trovandosi sull'eclittica viene spesso occultata
dalla luna e in modo spettacolare, talvolta, dai pianeti.
Denebola, o Coda del Leone, è la Beta bianca. Mentre si riteneva che
Regulus fosse di buon auspicio, l'antica astrologia indicava questa stella come
poco favorevole. Influenzerebbe i nati fra il 5 e il 10 settembre con effetti tipo Saturno
Venere.
Algieba, o Fronte del Leone anche se si trova sulla cosa, è la gamma giallo
arancio, uno dei sistemi binari più belli del cielo.
Zosma detta anche Duhr, la Cintura o Schiena del Leone, è la delta di colore
bianco. Nella notte del 13 dicembre 1690, Flamsteed la elencò e vide anche
Urano, ma non lo riconobbe come pianeta, cosa avvenuta poi nel 1781 con Herschel.
Algenubi, la Stella Meridionale della Testa del Leone, è la Epsilon gialla.
Secondo la tradizione astrologica influenza i nati tra il 10 e il 15 agosto con
effetti simili a quelli di Marte e Saturno.
Leggende
Rappresenta la pelle del leone Nemeo, una delle fatiche di Ercole.
LEO MINOR, Leone Minore
Piccola costellazione moderna tra il Leone e l'Orsa Maggiore, nei più vecchi
planisferi è un serpente. Secondo Arato, quella dove si trova era una zona di
stelle anonime e di relativa importanza.
LIBRA, la Bilancia o i Piatti
della Bilancia
È la costellazione che ha dato il nome al settimo segno dello zodiaco. La si
identifica partendo da Arturo e tracciando una linea verso Antares nello
Scorpione.
Zuben el genubi è l'Alpha bianca, un'ampia doppia con compagna giallo bianco.
La Beta era segnalata dagli antichi osservatori come verde smeraldo, effetto
dovuto alla scintillazione a causa della sua posizione estremamente bassa per le
latitudini settentrionali.
Leggende
Secondo al tradizione, non era riconosciuta dai caldei come costellazione a se
stante, ma era detta Chelae o Artigli dello Scorpione. Secondo un'antica
leggenda greca, la Bilancia fu posta in cielo per ricordare Mechus, inventore
dei pesi e delle misure. Una tradizione più recente e di parte romana indica
nella costellazione Giulio Cesare che tiene in mano i piatti della bilancia o
giustizia come segno della sua saggezza. Un'altra leggenda vi identifica la
bilancia di Astrea, dea della giustizia, che deve pesare il destino dei mortali.
Secondo Virgilio il cielo, inchinandosi, creò il segno della Bilancia alla
nascita di Ottaviano per sottolinearne le future qualità. Ma si tratta
di un atto di piaggeria, Augusto, del resto, preferiva indicare il Capricorno,
segno nel quale aveva la Luna, come il proprio, probabilmente ritenendolo più
virile.
SEXTANT
Per chi la osserva ad occhio nudo è una costellazione disordinata con pochi
oggetti interessanti da osservare. Le fotografie a lunga esposizione indicano
che è ricca di nebulose extragalattiche, di Universi-Isole praticamente senza
nome.
Leggende
La costellazione fu creata da Hevelius nel
1680 per celebrare lo strumento di cui porta il nome e che usava personalmente.
La dichiarazione è contestata da chi dice che rappresenti lo strumento usato da
Tycho Brahe, studioso dei tempi precedenti alla scoperta del telescopio. Il
secondo nome della costellazione è Urania, che si dice derivi dal castello di
Uraniborg, in Danimarca, dove lo studioso faceva le sue osservazioni.
VIRGO,
Vergine
È la costellazione che ha dato il nome al sesto segno dello zodiaco. È una
costellazione estremamente allungata che va dalla Bilancia al Leone. In aprile,
a mezzanotte, la sua figura sta a cavallo del meridiano. Una delle
caratteristiche di questa costellazione è
il numero immenso di nebulose extragalattiche che può essere fotografato, con
strumenti appositi, nel suo interno, e nelle costellazioni vicine. Questi spazio
è soprannominato l'Incubo dei cacciatori di comete. Al suo interno sono stati
classificati almeno dieci oggetti, compresa la Nebusolsa del Sombrero per via
della curiosa forma che assume nelle fotografie.
Spica è l'Alpha di colore blu bianco, fra le stelle più luminose del
cielo. È una binaria spettroscopica la cui luminosità fluttua ogni quattro
giorni, periodo coincidente con la rivoluzione della coppia. Secondo la
tradizione astrologica influenza i nati tra il 15 e il 20 ottobre con effetti
simili a Marte e a Venere. Spica è una stella conosciuta ai naviganti ed è
considerata una stella lunare essendo situata a 2° a sud sull'eclittica, lungo
l'apparente tragitto della Luna. Gli arabi la chiamavano la Solitaria,
l'Indifesa o l'Incostudita per la sua posizione isolata tra stelle
relativamente brillanti. Per gli astronomi cinesi era la stella primaverile per
eccellenza, nell'antica Grecia alcuni templi furono orientati verso di lei.
Nella carta stellare di Flamstees fu indicata come Spiga della Vergine.
Zavijava o Zarijan è la Beta di colore giallo bianco. Secondo la tradizione
influenza i nati tra il 16 e il 22 settembre con effetti simili a Mercurio e
Marte.
Porrima è la Gamma ed è uno dei sistemi binari più belli, con entrambe le
stelle di colore giallo bianco. A volte si trovano così vicine che possono
essere distinte solo con potenti telescopi. Il suo nome lo deve ai Latini che vi
riconobbero un'antica dea della profezia, sorella di Carmenta, che era venerata
dalla donne.
La Delta è una stella imponente, 700 volte più luminosa del sole, di colore
rosso arancio.
Vindemiatrix, o Almuredin è una stella gialla che secondo l'antica astrologia
influenza i nati tra il 30 settembre e
il 4 ottobre con effetti simili a quelli di Marte e Saturno.
Leggende
Le leggende che riguardano questo segno sono molte, una riguarda Astrea, la dea
della giustizia che, disgustata dalla cattiveria degli uomini, si rifugiò in
cielo, nella costellazione. Secondo altre leggende si tratta di Cerere che regge
in mano la spiga di grano, per i greci rappresentava la terra incontaminata.
Secondo gli egiziani nacque quando Iside,
lì rappresentata, creò la via lattea con i semi delle spighe di grano. Secondo
Plinio, quando una cometa appariva dentro i confini della Vergine, faceva
presagire disgrazie per le femmine di qualunque regno.
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