prima paginaPrima pagina
editorialeEditoriale
attualita'Attualità
culturaCultura
costumeCostume
spettacoloSpettacolo
personaggiPersonaggi
turismoTurismo
medicinaSalute
sportSport
agendaAgenda
oroscopiOroscopi
curiosita'Curiosità
consulenteConsulente
giardinaggioGiardinaggio
cucina
Cucina
dentino avvelenatoDentino avvelenato

linkI nostri link
e-mailE-mail


Anno
9
Numero
29

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Curiosità

SCOPRI L'ANIMALE CHE C'È IN TE      

Antonia Bonomi 

SAGITTARIO 

Ogni segno zodiacale  è posto sotto un pianeta, ogni pianeta domina una parte del mondo vegetale,  minerale e animale. In questo contesto prendiamo in considerazione il mondo animale e l'animale simbolo del pianeta che rappresenta il segno. Ma, ogni segno è composto da tre decadi, ognuna delle quali è posta sotto un pianeta diverso, che ha altri animali sotto di sé. Perciò, oltre ad essere rappresentato dall'animale dominante, ciascuno ha in sé anche l'animale della propria decade: scopri con noi quali sfumature assume la tua personalità con la somma dei due animali che ti rappresentano. 

L'AQUILA  è l'animale sacro a Giove, pianeta dominante del segno. La "regina degli uccelli", che si eleva al di sopra di tutti gli altri e può fissare il sole, è sempre stata ritenuta emblema solare, di rigenerazione e autocoscienza. Non manca un risvolto meno favorevole che parla di rapacità, crudeltà, oppressione, eccessivo orgoglio. E l'aquila corrisponde bene al Sagittario medio, così gioviale e ben impressionante, idealista, ambizioso, indipendente, sempre pronto a prendere il volo per altri lidi, fiducioso in sé e nella propria buona stella, accomodante, ma pronto a scattare quando pensa che il suo prestigio e la sua onorabilità siano lesi o messi in dubbio.
PRIMA DECADE 22 novembre 1 dicembre pianeta dominate MERCURIO animale GALLO. Caratteristica comune alla maggior parte delle simbologie il gallo rappresenta fierezza e forza, coraggio guerrieri, vigilanza e generosità poiché divide il suo cibo con le galline, fiducia e sicurezza poiché annuncia il sorgere del sole. Secondo gli ellenici era sia animale consacrato agli dei solari sia agli dei notturni, proprio per quel suo traghettare la notte al giorno. Un gallo veniva sacrificato ad Asclepio dio della medicina, figlio di Apollo dio solare,  e per accompagnare l'anima dei moribondi, in ruolo di psicopompo che era, poi, di Mercurio stesso. Un gallo nero era considerato magico in senso negativo, ma finirono per prevalere le valenze favorevoli ed ecco che sui cammei, come amuleti, su scudi e lapidi sepolcrali venivano rappresentati galli che dovevano scacciare con il loro sguardo ogni influenza negativa. Fra le varie credenze, si diceva che la cresta del gallo proteggesse dagli incubi notturni, che mangiare testicoli di gallo avesse effetti afrodisiaci e che facesse partorire alle donne figli maschi, che messo accanto ad una partoriente  facilitasse la nascita del bambino. Ma non tutta la simbologia è relegata all'antichità pagana. Nel Libro di Giobbe, il gallo è simbolo dell'intelligenza venuta da Dio. Per i cristiani era il Cristo che porta l'alba del nuovo giorno della fede, San Gregorio lo cita ad esempio del buon predicatore sia per la chiarezza del canto, sia perché prima d'iniziare si batte il fianco con le ali, sinonimo di penitenza.  Il triplice canto del gallo durante il rinnegamento di Gesù da parte di Pietro è il monito della superbia. Già nelle chiese romaniche era posto in effigie sui campanili per annunciare il giorno e la preghiera mattutina, fu stemma araldico delle Gallie e emblema di San Gallo. Al gallo sono riconosciuti difetti come la litigiosità, la collera, l'avarizia e la cupidigia, la lussuria. Aquila e gallo? Tra le caratteristiche del gallo c'è la curiosità, il non stare mai fermo, il passare disinvoltamente da una gallina all'altra, interessato a tutto, indifferente a tutto, litigioso al punto che, si dice, non possono esserci più galli in un pollaio. E l'aquila-gallo corre grossi rischi. Possiede intelligenza, dinamismo, è fortunato, ma poiché gli arriva tutto troppo facilmente, se non concorrono aspetti personali sia ben chiaro, rischia di mantenersi in superficie, di sfruttare con eccessiva disinvoltura le situazioni, le persone, di mettere a tacere gli scrupoli e di godersi la vita pensando alla carne e dimenticando lo spirito. È il Sagittario che racconta frottole, che non mantiene la parola, che vive di atteggiamenti e che, alla fine, si lamenta di non essere stato capito. Il suo motto? Fate come dico e non come faccio. È un'aquila che si comporta da pollo. Ha senso della famiglia molto relativo, la fedeltà, è un'opzione. Sempre fatti salvi gli aspetti personali.
SECONDA DECADE: 2-11 dicembre  pianeta dominante LUNA animale GRANCHIO. Simbolo prettamente lunare, delle acque primordiali, magico, infatti alcune leggende vogliono che il granchio rosso abbia insegnato agli uomini la magia, è ritenuto simbolo di fedeltà coniugale, anche se un po' sui generis. Secondo un mito, il primo uomo sulla terra affogò in una insenatura,  si trasformò in granchio e rovesciò la barca della moglie che era andata a cercarlo. Affogò anch'essa, si trasformò in granchio e la coppia si ricompose. Secondo gli antichi era ritenuto nemico del serpente. Nel simbolismo cristiano, poiché la sostanza di cui è fatta la sua corazza muta (e le femmine se la tolgono quando debbono essere fecondate), era l'immagine di Adamo e della sua caduta, ma anche della resurrezione dal sepolcro.  Per il suo modo di procedere obliquo, il granchio è anche indicato come astuto, abile e intrigante, sinonimo di un soggetto amante della solitudine. E qui abbiamo soggetti tosti, che uniscono le qualità del granchio, cioè l'intuito, l'abilità del Sagittario nel destreggiarsi in ogni situazione, il desiderio dell'aquila di elevarsi. Sanno giocare i giochi di tutti e si comportano a secondo delle persone con le quali hanno a che fare. Corretti con le persone corrette, disinvolti e senza scrupoli con chi si comporta secondo queste regole, procedono come schiacciasassi verso i propri obiettivi. Un po' santi e un po' carogne, entrare nelle loro grazie non è difficile se si ha qualcosa da offrire, se si deve chiedere bisogna ricordarsi che pretendono riconoscenza eterna. Sentimenti? Calorosi o freddi, a secondo di quello che si ha da dare. Sempre fatti salvi gli aspetti personali, s'intende.
TERZA DECADE: 12-21 dicembre pianeta dominante SATURNO animale CORVO o cornacchia. Per noi simboli di malaugurio o di morte, per gli orientali simboli di amore filiale, di amore familiare, messaggeri divini. Nella Genesi il corvo è simbolo della perspicacia: un corvo è mandato da Noè a vedere se la terra incomincia ad emergere dalle acque, e questo va avanti e indietro finché tutto non è prosciugato. Per i greci aveva facoltà profetiche, nella religione mitraica lo si considerava capace di scongiurare la cattiva sorte. I corvi si ritrovano presso la religione celtica, anche nella saga di re Artù, come simbolo di saggezza, ma anche di virtù guerriere: attaccati dai soldati del leggendario re, si riuniscono e a loro volta li fanno a pezzi. Secondo Svetonio, è anche simbolo di speranza, poiché ripete sempre cras, cras, cioè: "domani, domani". Per i celti irlandesi la cornacchia è la dea guerriera Bodb. Aquila, Corvo o cornacchia  nella somma danno il Sagittario animato da senso della giustizia, fascinoso, dinamico in modo mirato. Ha bisogno di spazi, di libertà di movimento e pensiero, è difficile imbrigliarlo se non lo vuole in prima persona, è ambizioso ma in modo tranquillo, quello che conta, per lui, è esserci più che apparire. Sembra distaccato, per qualcuno superficiale poiché dà l'impressione di non prendere niente sul serio, in realtà possiede un fondo fatalistico che lo porta a credere che niente avvenga per caso, se le cose vanno in un certo modo è perché dovevano andare così. È questo il risvolto poco comprensibile per gli altri e che a volte può impedire il conseguimento di risultati per i quali hanno, a modo loro, combattuto.