ALLORO
NOME SCIENTIFICO: Laurus nobilis
NOMI DIALETTALI: laur, lavro, orbano, romolino, slaverno,
lavràno, aurar, onòro, alaru, latiu, agliòu 
DESCRIZIONE: conosciuto anche come lauro, fa parte delle
Lauracee. Introdotto in Europa dall'Asia Minore, ebbe larga diffusione in Grecia per
espandersi poi in tutto il territorio, trattenuto solo dalle regioni troppo fredde o dove
la temperatura scende sotto i 15°. Sempreverde e spontaneo, è anche coltivato come
pianta ornamentale e le siepi d'alloro sono spesso usate come divisori. Oltre ad essere di
bell'aspetto, emana da legno e foglie un buon odore. Le dimensioni sono molto variabili:
dall'alberello che cresce nei vasi sulle finestre all'albero alto fino dieci metri. Il
fusto bruno rossiccio, nel tempo diventa grigio, i rami giovani sono verdi e flessibili.
Le foglie sono lunghe anche 10 cm, lanceolate od ovato lanceolate, hanno colore verde
scuro e lucido nella pagina superiore e consistenza coriacea. I fiori sono riuniti in
piccoli fascetti ascellari, compaiono in primavera e sono divisi in maschili e femminili.
I primi sono piccoli e di colore giallognolo, i secondi sono bianchi e muniti d'ovario. Il
frutto è una drupa carnosa, nera e lucida che contiene un unico seme. L'alloro si
riproduce per talea in autunno o per propaggine dei rami inferiori in tarda estate o
inizio autunno.
È conosciuto fin dall'antichità ed usato per le sue svariate proprietà.
PARTI UTILIZZATE: foglie fresche senza il picciolo durante
l'estate, essiccate durante le altre stagioni, il frutto dopo ottobre, quando è ben
maturo.
PRINCIPI COSTITUENTI: le foglie contengono olio essenziale
composto da geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene.
Le bacche contengono glicerile di lauro, olio essenziale come le foglie con maggioranza di
cineolo.
PROPRIETÀ:
svolge un'efficace azione antisettica e blandamente insetticida. È consigliato contro
l'affaticamento, è tonico, stimolante e nello stesso tempo utile per combattere
l'insonnia, digestivo, combatte i gas intestinali, i dolori mestruali, è diuretico,
espettorante, sudorifero, antispastico, utile contro le bronchiti croniche. L'olio
essenziale è utile contro le contusioni, slogature, dolori artritici e reumatici, per
combattere l'alopecia, nella psoriasi e in tutte le malattie della pelle dovute a funghi,
gli ascessi. ATTENZIONE: non bisogna confondere le sue foglie e le bacche con il
lauroceraso o l'oleandro che sono tossiche.
RACCOLTA-CONSERVAZIONE: le foglie si raccolgono tutto
l'anno, ma il periodo migliore è quello della fioritura. Vanno fatti essiccare all'ombra
e in luogo ben aerato. I frutti vanno fatti essiccare in un ambiente caldo e conservati
poi in vasi di vetro.
PREPARAZIONI
Infuso: sminuzzare 10-15 g di foglie in mezzo litro d'acqua bollente, lasciare in posa
dieci minuti, filtrare e bere tre tazze nel corso del giorno.
Olio essenziale: si acquista in erboristeria o in farmacia.
Non va preso per via orale, non superare le dosi consigliate.
Olio semplice, o tintura oleosa per uso esterno: macerare 20
frutti essiccati per 5 giorni in 100 ml d'olio di semi. Filtrare spremendo, versare in
bottigliette di vetro scuro a chiusura ermetica. Da utilizzare per massaggi e frizioni.
Tintura: si acquista in erboristeria. Per prepararla
macerare per 12 giorni 20 g di foglie essiccate e sminuzzate in 100 g d'alcol a 80°,
filtrare spremendo. Dose consigliata 30-40 gocce al giorno diluite in una tisana calda.
SALUTE
Affezioni bronchiali, anche croniche, influenza, inappetenza: bere 4 tazzine al giorno
d'infuso ben caldo. Oppure, prendere due o tre volte al giorno 30 gocce di tintura in una
tazza di tisana calda d'eucalipto o di lavanda.
Cattiva digestione, mal di stomaco, disturbi intestinali in
genere, depressione, stanchezza, sudorazione eccessiva alle estremità: bere con
regolarità una tazzina d'infuso dopo i pasti. Oppure mettere 10-15 gocce di tintura madre
sopra una zolletta di zucchero.
Alopecia, ascessi, contusioni, distorsioni, slogature, gotta,
reumatismi, micosi della pelle in genere: sulle zone interessate da uno di questi
malanni fate massaggi delicati e persistenti usando una miscela composta da 20 gocce
d'olio essenziale e 50 ml d'olio canforato. Sono con la psoriasi o micosi varie, si può
usare qualche goccia d'olio puro, non più di una volta al giorno e non tutti i giorni.
Animali: uno strato sottile di tintura oleosa sparso sul
pelo degli animali li difenderà dalle mosche. I massaggi con olio essenziale sono
indicati anche per gli animali artritici.
BELLEZZA
Per mani e piedi sudati: bollite per mezz'ora 40 g di bacche in un litro d'acqua.
Lasciate intiepidire, schiacciate le bacche per toglierne il succo, filtrare e usare per
maniluvi e pediluvi che dovranno durare circa un'ora.
Bagno deodorante, stimolante, rilassante: bollite per una
decina di minuti 150 g di foglie fresche o secche in un litro d'acqua, versate nella vasca
già pronta con acqua calda, strizzate bene le foglie. Oppure, nell'acqua del bagno non
eccessivamente calda versate 6 gocce d'olio essenziale d'alloro.
ALTRI USI
Cucina: le foglie e le bacche d'alloro servono per aromatizzare arrosti,
selvaggina, patate lesse, minestre, sughi, involtini, spezzatini, conserve di pomodoro,
pesce, legumi e cereali, castagne, fichi secchi rientra nella composizione dell'aceto
aromatico. Le bacche sono usate per aromatizzare alcune birre inglesi.
Casa e giardino: per allontanare insetti e tignole dalla
dispensa mettete qualche foglia d'alloro essiccato in vasetti aperti tra la pasta, la
farina e il riso. Negli armadi e nei cassetti mettete foglie essiccate in sacchetti di
cotone bianco. Per mantenere fresca l'aria negli ambienti, sminuzzate qualche foglia
d'alloro
nelle
miscele di pot-pourri.
LINGUAGGIO DEI FIORI: come tutte le sempreverdi è simbolo
dell'immortalità, emblema della gloria sia bellica sia spirituale. Con l'alloro,
nell'antichità greca e latina erano incoronati gli eroi, i geni e i saggi.
ANEDDOTI E CREDENZE: In Grecia, prima di vaticinare la
Pizia, e gli indovini in genere, masticava o bruciava foglie d'alloro per accentuare le
qualità divinatorie. Tenere alloro in casa o addosso significava avere la protezione di
Apollo, cui la pianta era sacra. Dice la mitologia che la ninfa Daphne, per sfuggire ad
Apollo che la concupiva, chiese a Giove di trasformarla in pianta, e lui la mutò
nell'alloro. Dice la tradizione che l'alloro non è colpito dai fulmini, e preserva dai
medesimi le case dove è piantato, per il rispetto che Giove portava alla ninfa. La
cristianità ha mantenuto il simbolo spirituale dell'alloro. Da Daphne ancora deriva il
nome con il quale la pianta è chiamata tra Grecia, Albania e Jugoslavia:
"dafina".
Il termine nobilis che accompagna il lauro, sta ad indicare la grande considerazione nella
quale l'alloro era tenuto. Empedocle d'Agrigento l'aveva definita suprema fra tutte le
piante. Secondo alcuni filologi, "laudus" fu il termine precedente a laurus,
mentre altri sostengono che sia una deformazione della radice "drau" o
"dru" che significherebbe legno, albero, diventata daurus e infine laurus.