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Anno 10
Numero 51
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Curiosità
LA PIANTA DELLA SETTIMANA: IPERICO
NOME SCIENTIFICO:
Hypericum perforatum
NOMI DIALETTALI:
pilatro, pirico, piriconi, millebuchi,
parforata, tutta sana, ciciliana, rosa di Saron o barba di Aronne per gli inglesi, scaccia
diavoli, erba San Giovanni in tutte le zone dell'emisfero settentrionale
DESCRIZIONE: secondo alcuni botanici appartiene alla
famiglia delle Guttiferae, secondo altri al gruppo Hypericum, l'iperico si divide in molte
specie, una ventina delle quali in Italia. È presente allo stato selvatico in tutto il
mondo, ma è anche coltivato come pianta ornamentale. Pianta perenne, resistente al gelo,
dal fusto rossastro, cresce in grandi macchie di colore giallo oro, i fiori appena
sbocciati che durano un giorno, e rossiccio dato dai fiori appassiti che s'infeltriscono
assumendo una colorazione ruggine. Predilige i terreni soleggiati o in leggera penombra, i
campi incolti o abbandonati, i margini delle strade e viottoli di campagna, i boschi radi
e cresce fino a 1600 m. Ha forma cespugliosa e rotonda, altezza massima attorno agli 80
cm, fiorisce tra giugno, al solstizio ed ecco perché si chiama erba San Giovanni, e
settembre, i fiori profumano intensamente di limone e producono un frutto rossastro che
contiene i semi, ed è cosparso da piccole ghiandole che secernono un pigmento rosso
scuro. Si riproduce in autunno per semina o attraverso i polloni basali. Le foglie,
opposte e di colore verde pallido, sono punteggiate da ghiandole oleose e traslucide che,
viste controluce, sembrano tanti piccoli fari, da qui il nome di perforata. È conosciuta
fin dall'antichità, se ne trovano testimonianze fin dal VI secolo a.C., ed usata nella
farmacopea domestica per le sue svariate proprietà.
PARTI UTILIZZATE: foglie e sommità fiorite sia freschi sia
essiccati.
PRINCIPI COSTITUENTI: olio essenziale, detto olio rosso,
ipericina, resina, tannino, vitamina C, carotene, acidi clorogenico e caffeico.
PROPRIETÀ: è consigliata nelle affezioni bronchiali, asma,
catarro, infiammazioni alla trachea, cattiva digestione, mal di stomaco, disturbi epatici,
diarrea, distorsioni, depressioni, ansia, sudorazione alle mani e ai piedi, menopausa,
dolori mestruali, leucorrea, eneuresi, frigidità, impotenza, parassitosi, bruciature,
scottature, eritemi solari, ulcere, piaghe, contusioni, slogature, gotta, reumatismi,
sciatica, pelle secca, pelle rugosa. ATTENZIONE: ha il potere di rendere la pelle degli
animali sensibile alla luce solare e la parte depigmentata può andare soggetta a pruriti
ed irritazioni che possono, in qualche caso, condurre anche alla morte.
RACCOLTA-CONSERVAZIONE: foglie e sommità fiorite si
raccolgono da giugno a settembre, quando buona parte dei fiori è già aperta, recidendo i
fusti ed evitando di prendere porzioni legnose, legando a mazzi ed essiccando in luogo
ventilato e all'ombra, conservando poi in recipienti a chiusura ermetica, lontano
dall'umidità.
PREPARAZIONI
Infuso: 8 g sommità fiorite essiccate, sminuzzate in una
tazza d'acqua bollente per un quarto d'ora, filtrare e consumare.
Olio essenziale: si acquista in erboristeria o in
farmacia.
Olio semplice per uso esterno: Olio semplice per uso esterno: macerare al sole per 15
giorni 200 g di fiori freschi leggermente contusi in mezzo litro di olio d'oliva e 200 g
di vino bianco secco ben emulsionati. Far bollire poi a fuoco lento, a bagnomaria, finché
il vino è evaporato, conservare l'olio ottenuto, filtrandolo, in bottigliette di vetro
scuro e a chiusura ermetica da utilizzare per compresse e frizioni.
Compresse: si acquistano in farmacia o in erboristeria.
Polvere: ridurre i fiori essiccati in polvere, pestandoli in
un mortaio, conservare in barattoli a chiusura ermetica e lontano da fonti di calore. La
dose consigliata è di mezzo cucchiaino al giorno.
Tintura: si acquista in erboristeria. Per prepararla in
casa, macerare per 10-15 giorni 25 g di fiori sminuzzati in 120 g di alcol a 60°.
Filtrare e conservare in bottiglia di vetro scuro con contagocce. Dose consigliata 10-12
gocce 2-3 volte al giorno.
SALUTE
Affezioni bronchiali, asma, catarro, infiammazioni alla trachea:
bere una tazza d'infuso caldo tre volte al giorno, oppure un cucchiaino di polvere di
fiori mescolata a un cucchiaino di miele di castagno due volte al giorno.
Diarrea, cattiva digestione, mal di stomaco, di testa, disturbi
epatici, tensione, depressione, sudorazione eccessiva alle estremità:
bere una tazza
d'infuso tiepido dopo ogni pasto principale, oppure 10 gocce di tintura in un po' d'acqua
zuccherata due volte al giorno.
Disturbi premestruali, menopausa: tre tazze d'infuso al
giorno bevute con regolarità.
Bruciature, scottature, eritemi solari, piaghe, ulcere:
applicare
sulle parti interessate, dopo averle rinfrescate, compresse imbevute di olio e lasciare
agire per una mezza giornata, quindi procedere alla medicazione. Per i casi gravi è
sempre consigliabile ricorrere al medico.
Contusioni, distorsioni, slogature, gotta, reumatismi:
applicare sulla parte dolorante un poco di olio e massaggiare leggermente fino a completo
assorbimento. Per i casi gravi è sempre consigliabile ricorrere al medico.
BELLEZZA
Maschera per pelli secche: frullare un pugno di fiori
freschi, due gherigli di noce, 3 mandorle spellate e 1 cucchiaio di fieno greco. Mescolare
il composto ottenuto con un cucchiaio di miele d'acacia, stendere su viso, collo e
décolleté ben puliti e asciutti, lasciare agire una mezz'ora e sciacquare con acqua
tiepida.
Trattamento antirughe: picchiettare le zone interessate, in particolare le
cosiddette zampe di gallina, due volte al giorno con qualche goccia di olio.
ALTRI USI: le foglie più tenere possono essere consumate in
insalata. Recenti studi hanno dimostrato che la presenza di foglie d'iperico favoriscono
la conservazione dei cibi. I Tartari usano il decotto d'iperico come stupefacente.
Nell'America del Sud, la varietà locale è usata come aromatico, eccitante, e tonico.
LINGUAGGIO DEI FIORI: è considerata una delle più potenti
piante antimaleficio, un autentico talismano.
ANEDDOTI E CREDENZE: il fatto che sbocci a ridosso del
solstizio d'estate e di San Giovanni, tradizionalmente notte delle streghe, le ha
probabilmente conferito la nomea di cui sopra. Veniva coltivato o appeso fuori delle case
per scacciare diavoli e malefici. Nel Medioevo si riteneva che un decotto di fiori
d'perico raccolti prima dell'alba servisse a scacciare qualsiasi mania e a guarire dalla
rabbia. Veniva anche bruciato come incenso. Con la cristianizzazione, si diffuse la
leggenda che l'iperico fosse nato dal sangue di San Giovanni, alimentando la credenza di
cui sopra, e che il diavolo volesse distruggerla trafiggendola, ma l'unico risultato
ottenuto fu quello di perforarle. Sempre le lontano Medioevo nacquero leggende comuni un
po' a tutta la zona europea: con l'iperico, colto la notte di San Giovanni, le ragazze da
marito potevano divinare se avrebbero trovato il sospirato sposo nel corso dell'anno.
Bastava cogliere un rametto d'iperico e appenderlo nella propria camera da letto. Se il
mattino seguente era fresco e vegeto entro l'anno ci sarebbe stato il matrimonio,
altrimenti
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