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Numero 17
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Giardinaggio
DOSSIER PIANTE GRASSE: così sobrie, così
opulente, così succulente
COSA SONO E DOVE NASCONO
Maria Maddalena Regno
Nel linguaggio comune si chiamano "piante grasse", i botanici parlano
di "succulente" quando indicano le numerose specie originarie dei luoghi
semidesertici o desertici, capaci di immagazzinare al loro interno grandi riserve d'acqua
e minimizzarne il consumo per fare fronte ai periodi di siccità.
Tra queste specie, una prima grossolana classificazione è tra succulente, con foglie, e
cactacee, spinose. Entrambe presentano un infinito numero di tipi, dalle forme
estremamente variabili, immense o miniaturizzate, tutte affascinanti, con fioriture brevi
e dai colori smaglianti. Si calcolano le succulente in circa 10 mila tipi, divisi in circa
venticinque famiglie di cui la più numerosa è formata dalle cactacee con 2000 specie, ma
sono stime per difetto.
Come tutto in natura, meravigliosamente ingegnoso è il modo con il quale si sono evolute
queste piante e come provvedono al proprio sostentamento.
Quando la pianta è a radici, e sono le succulente, queste immagazzinano l'acqua
diventando tuberiformi. Poiché sono sotto terra, la perdita dell'acqua avviene con molta
lentezza. Le foglie sono per lo più carnose per immagazzinare altra acqua e poco porose
per ridurre ulteriormente la vaporizzazione. Nei periodi di grande siccità, queste piante
riducono la crescita alla sommità, per rigenerarsi in seguito attraverso le radici.
Inoltre, le rare volte che piove debbono essere molto rapide nell'immagazzinare l'acqua, o
la rugiada quando c'è. Ed ecco l'apparato radicale che si estende appena al di sotto
della superficie e che appena avverte l'umidità produce immediatamente nuovi peli
radicali. Le foglie delle succulente si ritirano quando l'acqua è scarsa, per tornare
turgide non appena la condizione è favorevole. Se le foglie cadono significa che la
siccità è stata eccessiva. Dopo la siccità, alla prima acqua le piante del deserto
fioriscono immediatamente dando luogo a spettacoli
magnifici.
Le succulente caudiciformi crescono in luoghi particolarmente inospitali e hanno la base
formata sia dal fusto sia dalle radici che aumenta la possibilità d'immagazzinare acqua.
Le succulente epifite crescono per lo più nelle foreste e si agganciano ad altre piante,
avvolgendole, o traggono nutrimento dal substrato di foglie marcescenti.
I cactus, invece, hanno per lo più riserva d'acqua nel fusto, che può essere a
candelabro o a cuscino, a palla, come abbiamo detto non manca certo la fantasia nelle
forme. In tempo di aridità le coste longitudinali sono molto profonde, dopo una forte
pioggia l'epidermide si distende e le pieghe diventano meno evidenti. Quanta riserva
d'acqua può immagazzinare un cactus? Anche per due anni. A secondo dell'esposizione, la
pianta può perdere più acqua sul lato rivolto al sole inclinandosi in quella direzione:
in certe zone dell'America i fusti colonnari dei cactus sono tutti inclinati verso
sud-ovest, da qui l'appellativo di "cactus bussola".
L'interno della pianta è formato da robuste nervature legnose che sostengono la massa del
tessuto spugnoso, la "pelle", oltre ad essere ricoperta di spine, può essere
cerosa, sempre per impedire l'evaporazione.
In termini botanici, le spine delle cactacee sono foglie modificate e hanno molteplici
funzioni. La più ovvia è che impediscono agli animali di danneggiare la pianta stessa.
Poi: fanno da schermo contro i raggi solari e contribuiscono a mantenere la pianta
relativamente fresca; formano una sorta di "camera d'aria" isolante che rompendo
i venti aridi del deserto riduce ulteriormente l'evaporazione; la spina raccoglie le gocce
d'acqua che cadono successivamente sul terreno e sono assorbite dalle radici della pianta.
Alcune specie di cactus si coprono di una lanugine bianca che, nel luogo d'origine
solitamente posto a notevoli altezze, serve a mantenere la pianta al caldo. Fra le
particolarità di queste piante che non finiscono mai di stupire, troviamo specie che
raggiungono anche i 20 metri d'altezza e certi cactus che raggiungono a malapena i 10-13
cm con fiori dal diametro di 15 cm!
I cactus sono originari dell'America, e prima che Cristoforo Colombo la scoprisse e gli
esploratori s'imbattessero in loro, erano conosciute solo dagli indigeni abitanti le zone
predesertiche e desertiche delle regioni che vanno dagli Stati Uniti del sud all'America
del sud. Ma da secoli esistono cactus spontanei del genere ripsalide anche in Africa,
nell'isola di Ceylon, nel Madagascar. Come mai? I botanici dicono che i loro semi furono
portati da uccelli.
Le prime "piante grasse" furono introdotte in Europa all'inizio del 1500 come
curiosità. La prima classificazione la si trova negli erbari inglesi. Il più famoso è
l'Erbario o storia generale delle piante di John Gerardo pubblicato nel 1597. Nel 1753
provvide Linneo nel suo Species Plantarum e si servì di nomi greci e latini. Il fico
d'India fu chiamato Opuntia, derivato dalla città greca di Opus e mediato da Plinio
poiché questi, nelle sue raccolte, parlava di una pianta simile.
Le prime collezioni private furono create nel 1600 ad opera di ricchi che potevano
permettersi le serre calde necessarie a garantire la sopravvivenza alle piante. È di
questo periodo la creazione, ad Amsterdam, dell'Hortus Medicus che, come dice il nome,
aveva la finalità prima di fornire ai medici piante officinali. Ma già all'inizio del
1800 era diventati di gran moda i giardini dotati di serre per piante grasse. Nel 1835 un
nobile tedesco possedeva la più bella collezione europea di succulente, il principe russo
Kotschoubery di San Pietroburgo finanziava numerosi
collezionisti. Addirittura, c'erano esemplari che venivano venduti ad oltre il loro peso
in oro!
Ai nostri giorni l'interesse per le piante grasse, dopo il calo dovuto alla moda delle
orchidee, è ripreso più forte che mai, nuove specie spontanee vengono scoperte e, dopo
che le precedenti sono andate disperse, nascono nuove collezioni non solo private, ma ad
opera anche di istituzioni botaniche. Tra le più conosciute la più antica sopravvissuta,
quella del Royal Botanic Garden di Londra, il Giardino esotico del principato di Monaco la
cui creazione iniziò nel 1912 e la cui inaugurazione è del 1933 perché tanti anni ci
vollero per completarlo, l'Huntington Botanical Garden di California, la collezione di
Zurigo, e la nuovissima creata a Brisbane in Australia. Per preservare le specie, molti
governi impediscono l'esportazione della piante, mentre favoriscono l'esportazione di
semi.
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