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Anno
9
Numero
9

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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della
Storia
del segno dell' 

AQUARIO
ALESSANDRO VI papa, libertino e papà  

Antonia Bonomi 

Rodrigo de Borja y Borja, italianizzato Borgia, nasce a Jàtiva presso  Valencia, figlio di due cugini: Isabella Borja e Joffré de Borja y Doms. Lo zio materno Alonso, vescovo della città spagnola, lo prende sotto la sua ala protettrice, con una masnada di altri parenti, quando ha quattordici anni e lo fa studiare diritto canonico all'Università di Bologna dove si laurea nel 1456. Lo zio, una volta diventato papa nel 1455 con il nome di Calisto III, loritratto di Alessandro VI Borgia - scuola tedesca nomina subito protonotario apostolico e nel febbraio del 1456 cardinale diacono e vescovo di Valencia (per questo sarà anche chiamato il cardinale Valentino), benché sia laico e non abbia ricevuto alcun ordine. Oltre ad occuparsi di varie abbazie e vescovadi, e ad accumulare quattrini, Rodrigo non disdegna i piaceri della carne e quando arriva a Roma ha già almeno un figlio illegittimo certo, mentre è legato pontificio in Spagna ha due femmine (Isabella e Girolama), nel 1463 un maschio, Pier Luigi, primo duca di Gandia. Nel 1457 è cancelliere della santa sede, una carica che aumenta ancora le sue già notevoli entrate al punto di farlo essere il secondo cardinale più ricco, continua ad occupare la carica anche se lo zio papa muore nel 1458 (e la occuperà sotto quattro papi finché non sarà eletto a sua volta), e continua a  fare i… porcacci comodi suoi seminando figli, tant'è che nel 1460 si attira un aspro rimprovero da Pio II, ma lui fa orecchie da mercante, si trova un'amante fissa oltre alle volanti, è la nobildonna romana Vannozza de Cathaneis o Cattanei, cinque volte sposata, che gli dà quattro figli certi: Giovanni, secondo duca di Gandia per la morte del precedente, Cesare, Lucrezia e Goffredo che saranno i suoi prediletti e legittimati con varie bolle. Un'altra figlia, Laura,  l'avrà da Giulia Farnese, anch'essa sua amante. Ambizioso in modo irrefrenabile, nel 1484 mena per diventare successore di Sisto IV, ma non riesce, ci riprova nel 1492, alla morte di Innocenzo VIII, e questa volta lo fa assicurandosi l'appoggio di molti cardinali grazie a un giro sfacciato di corruzione in quattrini e promesse di promozioni. Malgrado la sua vita privata sia riprovevole (il re di Napoli scrive: "El Papa fa tale vita che è da tutti abominato, fuori da ogni riguardo allaVannozza Catanei sedia dove sta, d'altro non si cura che di far grandi li figli suoi"),  il suo pontificato inizia in modo promettente: ristabilisce l'ordine a Roma, amministra la giustizia con fermezza, cerca di unificare tutte le forze cristiane per combattere il pericolo rappresentato dai turchi. Intanto ha un altro figlio, l'Infante romano, e non da Vannozza o Giulia, il bambino viene legittimato prima da Cesare poi dal papa e il popolo mormora che sia frutto di un incesto con Lucrezia. Alessandro è ultrassessantenne e impenitente, la sua sete di potere personale è immensa, quando non ha che diciotto anni nomina  il figlio Cesare (che ha ricevuto solo gli ordini minori), vescovo di diverse sedi, compresa quella nativa di Valencia che nel frattempo si è arricchita, e un anno dopo lo fa cardinale. Al primogenito Giovanni dà in sposa una principessa spagnola, nel 1497 lo crea duca di Benevento, separando il feudo dallo stato pontificio. Quanto a Lucrezia, le combina un matrimonio via l'altro, a secondo della convenienza del clan più che della chiesa. Nel 1493, su richiesta dei sovrani castigliani che hanno patrocinato il viaggio di Cristoforo Colombo e la scoperta dell'America, traccia  la linea di demarcazione -cento leghe ad ovest delle Azzorre - per separare la zona di esplorazione spagnola da quella portoghese. È talmente a favore della Spagna, che il 7 giugno del 1494 la legge sarà poi modificata nel trattato di Tordesillas. Inoltre, concede ai sovrani il controllo della chiesa nei paesi colonizzati.  Il suo nepotismo, o amore paterno, è talmente sfacciato da attirare l'ira dell'ascetico frate Gerolamo Savonarola che dal 1495, predicando a Firenze, lo porta ad esempio di corruzione chiedendo addirittura un concilio che riformi la chiesa e lo deponga. Nel giugno del 1497 il papa subisce un duro colpo per l'assassinio del figlio prediletto Giovanni, che la voce popolare e non solo attribuisce al fratello Cesare, l'anima nera della famiglia. Scosso dal dolore, Alessandro giura di dedicarsi esclusivamente alla riforma della chiesa e fa preparare una bolla piena di buone intenzioni che non avranno seguito perché… la carne è debole e  l'ambizione sfrenata. Oltre alla grana Savonarola, Alessandro VI ha per le mani altre grane. Inizialmente era in disaccordo con Ferdinando I di Napoli, ma quando il figlio minore Goffredo sposa la nipote del re e ha in dote il ricco principato di Squillace eccolo cambiare bandiera e sostenere Ferdinando contro le rivendicazioni di Carlo VIII di Francia. Alla morte del re napoletano ne incorona il figlio Alfonso, il re francese non la digerisce ed eccolo scendere vittorioso lungo l'Italia, assediando il papa in Castel Sant'Angelo nel 1494. E Alessandro chiede aiuto al sultano turco Bayazid. Viene a patti con Carlo, ma questi conquista Napoli, il papa però si rifiuta di investirlo del regno e si allea con altre potenze,  in particolare Venezia e Milano, perché minaccino le retrovie del re francese il quale è costretto a ritirarsi. Nel giugno del 1497 manda il figlio Cesare come legato a Napoli, perché incoroni re Federico d'Aragona. Nello stesso anno, dopo aver cercato di rabbonirlo, scomunica Gerolamo Savonarola, lo fa torturare e nel maggio del 1498 il poveretto è strangolato e arso in piazza della Signoria a Firenze, davanti ad una folla che tumultua a suo favore. Va detto che Savonarola non si scagliava solo contro il malcostume del papa, ma non era flofrancese come Alessandro il quale, cambiando ancora gabbana, è diventato amico di Luigi XII, nuovo re francese, ne ha gentilmente annullato il matrimonio e addirittura mandato il figlio Cesare, che nel frattempo si è tolto le sottane religiose, come ambasciatore a Parigi. Grato, Luigi fa sposare a Cesare una principessa, lo crea duca di Valentinois e Alessandro, grato a sua volta, nel 1501 ratifica la spartizione del regno di Napoli fra Francia e Spagna. Mentre intriga per ampliare il proprio potere e per regalare al figlio Cesare un regno nell'Italia centrale, va detto che Alessandro VI si dà un gran da fare per rilanciare l'immagine di Roma, rivaleggiando con Firenze, aumentandone il fasto ingaggiando architetti, pittori e scultori e dando il via alla meraviglia di Roma rinascimentale, promuovendo gli scavi archeologici che portano alla scoperta a Nettuno dell'Apollo del Belvedere e, in seguito, del gruppo del Laocoonte, il Pinturicchio affresca l'appartamento del papa. Ha bisogno di quattrini, naturalmente, e se li procura con l'aiuto del fido Cesare: assassinio e confisca dei beni dei nemici del casato, o indulgenze e nomine di cardinali vendute a caro prezzo.
Nell'agosto del 1503 lui e il figlio Cesare si ammalano improvvisamente. Il figlio riesce a cavarsela, ma il papa muore il 18 agosto. La morte è generalmente attribuita a malaria, ma c'è chi sostiene che entrambi siano rimasti vittima di un veleno destinato, secondo l'uso di famiglia, ad un cardinale ospite a cena e per sbaglio servito a loro. Con la sua morte, la meteora Borgia si spegne.
Com'era Rodrigo Borgia diventato Alessandro VI Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia?
Aquario con tre pianeti nel Capricorno era senza dubbio ambiziosissimo e molto diffidente, chiuso qualunque fosse l'atteggiamento assunto, che poteva essere anche amichevole poiché abbondava di senso dell'opportunità e di vero e proprio, smaccato opportunismo. Aveva alti ideali teorici, ma era freddo, in malafede preconcetta, calcolatore, razionale e organizzato, sleale perché non si sentiva legato a niente, idea o principio, che non fossero le sue idee, i suoi progetti ed era camaleontico nel seguire senza esitazione l'evolversi delle situazioni afferrando quanto poteva adattarsi ai suoi progetti di gloria, di potere, quest'ultimo non solo teorico ma anche finanziario  poiché aveva le idee ben chiare sul risvolto pratico della vita e la sua volontà di potenza era diretta ad assicurarsi ad ogni costo la sicurezza materiale. Naturalmente equiparata al ruolo occupato! Tendeva a risolvere le controversie con la diplomazia, non era un coraggioso ma era un violento lucido, pericoloso per quanti incorrevano nelle sue ire e facile a fanatizzarsi. E si vendicava anche nel tempo, magari presentando un volto amichevole. a lui si addiceva più la cantarella, veleno, che il pugnale. La sensualità sfrenata? La Luna nel Sagittario e Giove nel Toro indicano superficialità nei sentimenti la prima e ingordigia in generale, anche sessuale, il secondo. Però, entrambi inseriscono in un insieme altrimenti glaciale un qualcosa della chioccia, perciò aveva qualche tipo di sentimenti verso i propri figli anche se, considerando il carattere, erano visti come un prolungamento di se stesso, qualcuno che avrebbe potuto occupare posti senza recargli danno poiché tutto quello che si accumulava "restava in famiglia". Era un grande egoista e, alla fine, vittima della propria staticità, del complesso dell'infallibilità che il Sole quadrato a Giove nel Toro aumenta. Qualche studioso cerca di recuperare la figura di Alessandro VI indicando il suo desiderio, espresso proteggendo e favorendo il figlio Cesare, di riunire il più possibile l'Italia ponendo fine alle lotte intestine che la laceravano, creando stabili alleanze con Francia e Spagna per garantire, sempre all'Italia, una minore sudditanza nei confronti di questi paesi. Non discuto le eccellenti intenzioni di padre e figlio, ma dichiaro senza tema di smentita che  il loro agire non era per fare più grande e forte l'Italia, ma unicamente per la massima potenza e gloria dei Borgia.