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Anno 9
Numero 9
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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ROGER VADIM sotto il segno del Pigmalione
Antonia Bonomi
Nato a Parigi il 26 gennaio del 1928 Roger Vadim Plemiannikov, madre francese e
padre dorigine ucràina, cominciò la carriera come attore teatrale, passando al
cinema come assistente del regista Marc Allegret, lavorando contemporaneamente come
sceneggiatore, giornalista a Paris Match, produttore e regista televisivo. Da che cosa gli
derivava tutto questo fervore lavorativo? Giove e Urano congiunti nellAriete
indicano ambizione e dinamismo professionale, vitalità produttiva.
Conosce una fotomodella con aspirazioni cinematografiche, Brigitte
Bardot, capelli castano scuri e faccino da bambina, la sposa nel 1952, la trasforma in
bionda e nel 1956 la dirige e la lancia nel film Et Dieu créa la femme che in Italia
diventerà Piace a troppi. Fu un debutto sensazionale per entrambi, unautentica
bomba. Il film fece epoca, sia per la presenza della Bardot, che diventerà BB, sia per la
provocazione a livello di costume. Secondo i critici, Vadim ebbe una grande intuizione nel
cogliere ed accelerare i mutamenti in atto nel cinema francese. E il fiuto è chiaramente
indicato dalla Luna nei Pesci, responsabile, si fa per dire, anche della sua inclinazione
allerotismo.
Il suo stile secco suscita critiche entusiastiche tra la Nouvelle Vague, ma lui è
uno che fa di testa propria e gira un altro paio di film che non seguono il filone e viene
sganciato: non fa più parte dellavanguardia.
Lasciata la Bardot, eccolo alle prese con una sorta di clone, Annette Stroyberg,
che farà debuttare nel 1960 in Relazioni pericolose come Annette Vadim.
Secondo i critici, in tutti i film successivi a quello che fece epoca, Piace a
troppi, si è confermato regista abile ed elegante, ma creatore di pellicole superficiali
e carenti dal punto di vista narrativo. Il riposo del guerriero, tratto dal romanzo
scandalo di Christiane Rochefort, è classificato come "fotoromanzo in salsa
intellettuale, veicolo costruito da Vadim per lormai ex moglie BB", un modo
come un altro, insomma, per autopromuovere entrambi poiché a quei tempi, era il 1962,
"vedere la Bardot seminuda e imbronciata era il massimo dellerotismo".
Relazioni pericolose, 1959, che nel cast comprendeva anche Jeanne Moreau, è
liquidato come "campionario melodrammatico di modeste perversioni", IL sangue e
la rosa, 1960 e sempre girato con Annette Vadim, liberamente ispirato al romanzo Camilla,
è secondo la critica un horror languido, con implicazioni lesbiche (Annette Vadim - Elsa
Martinelli), meritevole di attenzione per la splendida fotografia di Claude Renoir, non
per lambiziosa regia di Vadim che già allora rischiava il ridicolo. Lasciata la
Stroyberg, che gli ha dato una figlia, ecco sorgere lastro di un terzo tentativo di
clone, Jane Fonda, figlia ribelle di Henry Fonda, uomo e attore tutto di un pezzo. Il
primo film che gireranno insieme, La calda preda, è indicato come un affresco malamente
sceneggiato, falso perché la regia è eccessivamente compiaciuta. È il 1967 quando gira
Barbarella, storia di una sexy eroina galattica vestita da Paco Rabanne. Il fumetto da cui
prende le mosse il film, era stato ideato nel 1962 da Jean Claude Forest pensando alla
Bardot, lo interpreta la Fonda ed ha successo, lo rilancia come regista e lancia lei come
attrice. Eccolo girare uno degli episodi di Tre passi nel delirio, tratto dai racconti di
Edgar Alan Poe. I registi sono Fellini, Malle e Vadim. Secondo la critica si salva solo
Fellini, Malle è mediocre e Vadim preme solo sullerotismo estetizzante della Fonda.
Questa gli darà una figlia e lo lascerà. Ecco affacciarsi una nuova castana da
trasformare in bionda: Catherine Deneuve, che non lo sposerà mai, pur avendo con lui un
figlio. La loro relazione durerà moltissimo, quattro anni, unenormità per il
cliché di Vadim che era solito dire "la fedeltà mi mette i brividi". Insieme
gireranno quello che viene ricordato come un grottesco adattamento di De Sade.
Nel 1972 torna a girare un film con la Bardot, Una donna come me, ma il risultato
è talmente mediocre che lei si convince a lasciare per sempre il cinema. Lui va a
Hollywood, gira un paio di film con la nuova compagna, fa anche lattore, fa ancora
un paio di film, compreso una sorta di patetico remake del primo E Dio creò la donna, nel
1987 a conclusione della sua carriera. Ha nuove mogli, un quarto figlio, finisce i suoi
giorni con lerede di un grande attore francesce, Jean Louis Barrault, Marie
Christine la vedova.
Ora, viene celebrato dai francesi come creatore di miti femminili, genio della
sensualità, reinventore della donna. Ma che donna ha inventato? Natalia Aspesi, su
Repubblica del 12 febbraio, parla di donna sbagliata. I suoi personaggi femminili?
Bellissimi oggetti schiavi di un eros al servizio del maschio, prive di giudizio e
autonomia
Concordo, ma vorrei sottolineare che le sue donne lo hanno anche lasciato e
senza troppi rimpianti. Chi aveva stoffa ha camminato da sola, Fonda e Deneuve, la prima
addirittura sganciandosi dal personaggio di oggetto e recitando in film di gran successo
che l'hanno consacrata attrice.
In sostanza: Vadim amava il sesso, ma non stimava le donne come indicano
chiaramente i pessimi aspetti della Luna e di Venere. Ha usato le donne, che lo hanno
usato a loro volta e, quando linteresse era scemato, tanti saluti. Loro a mantenere
la fama raggiunta, lui a clonare il suo ideale. Non era un perverso, aveva il marchio del
Pigmalione, era un impaziente, un fortunato, un po superficiale e attaccato alle
proprie idee. Infatti, non ha fatto altro che ricalcare, come ampiamente dimostrato, donne
e soggetti cinematografici.
Grande? Al solito ci sono favorevoli e contrari, ognuno è libero di scegliere in
quale corrente stare.
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