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Anno 9
Numero 9
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Personaggi
della Storia
del segno dell'
AQUARIO
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FRANKLIN DELANO ROOSEVELT
Il Presidente che raccolse e risollevò l'America degli anni trenta
Franklin Delano Roosevelt nacque ad Hyde Park, New York, il
30 gennaio 1882 da un'antica famiglia con lontane origini olandesi. Si laureò in legge
alla Groton School e ad Harvard. A soli ventotto anni il giovane avvocato riuscì ad
entrare nella vita politica, facendosi eleggere, per il partito democratico, Senatore
dello Stato di New York. Nel 1920 fu sottosegretario di Stato alla marina con il
Presidente Wilson, poi si candidò, sempre con i democratici, alla vicepresidenza.
Purtroppo l'anno seguente fu colpito da un grave attacco di poliomielite, che lo privò
per sempre dell'uso delle gambe e che gli stroncò l'ascesa politica. Dopo nove anni, con
un enorme sforzo di coraggio e con l'aiuto ed il sostegno della moglie, l'ambiziosa
Eleanor, riuscì a riprendersi e fu eletto governatore dello Stato di New York. Nel 1932
si candidò, per il partito democratico, alla presidenza e, l'8 novembre, vinse le
elezioni.
Roosevelt ottenne 22.821.857 voti ed i suffragi di 472 grandi
elettori, il presidente uscente Hoover ebbe solo 15.016.43 voti e 59 grandi elettori. Il
neo - Presidente ottenne la maggioranza in 42 Stati su 48. Il candidato socialista N.
Thomas raccolse 824.781 voti ed il candidato comunista W. Zebulon Foster solo 102.000
voti.
In quel momento L'America versava in una grave crisi economica e
sociale che aveva provocato un collasso dell'apparato produttivo. Ma il presidente neo -
eletto, che collaborava già da tempo con uno staff di esperti, che i giornalisti avevano
definito "Brain - Trust", non scoprì le sue carte prima di essersi insediato
stabilmente alla Casa Bianca. Prima rifiutò di concertarsi con Hoover, poi rischiò di
non ricoprire mai il mandato. Infatti, il 15 febbraio 1933 a Miami, nello Stato della
Florida, un comunista italiano, Giuseppe Zangara, già residente da tempo negli Stati
Uniti, sparò sette colpi di pistola su Roosevelt. Il presidente, che stava rientrando da
una crociera alle isole Bahamas sullo yacht del suo amico V. Astor, uscì incolume
dall'attentato, ma il sindaco di Chicago, Anton Cermak, che era seduto al suo fianco, fu
ferito molto gravemente e morì il 6 marzo seguente. L'assassino fu subito arrestato, fu
condannato alla sedia elettrica e venne giustiziato il 20 marzo dello stesso anno in una
prigione dello Stato della Florida. Questo episodio fu considerato dagli americani di buon
auspicio: diversamente da Lincoln, da Garfield e da McKiley, il presidente, come il suo
lontano parente Theodore Roosevelt, era sfuggito alla morte in un attentato.
Sabato 4 marzo 1933 Roosevelt, indicato dai giornalisti con le
sole iniziali F D R, prestò solenne giuramento sulla Bibbia di famiglia; alla cerimonia
dell'insediamento presidenziale a Washington erano presenti più di centomila persone
nonostante il vento glaciale e la minaccia di un'imminente nevicata.
La produzione agricola ed industriale era paralizzata da una
crisi di sovrapproduzione e la disoccupazione cresceva in misura allarmante: più di 13
milioni di disoccupati, di cui 1 milione solo a New York, 350.000 ragazzi americani
avevano abbandonato la scuola e 20.000 laureati erano alla vana ricerca di un lavoro.
Enormi profitti industriali erano concentrati nelle mani di una ristretta cerchia di
persone, la gran massa dei consumatori aveva, invece, redditi modesti e quindi un potere
d'acquisto che non poteva reggere il ritmo produttivo; la sfrenata speculazione
finanziaria aveva distolto la Borsa dalla sua normale funzione equilibratrice,
l'amministrazione repubblicana, seguendo fedelmente il principio del non intervento dello
Stato nelle questioni economico - sociali, non aveva cercato alcun rimedio per la crisi.
Il 6 marzo 1933 Roosevelt convocò il Congresso in una sessione
straordinaria e, facendo riferimento ad una legge del 1917, decise la chiusura di tutte le
banche per quattro giorni, pose l'embargo sull'oro e sull'argento e sospese la
convertibilità del dollaro. Queste decisioni non mancarono di stupire il mondo intero, ma
tutti gli americani approvarono la decisione del Congresso che aveva accordato al
presidente pieni poteri. "F.D.R." ordinò l'emissione di 2 miliardi di dollari,
sospese le transazioni sull'oro e proibì ai privati di possederne, con minacce di
sanzioni molto gravi. L'effetto psicologico fu notevole, convalidato ancor più dalla
cosiddetta conversazione "accanto al caminetto" alla quale, tramite la radio,
convocò tutti i cittadini americani la domenica del 12 marzo: per la prima volta un
presidente degli Stati Uniti entrava personalmente nelle case di tutti, chiamandoli
"Miei cari amici
" e continuò dicendo "
La civiltà è un albero
vecchio: man mano che cresce aumentano i rami marci. I Radicali dicono abbattiamolo, i
Conservatori dicono non tocchiamolo, noi Liberali cerchiamo il mezzo per salvare il tronco
vecchio ed i rami giovani".
Poco
tempo dopo il Congresso seguì le direttive del Presidente: ridusse
del 15% gli stipendi e le pensioni, inviò 250.000 giovani disoccupati a lavorare al
rimboschimento delle foreste per 30 dollari al mese. Anche Wall Street reagì
positivamente alle direttive presidenziali: quando le banche riaprirono, i corsi
risalirono del 15 % in una sola volta, chi possedeva oro lo cambiava con azioni e
obbligazioni. L'Agriculture Adjustement Act (AAA) risolse la crisi di sovrapproduzione
agricola, stabilendo premi ed indennità per gli agricoltori che avessero ridotto l'area
coltivata. Unaltra ratifica del Congresso definì la fine del
"Proibizionismo": ormai si poteva fabbricare (e consumare) birra con il 3,2 % di
alcol. Il 7 aprile alcune casse piene di birra vennero trasportate da Milwaukee a
Washington, poi un camion, decorato con i colori dellUnione, le aveva trasportate
fino alla Casa Bianca con un cartello "Signor Presidente, la prima birra è per
Lei!". Eleanor Roosvelt, fermamente proibizionista, fece trasferire le casse al
"Press Club", ben conoscendo i gusti dei giornalisti.
Nel 1935 Roosevelt riprese la politica di difesa delle classi
lavoratrici, con il Nacional Labor Relation Act, più conosciuto come "Legge
Wagner" che stabiliva le libertà sindacali, e con il Fair Labor Standard Act (1938),
diretto a proporre un termine alle ore di lavoro (40 settimanali) ed un limite per i
salari. Istituì anche la Tennessee Valley Authority, volta allo sfruttamento
idroelettrico di uno dei più grandi bacini degli Stati Uniti, che rendeva il Paese un
formidabile concorrente dellindustria privata.
Il 4 novembre 1936 F.D. Roosevelt fu rieletto presidente degli
USA con una maggioranza del 60,8 % dei voti: raccolse 27.752.869 suffragi popolari ed i
voti di 523 grandi elettori di Stato, mentre il repubblicano A. M. Landon otteneva solo
16.674.665 milioni di voti e 8 grandi elettori. Lalta finanza fu continuamente
ostile al Presidente, incapace di comprendere che cercava di razionalizzare il sistema
capitalistico. Con il suo piano di riforme Roosevelt riuscì a realizzare un assestamento
economico sociale, ma fu, invece, meno efficace lopera risollevamento della
produzione, come provano i dati, sempre molto elevati, della disoccupazione. Per quanto
riguarda la politica estera Roosevelt mantenne fino al 1937 un atteggiamento di stretta
neutralità; ma quando si rese conto che lassenza degli Stati Uniti dalla politica
mondiale favoriva, in Europa, lascesa del nazifascismo ed in Oriente
dellimperialismo giapponese, decise di intervenire. A Chicago pronunciò il
"Discorso della quarantena", nellottobre del 1937, denunziando al popolo
americano la minaccia del fascismo e, da quel momento, adottò un atteggiamento di
fermezza verso le potenze totalitarie.
Nel 1940 Roosevelt fu eletto per la terza volta, fatto unico
nella storia dell'Unione, ottenne dal Congresso l'abolizione della legislazione
neutralista; mentre preparava la sua politica per l'entrata in guerra, concedeva
all'Inghilterra e ad i suoi alleati ogni sorta di aiuti. L'attacco nipponico alla base
americana di Pearl Harbour, nell'Oceano Pacifico, segnò ufficialmente l'entrata in guerra
degli Stati Uniti; anche in questo caso Roosevelt prese in mano la situazione con la
solita grinta: operò in stretto contatto con il Primo Ministro inglese W. Churchill, con
il quale, nell'agosto del 1941, aveva fissato i principi del nuovo ordine nella
"Carta Atlantica". Cercò anche una collaborazione con l'altro grande alleato
l'URSS, intervenendo negli storici convegni dei "Tre Grandi", che si svolsero a
Casablanca, a Quebec, ad Il Cairo, a Teheran e a Jalta, durante i quali si distinse come
il grande nemico della minaccia nazista. Questa però fu l'ultima delle sue titaniche
battaglie, non poté mai vederne l'esito ed il successo: morì a 63 anni, il 12 aprile
1945 poco dopo aver assunto la carica presidenziale per la quarta volta.
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