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Anno
9
Numero
9

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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ARIETE
ALEC GUINNESS quando la normalità è grandezza

 Antonia Bonomi

 Non era bello, non era un simbolo erotico, ma è rimasto nella mente di tanti perché era un grande attore. Il mio primo ricordo cinematografico di Guinness è associato a Sangue blu, visto da ragazzina e non certo in prima visione, e  ho ancora chiara la splendida interpretazione che fece delle otto vittime, compresa una donna, poi sono venuti Il ponte sul fiume Kwai, altri titoli e la saga di Guerre stellari che lo ha fatto conoscere anche ai più giovani e  con la riproposizione  di un paio d'anni fa anche ai giovanissimi. E non me ne sono perso uno. Lo hanno definito il signor Nessuno perché era grigio e poteva confondersi con il panorama, ma non sullo schermo dove aveva spessore anche quando non era primo attore. Intelligenza e ironia, sensibilità trasparivano dal suo volto "molto inglese", l'autoironia dalle interviste e dall'autobiografia pubblicata nel 1987. "Volevo essere un artista, e sono diventato attore", diceva con modestia. Oppure: "Non potendo essere nessuno dei grandi del mio tempo, ho preso un po' dell'uno e un po' dell'altro e ho fatto un puzzle". Per la grande abilità nell'interpretare i personaggi più diversi lo chiamavano "l'uomo dai mille volti", e lui si scherniva, magari si seccava anche un po', dicendo che "era roba da caratteristi".
Com'era Alec Guinness Dietro lo Specchio dell'Astrologia? 
C'era un aspetto che mi ha sempre impensierita: Venere quadrata a Nettuno. Era l'unico neo che si è chiarito quando ho letto la sua autobiografia: non era lui ad avere "difetti", era semplicemente figlio illegittimo, per questo aveva molto sofferto e la sua nascita "oscura" me lo ha reso ancora più caro. Il neo è sparito ed è rimasto un personaggio all'insegna dell'intelligenza, del buon senso, dell'ironia, con una grande sensibilità e umanità. Schivo anche perché timido, timido anche per l'incertezza natale, estremamente rigoroso con se stesso prima che verso gli altri. Se doveva fare una cosa, la faceva bene per il rispetto che aveva verso se stesso e perché non amava le critiche. Razionale e nello stesso tempo inclinato costituzionalmente verso il misterioso e il mistico. Possedeva un sesto senso che lo rendeva preveggente, qualità di cui parlava con pudore e di cui aveva timore, ben indicato da Mercurio nei Pesci e Nettuno nel Cancro. Fortunato? Anche, visto il Sole sestile Giove e sestile Saturno e questi ultimi   in trigono perfetto, ma anche per essere nato con la personalità all'insegna del rispetto di se stesso che lo ha portato a superare l'handicap natale dell'illegittimità lavorando sodo e diventando qualcuno in prima persona.  Per anni, parlando con illegittimi che mi chiedevano come si può superare il trauma perché, credetemi, esiste, ho sempre ricordato Guglielmo il Bastardo, diventato Guglielmo il Normanno per concludere come Guglielmo il Conquistatore. Possiamo aggiungere anche Alec Guinness, che ricercò il padre per tutta la vita senza mai sapere chi fosse, ma che a quarantacinque anni era diventato sir Alec Guinness per meriti personali, esempio luminoso di come si possa soffrire per una carognata gratuita della vita ma non rinunciare a combattere per affermare quello che si è, che si ha dentro, così come si può avere fama mondiale senza plastiche e silicone, muscoli gonfiati, eccentricità e scandali. Pensate un po' che per sessantadue anni ha avuto sempre la stessa moglie!