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Anno
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Numero
9

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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ARIETE
DORIS DAY il volto sorridente dell'America 

Antonia Bonomi 

Era nata Dorothy Kappelhof (qualcuno dice von), diventata Doris Day per esigenze di botteghino, e ha portato sullo schermo l'immagine di una donna sorridente, con quel tanto di timidezza e di sicurezza in se stessa che fa simpatia, che è molto bon ton, con il suo viso fresco apparentemente senza trucco, i denti smaglianti, i capelli chiari sempre perfettamente cotonati, gli abitini eleganti e fintamente semplici che hanno fatto moda, ballerine di vernice in casa e tacchi che slanciano anche al supermercato, bella ma non da turbare il sonno, moglie ideale per i lui, modello per tante signorine di buona famiglia Doris Daydegli anni '60 che si vedevano padrone di casa proprio come lei, indaffarate e perfette, magari anche canterine e magari con un marito bello come i suoi splendidi partner. Era già discretamente famosa come cantante quando ha esordito in Amore sotto coperta nel 1948. Aveva ventiquattro anni, alle spalle un matrimonio con divorzio da un marito manesco, e doveva imitare qualcuna delle dive più famose di lei, come Lauren Bacall o Ginger Rogers. Nel 1951 era la nona delle dieci attrici americane più famose, nel 1952 è settima, dal 1959 al 1966 è una presenza fissa, mantenendo il primo posto dal 1960 al 1964. Il suo nome era una garanzia di successo, anche se le storie erano sempre più o meno uguali e Doris Day la bella figliola che non gettava alle ortiche la sua virtù se non dopo aver fatto pronunciare il fatidico sì al lui di turno. Alcune trame erano proprio cretine, come quella di Tè per due, altre si salvavano per la sua vivacità e per le belle canzoni che hanno fatto epoca come Che serà, serà per citarne una. Nel 1959 gira Il letto racconta con Roch Hudson, e già si vocifera di filtri speciali per riprenderla senza che si notino i segni dell'età perché "raggio di sole", come era chiamata, non può invecchiare.
Dietro l'immagine caramellosa dei suoi personaggi, c'era il secondo marito e manager Marty Melcher che non le permetteva di lasciare il filone. Nel 1955 ha un'alzata d'ingegno ed eccola fatale e volgare nel film Amami o lasciami, tratto da una storia vera, in cui interpreta una cantante degli anni Venti, pupa di un gangster gelosissimo impersonato da un bravissimo sciancato e crudele James Cagney.
Alla morte del marito, Doris scopre che lui ha dilapidato tutto il patrimonio, stimato in milioni di dollari, nel 1968 gira l'ultimo film, partecipando poi solo a produzioni televisive e dopo aver indossato pellicce, in particolare visoni, nella vita e nei film si dedica alla difesa dei diritti degli animali.
Dei suoi film non aveva molta stima, nelle poche interviste rilasciate dopo il ritiro ha sempre  ribadito che quando si rivedeva sullo schermo le veniva da piangere. L'unico ruolo che salvava, era quello di Calamity Jane in Non sparare, baciami. Lì, diceva, si vedeva la vera Doris Day. Si riconosceva un merito, quello di avere inventato un nuovo genere di sex-appeal. Jack Lemmon che aveva lavorato con lei la trovava molto più seducente di Marilyn Monroe, più esasperata secondo il suo metro. Marilyn era una bella donna nuda, Doris una bella donna abbigliata con abiti seducenti! La ricetta di bellezza di Doris Day? Andava per la maggiore sulle riviste femminili di una quarantina di anni fa: una volta la settimana si spalmava tutta di vaselina per mantenere la pelle morbida.  Ha girato film con Rock Hudson e Gary Grant, notoriamente omosessuali, formando con loro la "coppia" per eccellenza dello schermo, e neppure lei è sfuggita alle malelingue che la volevano lesbica.
Com'è Doris Day Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia?
Un tipo "temperamentoso" così Ariete, con anche la Luna nel segno, e Marte nel Capricorno. Ambiziosa, tenace, determinata ad affermarsi e incurante dei sacrifici. Per ottenere la perfezione che si nota negli abiti dei suoi film, era capace di sottoporsi a sedute estenuanti, che duravano anche sei, sette ore, e sopportava tutto con pazienza, poiché era esigentissima. Per uno dei suoi ultimi film, un fiasco intitolato Caprice, la cenere che scotta, il guardaroba fu ridisegnato tre volte prima che avesse lo stile che lei voleva. La fidanzatina d'America, la donna con cui tutti gli uomini avrebbero voluto andare a letto, ma solo dopo averla sposata come recitava uno slogan, era piuttosto una bisbetica indomabile, scontrosa nel privato, sempre sulla difensiva anche per un fondo di timidezza. Aveva ragione lei nel definire il ruolo di Calamity Jane il più calzante al suo temperamento. Ma era anche una grande ingenua, come indica il suo Giove nel Sagittario, e vanitosissima come vuole Venere nel Toro, che mette l'indice sulla vena artistica, in particolare canora. Poiché il marito dipendeva da lei, per forza di cose non avrebbe potuto tradirla, invece… Simpatica, antipatica? Né completamente l'una né completamente l'altra cosa, narcisista sì, ha vissuto per se stessa e la propria immagine, tenendo in scarsa considerazione gli altri poiché era egoista. Avrebbe meritato un Oscar per come ha saputo recitare qualcuno così diverso da lei!
Strano destino il suo: alla soglia degli ottant'anni conta ancora un grosso numero di fans (sono e resto tra questi), e di fans club sparsi nel mondo, ma in un volume dedicato ai 100 attori più famosi del XX secolo la cerchereste invano.