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Anno 9
Numero 9
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi
dello Spettacolo
del segno dell'
ARIETE
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GREGORY PECK un grigio pieno di temperamento
Antonia Bonomi
Lo confesso, è stato il mio
idolo fin da quando, all’inizio degli anni ‘50, ho pianto disperatamente
assistendo alla proiezione del film Il cucciolo. Crescendo non mi sono persa uno
dei suoi film ed è rimasto ai vertici delle mie preferenze, gli altri attori
seguivano.
Mi piaceva tutto di lui, ma era soprattutto il suo senso della misura nella
recitazione e nel privato a farmelo apprezzare maggiormente, e riconoscevo nel
suo sguardo quel velo di timidezza superato attraverso l’impegno professionale
che se non sei Ariete non puoi capire.
Elder, ma si trova anche Eldred, Gregory Peck nasce a La Jolla, California, i
genitori, entrambi di origine irlandese, il padre è farmacista, si separano quando ha cinque anni,
il padre sparisce e la madre torna in Irlanda, la sua famiglia diventa la nonna,
che lo cresce. Ma esiste anche una versione che lo vuole affidato per un certo
tempo alla nonna e, in seguito, ad una sorta di collegio militare cattolico il
cui motto era Marcia e prega, e da cui ha un'educazione severa. Secondo un'altra
versione i genitori si separano quando ha nove anni, lui vive con la madre
Berenice di cui conserva un ottimo ricordo, e in un'intervista ha affermato di
"aver passato con lei buona parte della sua vita, essendo morta a 98 anni
nel 1993".
Dopo avere "romanticamente pensato di fare il prete", per sua
ammissione rinsavisce andando all'università. Gli si apre un mondo, gli si
sblocca la mente, è lui a dirlo, legge di storia, filosofia, politica, si avvia agli studi di
medicina. Convinto dal direttore dell'università a partecipare ad una recita,
la cosa gli piace tanto che pianta gli studi, secondo alcuni invece ha preso la
laurea, e debutta veramente in teatro nel 1941 con Il dilemma del dottore,
facendo anche il fornaio per mantenersi alla scuola di recitazione. Nel 1944, ventottenne, eccolo girare Giorni di gloria e imporsi lo stesso anno
nei panni
Francis Chisholm, l’orfano
di Le chiavi del regno (o del Paradiso), che perde la ragazza che ama, morta mentre sta dando
alla luce il figlio di un altro, e si fa prete realizzandosi come missionario in
Cina e che gli vale la prima nomination. Inizia così la serie dei ruoli di persona per bene, dagli alti valori
morali che, salvo tre –quattro interpretazioni da cattivo, e che a suo dire lo
hanno reso inquieto per il timore di rendere simpatico un farabutto, porterà avanti per
tutta la carriera. Certo, non tutti i suoi film sono stati esaltanti, terribile
polpettone Davide e Betsabea con la
bellissima Susan Hayward, ma da Io ti salverò, che gli vale la seconda
nomination, a Il caso Paradine, passando tra
film western, film di guerra e parti brillanti le sue interpretazioni sono sempre state degne di
nota e ne Il buio oltre la siepe, che gli ha fruttato nel 1963 l’unico Oscar
della sua vita, è indimenticabile. L’uomo dal vestito grigio è la pellicola
che a detta dei critici identifica meglio l’attore, al punto che una rassegna
televisiva dei suoi film trasmessa qualche anno fa aveva questo titolo.
Personalmente non concordo.
Nel 1942 sposa Greta Ricci, una parrucchiera di scena, dalla quale ha tre figli,
Stephen, Jonathan e Carey. Il matrimonio entra in crisi per le chiacchiere
malevole che attribuiscono a Gregory storie sentimentali inesistenti, ma lui
tiene duro per una decina di anni: secondo le sue convinzioni il matrimonio è
indissolubile. Nel 1953, mentre sta per girare Vacanze romane, e pensare che non
era convinto del ruolo!, è intervistato per France Soir da una giornalista
appena diciannovenne, Veronique Passani, è un colpo di fulmine per entrambi, la
sua coscienza è a posto perché è in attesa di divorzio, nel 1955 si sposano a
Parigi e nascono Anthony e Cecilia che, con fortune per ora non troppo
brillanti, si dedicano alla recitazione. Ha lavorato con le più belle donne
dello schermo, dalla già citata Susan Hayward ad Ava Gardner, Sophia Loren e
Audrey Hepburn nell’indimenticabile Vacanze Romane, film dalla trama
improbabile ma ancora validissimo spot per la città eterna e la Vespa, eppure
mai una chiacchiera ha sfiorato la sua vita privata, come dolore personale è
stato vissuto dal pubblico anche il suicidio del figlio Johnathan, giornalista
televisivo che si è sparato nel 1975. Si è molto rammaricato di non essere
stato vicino a questo figlio come avrebbe voluto, ma con ogni probabilità il
male stava nel giovanotto, considerando che gli altri quattro figli, anche i due
di primo letto, non hanno mai sparso veleno sulla sua figura di padre, come
spesso accade ai figli dei divi.
Le ultime interviste rilasciate, tra le quali un lungo filmato presentato a
Cannes nel 2000, davano di lui l’immagine di una persona serena, fiera del suo
passato e del suo presente, in pace con se stessa. A chi gli chiedeva qual era
stata l’attrice più bella o brava con cui aveva lavorato, rispondeva che non
l’avrebbe mai detto, perché molte erano ancora vive e non voleva dispiacere a
nessuna, delle rivalità con altri attori ricordava solo quella professionale di
John Wyne che non sopportava rivali sullo schermo, ma con il quale aveva ottimi
rapporti in privato. Il suo rimpianto professionale era non aver girato Mezzogiorno di
fuoco, il film che meno amava era L'oro dei MacKenna.
Dopo l'assassinio di John Kennedy, Lyndon Johnson lo convocò invitandolo
a presentarsi come senatore del Partito democratico. Rifiutò, e quando qualche
anno più tardi il "collega" Ronald Reagan fu eletto presidente ecco
la frecciatina di Peck: "I presidenti passano, certi attori restano",
e di Reagan come attore, di traccia ce n'è poca. A chi gli chiedeva perché
negli ultimi anni avesse fatto così poco, rispondeva: "Perché dovrei
dannarmi? Sono stato famoso abbastanza a lungo".
Chi ha lavorato con lui, i pochi ancora vivi tra i quali Sophia Loren, ne
parlano come di una persona “per bene”, gentiluomo dal sorriso spontaneo,
sottilmente ironico.Ed era anche generoso, aveva il culto dell'amicizia: quando
Ava Gardner morì, prese in carico la sua cameriera e il suo cane.
Il 12 giugno 2003, a ottantasette anni, si è spento serenamente nel
sonno, per vecchiaia, accanto alla moglie Veronique.
Com’era Gregory Peck Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Ariete ascendente Gemelli e Luna nel Toro, l’inclinazione artistica è
indicata dal sestile di Venere con Nettuno. E l’ascendente gli forniva
quell’ironia che tutti ricordano. La Luna nel Toro fa di lui il patriarca e la
persona di buon senso, mentre Marte nel Leone in trigono ai pianeti nell’Ariete, aspetti che ammortizzavano l’opposizione del medesimo
con Urano, indica che era ambizioso e desiderava “tenere la scena”, è stato
lo stimolo a superare la timidezza Ariete. Non era “nato grigio” Gregory
Peck. Saturno quadrato ai pianeti nell’Ariete indica problemi legati alla
famiglia d’origine e che senza dubbio hanno lasciato il segno, ma la forte
dignità personale, o consapevolezza di sé, se vogliamo anche super io
autoironico indicato dagli aspetti di Marte, più la Luna nel Toro che non ama
le inutili complicazioni lo hanno aiutato a non guardarsi indietro, a non
trascinare fardelli inutili, ad evitare, appunto, le complicazioni che non
fossero dovute a cause esterne, alla vita. Non mancavano un piccolo lato
diffidente e una leggera vena di pessimismo, ma il tutto superato dalla gran
voglia di vivere, di realizzarsi. Per concludere, era nato con la camicia e tra
qualità personali e circostanze esterne ha realizzato i suoi talenti senza
perdersi per strada, godendosi il buono della vita e superando le prove che,
fortunati o meno, toccano a tutti i mortali.
Alla fine di un giro di conferenze durante le quali erano proiettati spezzoni
dei suoi film più famosi per discuterne con il pubblico, ebbe a dire:
"Vorrei essere ricordato solo per una parte, che non ho interpretato al
cinema ma nella vita. La parte di una persona coerente". Per quello che mi
riguarda, lo si può ricordare così, come desiderava lui. |